Stadio Nazionale (poi informalmente Grande Torino) - Roma

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In questa interessante immagine aerea si può apprezzare la zona sportiva intorno al 1920. In basso lo Stadio Nazionale, in alto la grande area di Campo Flaminio con i sevizi dell'ippodromo, dove oggi sorge il Villaggio Olimpico. Tra i due impianti vi sono la Rondinella e, alla sua sinistra, la spianata del Campo Apollodoro che nel secondo dopoguerra ospitò le partite della Lazio giovanile, alcune di campionato e gli allenamenti della prima squadra. Sul fondo si notano le costruzioni originarie dell'attuale Collina Fleming
La pagina di copertina de "Il Calcio Illustrato" che testimonia la cerimonia dell'intitolazione dello stadio come Stadio Torino. In realtà, nelle manifestazioni ufficiali che vi si svolsero successivamente, lo stadio continuò ad essere chiamato Stadio Nazionale.

Inaugurato nel 1927, si chiamava "Stadio del PNF". Sorse sul vecchio Stadio Nazionale che riprese la forma ad U dello Stadio Olimpico di Atene e con solenni propilei ornati da statue dello scultore Vito Pardo, inaugurato nel 1911 e progettato dall'arch Marcello Piacentini, mostrò presto segni di degrado a causa di una costruzione affrettata (12 mesi) mal realizzata e dell'uso di materiali scadenti. Lo Stadio Nazionale del PNF del 1927, situato in via dello Stadio, misure 110x64, capacità 50.000 spettatori, nel secondo dopoguerra cambiò il nome in Stadio Nazionale e poi Stadio Torino (nome informale mai ratificato dal Comune di Roma) a seguito della tragedia di Superga. Fu progettato anch'esso dall'architetto Marcello Piacentini. Vi si giocò la finale Italia-Cecoslovacchia di Coppa del Mondo del 1934. E' visibile nella scena finale del film di Vittorio De Sica "Ladri di biciclette".

Il progettista dello Stadio Nazionale del 1911 e del suo rifacimento del 1927, l'arch. Marcello Piacentini
La foto, del 1910, mostra una fase molto iniziale dei lavori
L'inaugurazione dello Stadio Nazionale nel 1911
L'inaugurazione dello Stadio Nazionale nel 1911
La disposizione planimetrica dello Stadio Nazionale in epoca fascista in relazione ai posti e ai prezzi





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