Domenica 17 febbraio 1985 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Ascoli 0-0

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17 febbraio 1985 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - XIX giornata

LAZIO: Orsi, Calisti, Filisetti, Vianello, Batista, Spinozzi, D'Amico (78' Garlini), Vinazzani (54' Dell'Anno), Giordano, Laudrup, Manfredonia. A disp. Cacciatori, Torrisi, G.Marini. All. Lorenzo.

ASCOLI: R.Corti, Schiavi, E.Nicolini, Perrone, Dell'Oglio, G.Iachini, F.Vincenzi, A.Marchetti, D.Agostini (84' Menichini), Dirceu, Cantarutti (88' Hernandez). A disp. L.Muraro, Citterio, Sabadini. All. Colautti. D.T.: Boskov.

Arbitro: Redini (Pisa).

Note: pioggia prima della partita, terreno allentato. Ammoniti: Schiavi, Calisti, Spinozzi e Hernandez per gioco falloso, Dell'Oglio e Nicolini per comportamento non regolamentare. Angoli 7-5 per la Lazio. Antidoping per Filisetti, Vianello, Spinozzi, Schiavi, Dirceu, Hernandez.

Spettatori: 10.766 per un incasso di lire 116.052.000. Abbonati 16.943 per una quota di lire 278.486.000.

Il biglietto della partita
Forza Lazio del 3 marzo 1985
Un'azione di Cantarutti
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Male che più male non si può. La Lazio si avvia mesta verso l'inevitabile retrocessione mentre l'Ascoli di Boskov, con questo pareggio in trasferta, tiene vivo almeno un lumicino di speranza. La squadra di Lorenzo ha poche idee e confuse, un Laudrup che non sembra rendersi conto del dramma sportivo che la squadra vive, un D'Amico spremuto e un'impalpabilità generale. Unica eccezione, oltre al giovane Dell'Anno che un pizzico di vitalità in più alla manovra l'ha portata partendo dalla panchina, è stato il rientrante Giordano, presentatosi con un pallonetto sublime che solo la traversa ha fermato. Purtroppo per la Lazio le buone intenzioni e le belle giocate si sono fermate lì. E' vero che lo stesso Giordano e l'improvvido Laudrup hanno calciato sul portiere il pallone che poteva decidere la partita e che a Bruno manca un rigore solare negato da Redini sull'uscita decisamente sulla gamba di Corti (che il pallone neanche ha sfiorato) ma non possono bastare episodi sfilacciati e casuali a dire che la Lazio sia stata derubata. Manca un rigore chiaro anche all'Ascoli per un fallo di Calisti su Agostini e poi un legno l'ha colto anche la squadra marchigiana con Marchetti. Insomma le proteste corali di fine partita, pure in parte giustificate, non fanno che accrescere i rimpianti. Con Batista completamente fuori condizione e Manfredonia come Vinazzani sotto tono è ormai oltremodo difficile sperare di raddrizzare questo campionato così anonimo.