Domenica 23 ottobre 1988 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 0-0

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23 ottobre 1988 - 2384. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1988/89 - III giornata - Inizio ore

MILAN: G.Galli, Mussi, Maldini, Ancelotti, Tassotti, Baresi II, Evani, Rijkaard, Van Basten, Gullit (66' Lantignotti), Virdis (69' Mannari). A disp. Antonioli, Costacurta, Viviani. All. Sacchi.

LAZIO: Martina, Marino, Monti (69' Piscedda), Pin, Gregucci, Gutierrez, Dezotti, Icardi, Di Canio (84' Muro), Sclosa, Sosa, Beruatto. A disp. Fiori, Sclosa, Rizzolo. All. Materazzi.

Arbitro: Sguizzato (Verona).

Note: esordio in serie A per Lantignotti. Ammoniti Monti e Gregucci. Angoli 8-2 per il Milan.

Spettatori: 73.000 circa di cui 6.525 paganti e 65.982 abbonati per un incasso complessivo di £. 1.589.333.400.

Gullit fra Monti e Marino
Gullit in azione

Il pressing della Lazio ferma sullo 0-0 anche il grande Milan di Sacchi. Sono gli anni della “zona” e del calcio all'olandese ma la squadra di Materazzi non fa la figura della provinciale appesa alle maglie avversarie e tesa al fallo sistematico. Tutt'altro. Piace perché costringe la corazzata rossonera a sbagliare il secondo passaggio grazie alla dedizione assoluta dei centrocampisti, cui il tecnico ha aggiunto il terzino Beruatto, e ai ritorni degli attaccanti a marcare gli avanzanti terzini. L’impiego contemporaneo di Gullit, Van Basten e Virdis non produce i frutti sperati in casa milanista: Monti, Marino e Gregucci li marcano ben assistiti da Gutierrez. Ma sono soprattutto i rifornimenti a mancare, costringendo le tre punte a vani tentativi di smarcamento. Non è un caso che prima Gullit (sostituito da Lantignotti) e poi Virdis (avvicendato da Mannari) saranno costretti a lasciare il campo senza mai essere risultati davvero pericolosi per Martina, autore di due o tre parate in tutto e graziato dalla traversa da un tentativo del terzino Mussi spintosi in area biancoceleste. Quasi inoperoso anche Giovanni Galli, viste le ricorrenti difficoltà di Dezotti e Sosa a dettare il passaggio al sempre più positivo Di Canio. Solo qualche rapido contropiede a tenere in allarme Baresi e compagni: uno in particolare sprecato da Dezotti, egoista nel tentare l’affondo personale invece di servir palla al libero Pin, in posizione ottimale per scaricare a rete. Il punto è comunque prezioso e nessuno storce il naso per il terzo pareggio consecutivo. Anzi Calleri parla di sesto posto, sbilanciandosi non poco. Mentre Materazzi gongola: “Visto ? Ci sottovalutavate ma abbiamo fermato i campioni d’Italia”. Il più felice è sempre il ragazzino Paolo Di Canio: “Giocare a San Siro è un’emozione unica”. Elogi anche dagli avversari Tassotti e Ancelotti: “Per come si è messa la partita, abbiamo rischiato che ci andasse anche peggio”.