Domenica 21 dicembre 1980 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 1-1

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21 dicembre 1980 - 15 - Campionato di Serie B 1980/81 - XV^ giornata

SAMPDORIA: Garella, L. Pellegrini (58' Vella), Logozzo, Ferroni I, Galdiolo, Pezzella, Genzano, Orlandi, De Ponti, Del Neri, Chiorri. A disp. 12 Bistazzoni, 13 Delfino, 14 Salsano, 16 G. Sartori. All. Riccomini.

LAZIO: Nardin, Spinozzi, Citterio, Perrone, Pochesci, Mastropasqua, Viola, Sanguin, Chiodi, Bigon, Garlaschelli (70' Greco). A disp. Marigo, Pighin, Ghedin, Albani. All. Castagner.

Arbitro: Sig. Mattei (Macerata).

Marcatori: 42' Sanguin, 61' Galdiolo.

Note: ammoniti Perrone e Pochesci. Angoli 10-8 per la Sampdoria.

Spettatori: 30.000 circa.

Garlaschelli fermato da Logozzo
La cronaca della gara
Mastropasqua e Del Neri in azione
Una fase della gara

Sembrava ormai che Sampdoria e Lazio, dopo essersi fieramente «battagliate» per oltre un'ora, fossero paghe dell'uno a uno siglato dai gol di Sanguin e di Galdiolo, e che la partita dovesse concludersi senza ulteriori emozioni. Invece, pochi istanti prima del fischio di chiusura, Orlandi inventava uno splendido tiro di punizione da posizione molto difficile «tagliando» a perfezione la palla che sembrava destinata a infilarsi nell'angolo alto alla sinistra di Nardin, sostituto dell'infortunato Moscatelli. Il grido del gol restava nella strozza ai tifosi della gradinata sud, perché Nardin compiva un vero e proprio capolavoro neutralizzando il proietto. «Se Nardin non volava su quella punizione di Orlandi...», ha commentato Riccomini a fine gara, un po' spiaciuto per la prodezza dell'estremo difensore laziale. «Ma in fondo — ha aggiunto il trainer sampdoriano Riccomini — è giusto così».

«La Sampdoria ha avuto il grosso merito di rimontare il gol della Lazio, che ha giocato bene, e di chiudere la gara in crescendo. Non è poco, quando si gioca contro la prima della classe che, oltretutto, è ancora imbattuta». Riccomini, dunque, è soddisfatto. «La Sampdoria ha fatto una bella gara, ma ora voglio che giochi cosi sempre, anche contro le squadre non forti come la Lazio. In serie B occorre continuità di rendimento, solo battendosi sempre al massimo si possono fare i risultati. Ultimamente i ragazzi se ne erano un po' dimenticati. Bisogna giocare in velocità, aggredire l'avversario, battersi, con agonismo». L'analisi di Riccomini è indubbiamente esatta: la serie B, soprattutto, è combattimento, e la Sampdoria non sempre tira fuori le unghie come dovrebbe. Quantomeno, alcuni giocatori mostrano di gradire poco l'impegno agonistico spinto. Come Chiorri, che ieri è stato in campo per fare pura e semplice presenza, o come De Ponti, anch'egli troppo latitante dal vivo dell'area di rigore avversaria.

Mancando le «punte», quindi, non è possibile creare grossi fastidi alle difese avversarie, anche se i centrocampisti spingono in continuità la manovra offensiva. Proprio quello che è accaduto ieri, tanto è vero che il gol del pareggio lo ha segnato Galdiolo, un difensore (« Faccio un gol in media ogni due anni. Però le mie reti sono sempre determinanti», è stato il commento dello stopper). Comunque la Sampdoria vista all'opera ieri contro la Lazio, soprattutto nella ripresa, ha dimostrato di poter essere una valida contendente alla promozione. Lo ha riconosciuto anche l'allenatore laziale, Castagner. «Per me — ha detto — la Sampdoria è la terza forza del campionato, e lo ha dimostrato contro di noi. Contro questa Sampdoria abbiamo giocato per un'ora, poi abbiamo perso la giusta misura. Il pareggio, comunque, è giusto, anche se noi siamo sempre a recriminare di non riuscire a raddoppiare il colpo, quando ci troviamo in vantaggio». La Sampdoria, insomma, fa un buon Natale. Non altrettanto si può dire del Genoa, che era partito alla volta di Cesena convinto di fare il colpo grosso. «Ormai — aveva detto Onofri alla vigilia — siamo maturi per la prima vittoria in trasferta».

Mai parole sono state più fallaci di quelle del capitano rossoblu. In Romagna il Genoa ha nuovamente perduto, e malamente. Ha cominciato a fargli gol proprio un «ex» rossoblu, quel Bordon che troppo in fretta la società ha «sbolognato», e che a Cesena sta ritrovando una seconda giovinezza. Preso il primo gol, il Genoa ha cercato di reagire ma ha dovuto inchinarsi alla superiorità del Cesena, anche se le cronache dicono che, tutto sommato, la squadra di Simoni non ha demeritato. Sta di fatto, però, che il Genoa ha confermato quelli che molti critici ritenevano i suoi limiti: non saper imporre il proprio gioco in trasferta, dove quasi sempre gli uomini di Simoni subiscono la superiorità degli avversari. Così, adesso, in classifica il Genoa ha fatto un passo indietro e meno male che domenica prossima ci sarà la sosta del campionato per dar modo ai rossoblu di rifiatare un po' sperando anche di recuperare, al meglio della condizione fisica, Claudio Sala, fermo per una contrattura muscolare.

Fonte: La Stampa