Domenica 1 novembre 1981 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 0-1

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Stagione

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1 novembre 1981 - 2097 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1981/82 - VIII giornata

LAZIO: Marigo, Spinozzi (6' Sanguin), Chiarenza, Mastropasqua, Pighin, Badiani, Viola (62' Vagheggi), Bigon, D'Amico, Ferretti, Speggiorin. A disp. Pulici, Benini, Viviani. All. Castagner.

CATANIA: Sorrentino, Tedoldi, Miele, Vella, Ciampoli, Brilli, Crialesi, Barlassina, Cantarutti, Mosti (78' Testa), Morra II. A disp. Pazzagli, Picone, Marino, Giuffrida. All. Michelotti.

Arbitro: Sig. Magni (Bergamo).

Marcatori: 57' Cantarutti.

Note: la Lazio ha giocato con il segno di lutto per la tragica scomparsa del consigliere Palombini.

Spettatori:

La curva laziale

La Lazio ha offerto su un piatto d'argento due punti preziosi al Catania. I siciliani non si sono fatti pregare ad accettare il regalo e con il successo pieno si sono piazzati da soli al secondo posto della classifica. Per la squadra di Castagner è stata forse una punizione troppo severa. Ma quando si schiera una formazione con tanti centrocampisti che fanno tanto gioco ma non segnano, i conti tornano alla perfezione. Al contrario, la squadra di Mazzetti, che ha uomini di centrocampo come Barlassina, Mosti, Vella, fra i migliori, possiede anche le punte che sanno trovare la via del gol.

E' una differenza che nel calcio ha una fondamentale importanza, come i fatti hanno dimostrato all'Olimpico. I biancoazzurri possono recriminare per aver fallito numerose occasioni. Però le loro frenetiche manovre offensive, pur dando l'impressione di una schiacciante superiorità, in realtà non sono quasi mai state in grado di smarcare in maniera limpida un uomo davanti al bravissimo portiere Sorrentino. Tiri tanti, ma tutti fuori bersaglio, scagliati da giocatori che non sempre, come è accaduto in precedenti occasioni, riescono a darsi la fisionomia di cannonieri, mascherando il grosso handicap della Lazio che manca di una punta vera.

Le speranze riposte su Speggiorin, sono miseramente naufragate. L'ex perugino, lento e impacciato, è stato fra i peggiori. Nella ripresa, mentre i biancoazzurri stavano affannosamente tentando di rimontare, Speggiorin è riuscito a sbagliare perfino un gol dalla distanza di mezzo metro. La prima parte della gara si chiudeva sullo zero a zero ma erano in molti a giurare che prima o poi un pallone sarebbe finito alle spalle di Sorrentino. Invece al 57' arrivava la doccia fredda per i laziali, forse troppo sicuri di riuscire a passare. Infatti il gol siciliano arrivava mentre la squadra di Castagner era tutta sbilanciata in avanti.

A completare il misfatto si registrava anche una madornale ingenuità dei biancoazzurri. Pighin si era avvicinato alla panchina per rinfrescarsi lasciando il solo Chiarenza fra Crialesi e Cantarutti mentre Mastropasqua, sottovalutando gli avversari, faceva ampi gesti di portarsi tutti in avanti. I due catanesi si scambiavano rapidamente la palla facendo fuori Chiarenza. Cantarutti dribblava prima Pighin in affannoso recupero, evitava l'uscita di Marigo e insaccava a porta vuota.

Un'azione limpida e lineare che insegnava ai romani come si segna anche senza premere per 80 minuti. Aumentava il caos fra i laziali che si proiettavano in avanti senza seguire il minimo senso logico. Sorrentino sventava da campione un affondo di Chiarenza: Sanguin, atterrato in area da Barlassina rimediava un'ammonizione per simulazione di fallo. Intanto, negli spazi larghi lasciati dai biancoazzurri impegnati nel tentativo di rimonta, sì infilavano pericolosamente gli attaccanti siciliani che sfioravano un altro paio di reti ancora con Cantarutti, infondendo al loro successo il crisma di una indiscussa legittimità.

Fonte: La Stampa