Domenica 25 novembre 1979 - Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 2-1

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25 novembre 1979 - 2020 - Campionato di Serie A 1979/80 - X giornata

CATANZARO: Mattolini, Sabadini, Zanini, Ranieri, Groppi, Nicolini, Borelli, Orazi, Chimenti (88' Marchetti), Majo, Palanca. A disp.: Trapani, Bresciani. All. Mazzone.

LAZIO: Cacciatori, Tassotti, Citterio, Wilson, Manfredonia, Zucchini, D'Amico, Montesi, Giordano, Nicoli (53' Todesco), Viola. A disp.: Avagliano, Pighin. All. Lovati.

Arbitro: Terpin (Trieste).

Marcatori: 25' Palanca, 77' Palanca, 84' Zucchini.

Note: ammoniti Majo, Chimenti e Todesco. Angoli: 5-5. Esordio in serie A per Enrico Todesco classe 1960.

Spettatori: 12.000 circa con 6.859 paganti per un incasso di £. 34.173.000.

La prima rete di Palanca
Il raddoppio dell'attaccante calabrese
Borelli tenta di sorprendere Citterio
La rete di Zucchini
La cronaca della gara
Un tiro di Viola

Il Catanzaro ha vinto la sua prima partita di campionato battendo la Lazio con una doppietta di Palanca. E' il caso di rimarcare che per il secondo anno consecutivo Palanca riesce a trovare la via del gol contro le squadre romane: due gol li aveva segnati nell'ultima partita casalinga alla Roma (ma non servirono al Catanzaro per il successo pieno per alcune ingenuità della difesa registratesi negli ultimi dieci minuti di gioco); due gol li ha realizzati ieri, uno per tempo, contro la Lazio, facendo fare per la prima volta il Giordano bloccato da Groppi.

Il Catanzaro inseguiva questa vittoria da oltre due mesi, ma nelle ultime tre settimane aveva incassato ben nove gol. Comunque si è trattato di una vittoria netta, che oltre a far ritrovare Palanca all'appuntamento con il gol è servita anche a risollevare il morale di Mazzone e dei giocatori. Non è stata una partita esaltante, in quanto l'importanza della posta in palio ha determinato, specie nel Catanzaro, un po' di nervosismo. Ad ogni modo il successo ha premiato la squadra che ha osato di più. Il Catanzaro, oltre a segnare due gol, è andato ripetutamente vicinissimo alla terza segnatura, ha giocato con grinta, con determinazione e anche con giudizio. Il rientro di Sabadini ha impresso a tutta la retroguardia un po' di ordine, che era necessario dopo le ultime sfasature. Mazzone ha avuto cosi la possibilità di sistemare meglio le pedine nella scacchiera e al tempo stesso di trovare per qualcuna anche un posto più adatto.

Ci sono stati pertanto alcuni spostamenti: quello di Ranieri libero e quello di Zanini terzino sono subito apparsi azzeccati, ad esempio, e anche la guardia fatta da Groppi sul cannoniere Giordano è stata ferrea, tanto che rare volte il «bomber» laziale si è trovato a suo agio in area di rigore. Più ordinata la difesa, ha tratto giovamento anche il centrocampo, che ieri si è avvalso di un eccellente Nicolini e di un discreto Majo. Soprattutto nel secondo tempo il Catanzaro è stato aggressivo, dimostrando di essere in netto progresso. Chimenti, nel nuovo ruolo di mezza punta ha dato buone palle a Palanca; Borelli, utilizzato a metà strada tra centrocampo e attacco, è venuto fuori molto bene nella parte cruciale della gara, quando cioè il Catanzaro ha avuto bisogno di un efficace cursore.

Anche Orazi si è impegnato con profitto, lasciando poco spazio al suo diretto avversario. Di Palanca si è già accennato all'inizio: da due anni ha un conto aperto con le squadre romane ed evidentemente non intende chiuderlo. La Lazio, reduce dal pari di Coppa ottenuto mercoledì scorso a Torino contro la squadra granata, ha dato subito l'impressione di voler giocare per lo 0 a 0, anche se nei primi venti minuti di gioco è stata vicinissima al gol. Poi, passata in svantaggio, ha avuto momenti di sbandamento forse anche eccessivi per una squadra che pur vanta una buona classifica e giocatori di talento.

Nel primo quarto d'ora del secondo tempo si è poi trovata addirittura chiusa in una morsa e in più circostanze Cacciatori è stato molto bravo con la sua collaudata esperienza a evitare il tracollo. Le delusioni per Lovati, comunque sono venute soprattutto dagli uomini di punta. Infatti Giordano si è fatto notare a sprazzi e D'Amico si è visto con qualche fraseggio e basta. Gli altri non hanno messo che scarsamente in difficoltà la difesa calabrese. Il gol di Zucchini di testa è da catalogare più come un fatto isolato conseguente a un calcio piazzato che come pressione di gioco esercitata dagli ospiti.

Il portiere Cacciatori non ha colpe sui due gol, anzi si è esibito in eccellenti interventi nel secondo tempo. Il giovane Tassotti, posto a guardia di Palanca, ha dovuto spesso ricorrere anche al gioco duro per frenare il mancino catanzarese. A centrocampo comunque la Lazio ha giocato a corrente alternata. Lo stesso Manfredonia a contatto di Chimenti si è trovato in difficoltà. Solo negli ultimi minuti Wilson e Zucchini hanno dato un po' di spinta. Un successo, quello del Catanzaro, che significa il primo passo verso il raggiungimento di una zona di classifica più tranquilla. Ieri sera il consiglio direttivo ha confermato illimitata fiducia a Mazzone.

Fonte: La Stampa