Domenica 17 gennaio 1937 - Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 5-3

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17 gennaio 1937 - 499 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1936/37 - XVI giornata

MILAN: Zorzan, Perversi, Bonizzoni, Rigotti (II), Bortoletti, Gianesello (II), Capra (II), Moretti, Boffi, Gabardo, Cossio.

LAZIO: Blason, Zacconi, Monza (II), Baldo, Viani (I), Milano, Busani, Riccardi, Piola, Camolese, D'Odorico. All. Giuseppe Viola.

Arbitro: sig. Mattea di Torino.

Marcatori: 9' pt Piola, 13' pt Capra (II), 14' pt Moretti, 9' st Moretti, 20' st D'Odorico, 34' st Piola, 37' st Capra (II), 42' st Moretti.

Note: Cielo coperto, temperatura rigida, terreno scivoloso.

Spettatori 15.000.

Milano, 18 mattino. Partita bella, forte, interessante. Fin dal calcio d'inizio, il Milan imprimeva un ritmo velocissimo al giuoco, mostrando iniziativa ed aggressività quante se ne può desiderare. Sfruttando al massimo la velocità delle ali, la squadra locale suonava subito la sveglia alla difesa laziale, che mostrava di trovarsi tutt'altro che a suo agio sul difficile terreno. In contrasto stridente coll'andamento del giuoco, la Lazio segnava improvvisamente al 9' dall'inizio. Avanzata sulla destra, breve e rapida serie di passaggi fra Riccardi, Camolese e Piola, tiro secco, basso di sinistro, del centroavanti. La palla infila di precisione l'angolo della rete sulla sinistra di Zorzan, che si getta in tuffo con qualche ritardo.

Non dura a lungo, il vantaggio degli ospiti: due minuti in tutto. Al 13' il Milan avanza sulla sinistra, nel fango due o tre uomini scivolano e s'ingarbugliano. Capra, nel trambusto generale, s'impossessa e sospinge in rete da pochi passi. I laziali reclamano inutilmente per fallo di mano dell'ala destra. Passano due minuti, ed il Milan segna ancora. Avanzata centrale, che batte in pieno mediani e terzini romani. Boffi può tirare, ma lascia libero il passo al sopraggiungente Moretti che può sparare in libertà, di sinistra. Blason vede partire il tiro, tenta di scattare, resta impantanato nel terreno, scivola, cade; la palla si insacca pesantemente nell'alto della rete, a destra del portiere.

E', questo, il periodo migliore del Milan. Se esso avesse segnato altri due punti, subito dopo quello di Moretti, nessuno avrebbe potuto trovar nulla a ridire. Le occasioni c'erano. Un tiro colpì in pieno il palo trasversale, e Baffi fu tardo nel muoversi quando si trovò solo davanti a Blason. In realtà, tanto la Lazio si mostrava impacciata, quanto il Milan lavorava con spigliatezza e disinvoltura. Sul terreno duro nel fondo, ma rotto viscido e fangoso alla superficie, i laziali assolutamente non si ritrovavano; i milanesi, viceversa, padroni della palla, facevano quello che volevano in fatto di movimenti e di velocità.

La differenza di ambientamento, di abitudine alle condizioni d'ambiente, era così palese fra i due contendenti che essi parevano quasi divisi da un dislivello. Questo dislivello minacciò di prendere nette proporzioni anche in fatto di risultato, subito all'inizio della ripresa, quando il Milan, tornò all'attacco impetuosamente, segnava un terzo punto in modo spettacoloso. Duello sull'orlo dell'area di rigore fra Baldo ed un paio di avversari. Slittamenti e scivoloni.

Breve respinta verso il lato destro dell'attacco milanista. Ecco Moretti, che, da posizione arretrata, arriva in corsa. Tiro potente di sinistra, mirato all'angolo opposto della rete, in alto. Blason vola attraverso tutta la larghezza della porta, si allunga quanto può, ma fin lassù non arriva. Per un attimo, pallone e uomo paiono come sospesi in aria alla stessa altezza, poi il pallone batte l'uomo. Gran bel punto: il migliore della giornata. Pare, a questo punto, il sigillo al risultato della giornata. Viceversa, la Lazio si riprende proprio dopo aver incassato questo punto. Per più di un quarto d'ora sono gli ospiti che conducono la danza. L'imbarazzo degli azzurri ad adattarsi alle condizioni del terreno continua ad essere evidente, ma, pur con stento e difficoltà, la squadra lavora a ritmo soddisfacente.

Si giunge al 20° minuto. Avanzata laziale sulla sinistra, a cui partecipa anche Piola. Dotta posizione di centro Riccardi allunga a Busani, questi avanza di alcuni passi e spara. Zorzan si getta in tuffo e, a sorpresa generale, si lascia sfuggire la palla sotto il petto; l'altra ala D'Odorico, che ha seguito l'azione, arriva velocissimo e spedisce in rete da due passi. Tre a due. L'offensiva della Lazio non è ora più intensa e nutrita come prima ma continua a dar grattacapi alla difesa milanista.

Zorzan ha ora una parata di vera classe: devia in angolo un tiro forte e preciso, evitando un punto che pare va sicuro. Al 34' minuto, Busani può mandare al centro un pallone a mezza altezza. Piola, rimasto senza sorveglianza per un istante, riprende di testa e spedisce in rete con facilità. Ecco le due squadre, dopo tanta lotta, alla pari. Manca una decina di minuti alla fine. Ci si aspetta di veder la Lazio ricorrere a tattica difensiva od ostruzionistica per condurre in porto il risultato, così come esso sta. Invece, la disposizione tattica dell' «undici » non varia affatto.

Il Milan ha tempo di riprendersi dalla sorpresa e di lanciarsi nuovamente all'arrembaggio. A sette minuti dalla fine, Boffi, ben piazzato in area di rigore, esita e poi sbaglia il tiro. Dal suo errore nasce il punto della vittoria. Capra riprende il pallone, mentre l'intera difesa laziale è spiazzata, e spedisce in rete. Ora non giuoca più che una squadra sola, il Milan, che è tutto impeto e brio e velocità. L' « undici » laziale è travolto. Al 42' minuto, Cossio evita abilmente Zaccone e manda al centro: spunta la testa di Moretti, ed il pallone va a finire per la quinta ed ultima volta in rete. Il pubblico prende fuoco: l'incontro termina in un delirio. Ve n'è ben donde. Occorre dire che, nelle attuali condizioni di forma, in casa propria e su un terreno così difficile, non si vede come lo si pòssa battere il Milan. Principalmente nelle attuali condizioni di forma. Il Milan, quando fa il giuoco che è nel suo temperamento, giuoco veloce, largo, senza fronzoli, è sempre pericoloso. Lo è sempre stato. Ma, in questo momento, questo giuoco lo svolge con tali mezzi ed in uno stile cosi pratico, che l'avversario più agguerrito esce dall'urto sconvolto e sconcertato. L'intera squadra ha fiato da vendere. L'intera squadra giuoco come il terreno esige, senza tenere il pallone un attimo più del necessario, chiamando all'opera il più sovente possibile le ali, lavorando in profondità, mirando al sodo.

Ma in essa vi sono anche uomini in piena forma: vedasi Bonizzoni, tempista come mai, Bortoletti, lavoratore inesauribile, Gianesello, mediano preciso e pieno di intuito, Moretti, tiratore ed opportunista fra i migliori. Si noti, a questo proposito, che Gianesello, vittima di uno stiramento muscolare, andò a finire all'ala sinistra per un certo perìodo del secondo tempo, e che fu appunto in questo periodo che la Lazio raggiunse per un istante il pareggio. D'altra parte, qualche elemento dell' undici è ancora greggio come Boffi che per il momento è soltanto uno stoccatore, o come le due ali: ma proprio questi elementi meritano conferma per le possibilità avvenire. Sì: se il Milan, che distribuisce di simili cazzotti alle squadre di testa, sa reggere in queste condizioni di forma, allora se ne vedranno delle belle prima della fine del campionato.

La Lazio di ieri non è stata certo la Lazio delle grandi occasioni. Impacciata sul terreno, presa in velocità, mal pratica nella impostazione del giuoco, essa fece una partita che può essere avvicinata a quella fatta dal Torino a Lucca, otto giorni orsono. Segno che i momenti di smarrimento capitano nelle migliori famiglie. A lunghi tratti, la Lazio guardò a quello che avveniva in campo come un equipaggio nella tempesta può guardare alla furia degli elementi che minacciano di travolgerlo. Anche nei migliori elementi, la squadra non fu mai calma, precisa, tecnica come sa esserio. Raggiunto il pareggio a dieci minuti dalla fine — quel pareggio che, dopo tanta battaglia, valeva un tesoro — non seppe tenerlo. Era talmente sconvolta che non pensò nemeno a misure tattiche per conservarlo. I terzini ed i mediani non fecero mai blocco, e l'attacco, con Camolese in cattiva giornata e con Piola confusionario, non fu che l'ombra di se stesso. La squadra ha una grande attenuante: viene da un terreno secco e si trovò disambientata nel fango. Siamo nel periodo della stagione in cui i campi di giuoco, vari come essi sono in Italia, di brutti scherzi ne giuocano parecchi. Ma ieri giuocò male.

Fonte’’’ La Stampa a firma Vittorio Pozzo

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La cronaca de "La Gazzetta dello Sport"
Un'uscita alta di Blason
Immagini del match





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