Domenica 7 ottobre 1984 - Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 0-0

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7 ottobre 1984 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - IV giornata

ASCOLI: R.Corti, Pochesci, Citterio, Dell'Oglio, Perrone, E.Nicolini, Novellino, A.Marchetti (68' Schiavi), F.Vincenzi, Hernandez (46' Cantarutti), Dirceu. A disp. L.Muraro, Sabadini, Bogoni. All. Mazzone.

LAZIO: Orsi, Podavini, Filisetti, Vianello, Batista, Storgato, Torrisi (72' D'Amico), Vinazzani (48' Calisti), Giordano, Laudrup, Manfredonia. A disp. Cacciatori, Spinozzi, Garlini. All. Lorenzo.

Arbitro: Pezzella (Frattamaggiore).

Note: ammoniti Storgato, Vincenzi, Manfredonia, Orsi e Schiavi. Esordio in serie A per Ernesto Calisti classe 1965.

Spettatori: 20.000 circa.

Dal Guerin Sportivo: La foto della gara
Una fase della partita
La schedina del Totocalcio
Forza Lazio del 14 ottobre 1984

Un punto importante per la Lazio a due volti disegnata da Lorenzo. Il vulcanico tecnico argentino aveva assegnato a sorpresa ai suoi alla vigilia addirittura l'85% delle possibilità di sbancare Ascoli. E, a conti fatti, ci è andato vicino, dopo un primo tempo che aveva detto esattamente il contrario con una Lazio malmessa in continua balìa degli avversari. Tante occasioni per gli uomini di Mazzone, abbastanza sapienti in costruzione col doppio regista Dirceu-Marchetti (quest'ultimo piuttosto vicino ai colori biancocelesti in estate), ma assolutamente sciagurati in fase conclusiva sia con Vincenzi che con lo svagato Hernandez. Aveva ballato il centrocampo laziale, nonostante la discreta prova di Batista, proprio dalle parti del defilato Manfredonia spesso preso sullo scatto dall'arrembante Nicolini. Proprio dalla sinistra piovevano i maggiori pericoli per Orsi: dai suoi cross due occasioni colossali non sfruttate di testa da Vincenzi e Marchetti a cavallo del quarto d'ora. La difesa si è rincantucciata e ha retto botta fin quando, a inizio ripresa, il mal di schiena di Vinazzani ha lasciato campo all'esordiente Calisti, un ragazzo che farà parlare di sé e che ha portato ai suoi colori continuità e dinamismo, dando una mano decisiva, anzi due, in fase difensiva. Paradossalmente insomma dal cambio forzato la Lazio ha tratto la linfa giusta per proporre una ripresa di ben altro tenore. E' stato Mazzone a dover tentare di arginare gli ospiti che partivano bene in contropiede con Laudrup, fin troppo generoso a cercare Giordano invece di tentare la conclusione personale. L'ingresso di D'Amico per Torrisi è stato ovviamente importante dal punto di vista del fosforo: è stato lui a imbeccare Giordano quando mancavano meno di dieci minuti al termine e il centravanti, dopo aver saltato con eleganza Pochesci, ha chiamato Corti alla prima delle due parate decisive. La seconda il portiere ascolano l'avrebbe sfoderata due minuti dopo su un tiro di Batista diretto sotto l'incrocio dei pali. Due interventi spettacolari che hanno tenuto inchiodato il pareggio che la Lazio porta a casa con qualche rimpianto: la lotta per la salvezza è già iniziata e specie in casa bisognerà avere un altro passo per raggiungere l'obiettivo. In arrivo c'è il Napoli di Maradona.