La scomparsa di Sven Goran Eriksson



► La scheda di Sven Goran Eriksson
In data 26 agosto 2024, intorno le 13.00 circa, si diffonde la notizia della scomparsa dell'ex tecnico biancoceleste Sven Goran Eriksson dopo una malattia. Ripercorriamo per i nostri lettori, attraverso gli articoli tratti da vari organi di stampa, le varie fasi della vicenda.
L'annuncio della malattia: 11 gennaio 2024
Da Ansa.it:
"Ho una malattia grave. Mi resta da vivere nel migliore dei casi un anno, nel peggiore molto meno. Impossibile dirlo con esattezza, quindi è meglio non pensarci". Che Sven Goran Eriksson lottasse con problemi di salute era noto ed ora la reale gravità del proprio stato l'ex allenatore svedese, 75 anni, l'ha svelata a gennaio 2024 in una intervista all'emittente Radio P1, scioccando il mondo del calcio, dalla Svezia all'Italia. "Resisterò per tutto il tempo che posso". Ha aggiunto di affrontare la realtà cercando di rimanere positivo e di "trarre qualcosa di buono" dalla diagnosi che non gli lascia scampo. "Si tenta di ingannare il cervello. Altrimenti è troppo facile soccombere, diventare negativi e rimanere bloccati in casa. Meglio cercare di vedere gli aspetti positivi e non arrendersi nei momenti difficili". "Non sono in ospedale, conduco una vita normale. Ogni tanto vado a fare una visita. Natale e Capodanno, tutta la mia famiglia era qui - ha raccontato - Quando ricevi un messaggio del genere, apprezzi ogni giorno e sei felice quando ti svegli la mattina e ti senti bene, quindi è quello che sto facendo".
Da Quotidiano Sportivo:
Cancro allo stadio terminale. La diagnosi fatta a Sven-Göran Eriksson, l’ex allenatore svedese che portò la Lazio allo Scudetto – è una sentenza. “So che nel migliore dei casi ho circa un anno – ha confessato il tecnico, 75 anni, alla radio svedese P1 – nel peggiore dei casi anche meno. O nel migliore dei casi suppongo anche di più. Non credo che i medici che ho a disposizione possano essere del tutto sicuri, non possono mettere un giorno”. Si sapeva che Eriksson non stava bene: 11 mesi fa si era dimesso dal suo ultimo incarico di direttore sportivo della società di calcio svedese Karlstad a causa di non meglio precisati problemi di salute. Oggi Eriksson chiama per nome il suo male. O per lo meno ne definisce l’entità. "Tutti vedono che ho una malattia che non fa bene, e tutti suppongono che sia un cancro, e lo è”, ha ammesso. Ai microfoni della radio svedese Eriksson ha raccontato il momento in cui ha scoperto di essere malato. "Ero completamente sano, poi un giorno sono svenuto e sono finito in ospedale – narra – . Dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto un ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno. Avevo il cancro ma il giorno prima avevo corso cinque chilometri”. La malattia poi è progredita ma per quanto sia senza appello la parola "terminale", Sven non ha intenzione di sedersi e attendere la fine. “È meglio non pensarci – dice -. Devi ingannare il tuo cervello. Potrei andare in giro a pensarci tutto il tempo e sedermi a casa ed essere infelice e pensare di essere sfortunato e così via. È facile finire in quella posizione. Ma no, guardo i lati positivi delle cose e non bisogna farsi seppellire dai problemi, perché questo è ovviamente lo battuta d'arresto più grande di tutti".
Dal Corriere dello Sport del 12 gennaio 2024:
Eriksson: ho un cancro. Sven shock: "Mi resta un anno di vita". "Sono crollato all’improvviso mentre correvo. Dopo un consulto medico, ho scoperto che ero stato colpito da un ictus e che avevo già un tumore". Messaggio terribile del tecnico svedese che ha quasi 76 anni e ha vinto sette trofei alla guida della Lazio: "La mia malattia è in fase terminale".
Trafitti dall’incomprensione del dolore che incombe inesorabilmente sui alcuni dei suoi miti, il mondo laziale è precipitato di nuovo nello strazio leggendo la confessione atroce fatta da Sven Goran Eriksson, ha svelato il destino che lo colpirà: "Tutti vedono che ho una malattia che non fa bene e tutti suppongono che sia un cancro e lo è. Ma devo combatterla il più a lungo possibile. So che nel migliore dei casi ho circa un anno, nel peggiore dei casi anche meno. O nel migliore dei casi suppongo anche di più". L’atrocità delle parole concesse da Sven alla radio svedese P1 è sconvolgente: "Non credo che i medici che ho a disposizione possano essere del tutto sicuri, non possono mettere un giorno. È meglio non pensarci. Devi ingannare il tuo cervello. Potrei andare in giro a pensarci tutto il tempo e sedermi a casa ed essere infelice e pensare di essere sfortunato e così via...". Eriksson ha avuto la forza di raccontare la sua tragedia, il suo lento spegnimento a quasi 76 anni, li compirà il 5 febbraio: "Ero completamente sano, poi sono crollato, sono svenuto e sono finito in ospedale. Dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto un ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno. Si è scoperto che avevo il cancro ma il giorno prima avevo corso cinque chilometri. È venuto dal nulla. E questo ti rende scioccato. Non sento grandi dolori. Mi è stata diagnosticata una malattia che puoi rallentare ma che non puoi operare. Quindi è quello che è". Sven, ripiegato sulla malattia, ha dato un’immagine di forza: "Guardo i lati positivi delle cose e non bisogna farsi seppellire dai problemi, perché questa è ovviamente la battuta d’arresto più grande di tutte".
LO SHOCK. Tanta profonda tristezza. Il pensiero di tutti i laziali e del mondo del calcio contempla il riflesso di Sven e della sua vita al tramonto. Un vuoto si è aperto nel cuore. Eriksson, signor scudetto, signore della Lazio dei trionfi, è consegnato alla fissità della storia biancoceleste, alla leggenda del calcio. Sven e la Lazio avevano interrotto il monopolio delle big del Nord e avevano sfidato e impaurito le big europee. Il pensiero è corso subito a ripescare le foto dei suoi campioni laziali, elegantemente arroganti nella loro gioventù dorata del tempo andato. E’ corso subito a pensare alla sua fenomenale energia, al suo slancio vitale, alla sua carriera di globetrotter della panchina, iniziata a fine anni Settanta, vissuta per oltre 40 anni. Nel febbraio 2023 si era dimesso da direttore sportivo del club svedese Karlstad per problemi di salute.
LE REAZIONI. La Lazio, in pieno post-derby, si è ritrovata colta da malinconia: "Mister, siamo al tuo fianco", il messaggio completato dal video che ha immortalato Sven all’Olimpico a marzo 2023, in occasione del derby vinto dai biancocelesti. Le foto lo ritraggono davanti ai suoi trofei e il popolo laziale lo osannò. Tutti sperano che non sia stata l’ultima volta. Una foto simbolo commovente è stata scelta da Arianna Mihajlovic, moglie di Sinisa, su Instagram: ha postato l’immagine che ritrae Miha con Sven alla Lazio. Eriksson, alla morte di Sinisa, pianse: "Sarà impossibile dimenticarlo, è uno dei giorni più tristi della mia vita perché Sinisa non meritava questo destino". Il destino, un’anomalia nella storia laziale. Anche Fernando Couto (Couto Silva Fernando Manuel), Juan Sebastian Veron e Giuseppe Pancaro sono stati tra i primi a inviare un abbraccio al loro ex allenatore: "Forza Mister! Un grande abbraccio". Sergio Conceiçao, pubblicando una foto in cui è insieme a Dejan Stankovic e Fernando Couto (Couto Silva Fernando Manuel), ha scritto "un'altra battaglia per chi ne ha già vinte tante! Un enorme abbraccio al mister". Sergio è uno dei giocatori che hanno seguito le orme di Sven, li ha allenati e allevati da tecnici, è una generazione. Ecco la vicinanza della Sampdoria, un altro dei club a cui è rimasto legato: "Siamo con te Sven". La leggenda Gerrard ha ricordato l’esperienza di Eriksson da cittì dell’Inghilterra (dal 2001 al 2006), fu per la nazionale inglese che si dimise dalla Lazio nel gennaio 2001 (dopo Lazio-Napoli 1-2): "Sii forte capo". Sono sembrate tutte lettere a un padre, a un uomo che ha sempre scelto la vita da vivere e che ora ha accettato di subire la fine.
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