Monza (II) Alfredo: differenze tra le versioni
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Si fa subito notare sulla fascia sinistra come difensore arcigno e invalicabile. |
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L'unica rete realizzata è un capolavoro di balistica: infatti il [[5 Novembre]] [[1939]] con un tiro da oltre 60 metri, trafigge il portiere felsineo incredulo. |
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Nel campionato di guerra [[1943/44]] veste la casacca della [[Cremonese]], perchè si trova militare al nord. |
Nel campionato di guerra [[1943/44]] veste la casacca della [[Cremonese]], perchè si trova militare al nord. |
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Versione delle 22:33, 14 ott 2007
Terzino, nato a Busto Arsizio il 12 Agosto 1912, Morto a Monterotondo (Rm) il 20 Maggio 1974. Alfredo Monza, arriva in maglia biancazzurra all'inizio della stagione 1935/36 proveniente dal Livorno. Si fa subito notare sulla fascia sinistra come difensore arcigno e invalicabile. Con la Lazio gioca sempre non saltando mai una gara, e arrivando a disputane ben 222 di fila, con le tre maglie che ha indossato. L'unica rete realizzata con la Lazio è un capolavoro di balistica: infatti il 5 Novembre 1939 con un tiro da oltre 60 metri, trafigge il portiere felsineo incredulo. Nel campionato di guerra 1943/44 veste la casacca della Cremonese, perchè si trova militare al nord.
Finita la carriera agonista, si dedica ad allenare, e viene chiamato addirittura sulla panchina biancoceleste assieme a Canestri alla fine del campionato 1957/58 per salvare la Lazio dalla retrocessione. Compiuta l'impresa passa il comando ad un'altro laziale Bernardini. I soldi guadagnati durante la carriera vengono investiti nell'acquisto di due pensioni nei pressi di via Nazionale, che gli danno da vivere più che bene e che gestisce assieme all'unico figlio Luciano e alla moglie. Ogni domenica è allo stadio, e non disdegna neanche le trasferte, mischiato insieme agli altri tifosi. Diviene molto amico di Re Cecconi suo quasi compaesano, e non crede ai suoi occhi, nel vedere la Lazio di Maestrelli lottare per i vertici del campionato. Sette giorni prima, la sua Lazio, si era laureata Campione d'Italia per la prima volta, e Monza poteva quindi recarsi a cuor leggero in trasferta a Bologna, prima partita dell'anno che seguiva fuori casa, così come aveva promesso agli amici. Come un tifoso qualsiasi si era accomodato in uno dei numerosi pulmann che portarono oltre 10.000 tifosi biancocelesti in Emilia, per festeggiare degnamente lo Scudetto. Ma la sorte, beffarda, lo aspettava al ritorno, quando all'altezza di Magliano Sabino, sull'autostrada del sole, il suo pulmann tamponava un T.I.R. adibito al trasporto di farina targato SI 143534. Erano passate da poche le 2 di notte, e il pulmann con 22 tifosi a bordo si andava ad incastrare nel rimorchio dell'autotreno. Monza, in condizioni disperate veniva trasportato in ambulanza all'ospedale di Monterotondo dove all'alba spirava. Insieme a lui morivano Franco Pelliccetti di 45 anni, autista del pullmann ed Emilio Corona di 64 anni,titolare di un negozio di barbiere a via Isonzo. Altri 10 tifosi erano ricoverati in condizioni gravi nei vari nosocomi, vicini al luogo dell'incidente. Si spegne così la vita di un grande uomo, atleta, e grande tifoso laziale che tante soddisfazioni aveva regalato ai suoi tifosi, e aveva fatto della Lazialità uno stile di vita.

