Domenica 14 giugno 1987 - Pisa, stadio Arena Garibaldi – Pisa-Lazio 3-0

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Stagione

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14 giugno 1987 - 2327 - Campionato di Serie B 1986/87 - 37ª giornata

PISA: A.Mannini, Caneo, Lucarelli, Faccenda, Cavallo, Bernazzani, Cuoghi, F.Mariani, Piovanelli (76' Faccenda), Sclosa (46' P.Giovannelli), Cecconi. A disp. Grudina, Chiti, S.Gori. All. Simoni.

LAZIO: Terraneo, Camolese, Acerbis, V.Esposito (60' Podavini), Filisetti, Marino, Schillaci (30' Magnocavallo), Caso, Fiorini, Pin, Poli. A disp. Ielpo, Piscedda. All. Fascetti, in panchina Oddi.

Arbitro: Sig. Agnolin di Bassano del Grappa.

Marcatori: 10' Piovanelli, 54' Piovanelli, 85' Cecconi.

Note: ammoniti Bernazzani, Camolese, Podavini e Magnocavallo. Espulso al 39' Marino per fallo a gioco fermo su Piovanelli. Angoli 7-2 per la Lazio. In tribuna l'allenatore Fascetti squalificato, il calciatore della Roma Berggreen (ex Pisa) e Bruno Giordano.

Spettatori:

Dal Guerin Sportivo: Foto della gara
Dal Guerin Sportivo: Foto della gara
Dal Guerin Sportivo: Foto della gara
Da Stampa Sera
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I pisani ad un passo dalla promozione; la Lazio con il rischio di finire in serie C. E' il responso del campo dopo la secca sconfitta per 3-0 inflitta dalla formazione di Simoni alla squadra romana. E' stata una gara ricca di colpi di scena e di emozioni, combattuta sul piano agonistico fino all'ultimo minuto di gioco, nonostante il caldo torrido che ha imposto ai giocatori di fare appello a tutte le loro energie. Nella partita più delicata della sua tormentata stagione, iniziata con la penalizzazione di 9 punti, la Lazio è stata costretta a giocare per 51' in 10 uomini Al 39' è stato espulso Marino per aver colpito con una gomitata a gioco fermo il centravanti Piovanelli, autore di una doppietta.

Il giocatore pisano cadeva improvvisamente mentre Agnolin, con le spalle voltate, non aveva visto nulla. Ma l'episodio era stato seguito nel particolari da un guardalinee che alzava la bandierina richiamando l'attenzione dell'arbitro. Qualche parola sussurrata all'orecchio e subito dopo l'inevitabile cartellino rosso per Marino che usciva dal campo con il naso sanguinante. Sull'episodio si è innestata una vivacissima polemica dal risvolti destinati a suscitare clamore. Negli spogliatoi il difensore biancoazzurro, giurando sul figlio, ha dichiarato: Piovanelli mi ha fratturato il setto nasale. Quando l'ho fatto notare ad Agnolin questi mi ha risposto con aria arrogante: Il tuo avversario ha fatta bene a romperti il naso

L'ambiente, piuttosto surriscaldato, con la Lazio già sotto di un gol, si accendeva ulteriormente sugli spalti della curva Sud occupata dal tifosi romani. Ad una Lazio che aveva spavaldamente schierato le tre punte Fiorini, Poli e Schillaci (ma in realtà solo Fiorini ha fatto l'attaccante) il Pisa aveva replicato con una impostazione razionale concedendo fiducia al suo modulo ampiamente collaudato: Piovanelli e Cecconi in avanti, sorretti nelle loro iniziative dal tornante Cuoghi al quale si univano con assiduità Bernazzani e Mariani. Il Pisa raccoglieva quasi in apertura di gara il premio per la sua determinazione, scattata nei giocatori dopo l'inopinata sconfitta di Cagliari. Al 10' Marino fermava fallosamente Cecconi; calcio di punizione battuto dallo stesso Cecconi. il cross veniva raccolto con bella scelta di tempo da Piovanelli il quale da centro area indovinava con un pallonetto l'incrocio del pali.

Nell'occasione è sembrato che Terraneo avesse esitato ad intervenire con puntualità. Nella ripresa il Pisa ha saputo attendere pazientemente l'occasione per sfruttare il contropiede che favoriva il tema tattico della gara. Al 64' la squadra di casa centrava per la seconda volta il bersaglio: Giovannelli fuggiva in azione di contrattacco sulla destra. Passava a Bernazzani sul cui tiro-cross si gettava rapido Piovanelli deviando la palla del secondo gol nella porta incustodita. La rabbiosa reazione dei biancocelesti, che accusavano una grave mancanza di peso in attacco, era affidata al virtuosismi di Poli e di Caso e alla tenacia di Acerbis.

Troppo poco per poter sperare di rimontare due reti. All'86', con la Lazio ormai rassegnata, arrivava il terzo gol che forse puniva eccessivamente la formazione di Fascetti, costretto a rimanere in tribuna per squalifica. Terraneo, sempre più incerto, combinava un brutto pasticcio uscendo dalla sua area di rigore incontro a Faccini che tentava di dribblare. La cosa non gli riusciva. Palla a Cecconi che se ne andava indisturbato a segnare il suo gol nella porta rimasta vuota. La partita terminava fra il tripudio della folla pisana che aveva seguito la gara con l'orecchio alla radiolina. I risultati maturati sul campi dov'erano impegnate le dirette concorrenti autorizzano a coltivare serie speranze di promozione.

Il Pisa vince 3-0 e si rimette in corsa per la serie A: ci si attenderebbe uno spogliatoio festoso, invece tutti muti come pesci. E' sempre in vigore infatti il silenzio stampa decretato dal presidente Anconetani il 4 gennaio, dopo la sconfitta di Pescara. A parlare sono i laziali. Ce l'hanno tutti con l'arbitraggio di Agnolin, un direttore di gara internazionale e al di sopra di ogni sospetto. C'è un episodio che, comunque, merita di essere chiarito: l'espulsione dello stopper Marino avvenuto al 40' quando l'incontro era sull'1-0. Marino fa dichiarazioni esplosive: Sono stato espulso dall'arbitro in maniera ingiusta. Ma c'è di peggio. Nei minuti precedenti il centravanti del Pisa, Piovanelli, mi ha fratturato il naso con una gomitata costringendomi a stare alcuni minuti sotto cura al bordi del campo; subito dopo ho preso un pugno all'occhio destro. Quando ho fatto notare all'arbitro queste irregolarità mi ha risposto: "Ha fatto bene". Subito dopo ho fatto il mio fallo e Agnolin mi ha espulso.

Una cosa è certa: ha riportato la frattura del setto nasale ed ha un occhio pesto. Le accuse di Marino sono subito dopo riprese dall'allenatore in seconda della Lazio Oddi, il quale è in panchina per la squalifica di Fascetti: Agnolin ha arbitrato a senso unico vedendo soltanto i falli dei laziali, il Pisa ha giocato duro, senza che l'arbitro intervenisse adeguatamente. Chi ha fatto quei falli il vento?». Caso, capitano della Lazio, sfuma appena la polemica e fa un breve mea culpa sulla prestazione della squadra: Abbiamo commesso gravi errori ed abbiamo pagato. Ora sarà dura, ma dobbiamo assolutamente battere il Vicenza. Sulla frase che Agnolin ha detto a Marino non posso dire nulla, però il giocatore mi ha subito fatto presente la circostanza e io l'ho riferita all'arbitro senza ricevere risposta.

Fonte: La Stampa