Prima Guerra Mondiale
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) (Gent.conc. Federica Dilunardo)

(Archivio Museo del Risorgimento)

(Archivio Museo del Risorgimento)


(Archivio signora Emilia Corelli)

(Sig. Silvia Musi)

(Foto di Balint Elekes e Tamás Forgó)

La storia degli atleti che hanno combattuto la "grande guerra" è rimasta ignota per cento anni. Fu lo scrittore Mario Pennacchia a scriverne per primo le gesta nel lontano 1969, sul suo libro Storia della Lazio, ma solo grazie alle moderne tecnologie siamo riusciti a ricostruire un elenco dettagliato dei caduti, feriti e decorati e ciò che accadde allora a molti di loro. Dopo l'attentato a Sarajevo del 28 giugno 1914, e il conseguente scoppio del conflitto il Regno fu diviso in due fazioni: interventisti e neutrali. Alla fine vinsero i primi e nel maggio 1915 l'Italia entrò in guerra a fianco della Francia, Gran Bretagna e in seguito gli Stati Uniti. Tutti gli atleti, dirigenti ed ex, del sodalizio biancoceleste dalle classi 1874 alla 1900 furono richiamati alle armi. Si presume che furono tra i 150 ed i 200, gli uomini che partirono per le zone di guerra. La storiografia asseriva che erano una decina i caduti biancocelesti al fronte, i loro nomi furono ricordati in una targa marmorea murata allo Stadio della Rondinella nel 1925, ma era ben altra la verità. Furono trenta i ragazzi biancocelesti che si immolarono per la Patria. Il più giovane aveva 20 anni compiuti da 4 giorni, il più anziano, 72. Nel libro che LazioWiki ha scritto: Dal Tevere al Piave (di prossima uscita NDR) vengono narrate le gesta di questi atleti, alternate da ciò che accadde a Roma ed in Italia a cavallo tra il 1914 e 1920. Ne esce un quadro eroico e tragico. Molti di loro furono decorati per azioni ardimentose....