Prima Guerra Mondiale: differenze tra le versioni

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[[File:Lapide Molina Andrea.jpg|150px|thumb|left|La lapide del comune di Cairate (VA) con il nome di Andrea Molina inciso]]
[[File:Lapide Molina Andrea.jpg|150px|thumb|left|La lapide del comune di Cairate (VA) con il nome di Andrea Molina inciso]]


La storia degli atleti che hanno combattuto la "grande guerra" è rimasta ignota per cento anni. Fu lo scrittore Mario Pennacchia a scriverne per primo le gesta nel lontano [[1969]], ma solo grazie alle moderne tecnologie siamo riusciti a ricostruire ciò che avvenne allora.
La storia degli atleti che hanno combattuto la "grande guerra" è rimasta ignota per cento anni. Fu lo scrittore Mario Pennacchia a scriverne per primo le gesta nel lontano [[1969]], sul suo libro [[Storia della Lazio]], ma solo grazie alle moderne tecnologie siamo riusciti a ricostruire un elenco dettagliato dei caduti, feriti e decorati e ciò che accadde allora a molti di loro.
Dopo l'attentato a Sarajevo, e il conseguente scoppio del conflitto il Regno fu diviso in due fazioni: interventisti e neutrali.
Dopo l'attentato a Sarajevo del [[28 giugno]] [[1914]], e il conseguente scoppio del conflitto il Regno fu diviso in due fazioni: interventisti e neutrali.
Alla fine vinsero i primi e nel maggio [[1915]] l'Italia entrò in guerra a fianco della Francia, Gran Bretagna e in seguito gli Stati Uniti.
Alla fine vinsero i primi e nel maggio [[1915]] l'Italia entrò in guerra a fianco della Francia, Gran Bretagna e in seguito gli Stati Uniti.
Tutti gli atleti, dirigenti ed ex, del sodalizio biancoceleste dalle classi 1874 alla 1900 furono richiamati alle armi. Si presume che furono tra i 150 ed i 200, gli uomini che partirono per le zone di guerra.
Tutti gli atleti, dirigenti ed ex, del sodalizio biancoceleste dalle classi [[1874]] alla [[1900]] furono richiamati alle armi. Si presume che furono tra i 150 ed i 200, gli uomini che partirono per le zone di guerra.
La storiografia asseriva che erano una decina i caduti biancocelesti al fronte, i loro nomi furono ricordati in una targa marmorea murata allo Stadio della Rondinella nel [[1925]], ma era ben altra la verità.
La storiografia asseriva che erano una decina i caduti biancocelesti al fronte, i loro nomi furono ricordati in una targa marmorea murata allo Stadio della Rondinella nel [[1925]], ma era ben altra la verità.
Furono trenta i ragazzi biancocelesti che si immolarono per la Patria. Il più giovane aveva 20 anni compiuti da 4 giorni, il più anziano, 72.
Furono trenta i ragazzi biancocelesti che si immolarono per la Patria. Il più giovane aveva 20 anni compiuti da 4 giorni, il più anziano, 72.

Versione delle 18:04, 5 mag 2015

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Il capitano Olindo Bitetti
Conte Generale Paolo Spingardi
Da Sport Illustrato: Carlo Venarucci in divisa con il grado di Capitano
Da"L'Illustrazione Italiana":il necrologio di De Mori
) (Gent.conc. Federica Dilunardo)
Mario Massetti
(Archivio Museo del Risorgimento)
Ottorino Massetti
(Archivio Museo del Risorgimento)
I fratelli conti Serventi al fronte (Foto "La Stampa Sportiva")
Corrado (al centro) e Filiberto Corelli (a destra) giocatori della S.P. Lazio al fronte
(Archivio signora Emilia Corelli)
La storia di Mario Rotellini nel libro d'onore del Collegio militare di Roma sui caduti
(Sig. Silvia Musi)
La tomba di Pier Italo Rivalta a Budapest
(Foto di Balint Elekes e Tamás Forgó)
La lapide del comune di Cairate (VA) con il nome di Andrea Molina inciso

La storia degli atleti che hanno combattuto la "grande guerra" è rimasta ignota per cento anni. Fu lo scrittore Mario Pennacchia a scriverne per primo le gesta nel lontano 1969, sul suo libro Storia della Lazio, ma solo grazie alle moderne tecnologie siamo riusciti a ricostruire un elenco dettagliato dei caduti, feriti e decorati e ciò che accadde allora a molti di loro. Dopo l'attentato a Sarajevo del 28 giugno 1914, e il conseguente scoppio del conflitto il Regno fu diviso in due fazioni: interventisti e neutrali. Alla fine vinsero i primi e nel maggio 1915 l'Italia entrò in guerra a fianco della Francia, Gran Bretagna e in seguito gli Stati Uniti. Tutti gli atleti, dirigenti ed ex, del sodalizio biancoceleste dalle classi 1874 alla 1900 furono richiamati alle armi. Si presume che furono tra i 150 ed i 200, gli uomini che partirono per le zone di guerra. La storiografia asseriva che erano una decina i caduti biancocelesti al fronte, i loro nomi furono ricordati in una targa marmorea murata allo Stadio della Rondinella nel 1925, ma era ben altra la verità. Furono trenta i ragazzi biancocelesti che si immolarono per la Patria. Il più giovane aveva 20 anni compiuti da 4 giorni, il più anziano, 72. Nel libro che LazioWiki ha scritto: Dal Tevere al Piave (di prossima uscita NDR) vengono narrate le gesta di questi atleti, alternate da ciò che accadde a Roma ed in Italia a cavallo tra il 1914 e 1920. Ne esce un quadro eroico e tragico. Molti di loro furono decorati per azioni ardimentose....