Domenica 10 novembre 1940 - Livorno, stadio Edda Ciano Mussolini - Livorno-Lazio 2-1



Stagione

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10 novembre 1940 - 621 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1940/41 - VI giornata

LIVORNO: Silingardi, Del Bianco, Alfonso, Rossi, Mancini, Tori, Carta, Stua, Viani V., Capaccioli, Cattaneo.

LAZIO: Gradella, Romagnoli (II), Monza (II), Gualtieri, Ramella, Baldo, Zironi (I), Dagianti, Piola, Flamini, Vettraino All. Kertesz.

Arbitro: sig. Mattea di Torino.

Marcatori: 22' pt Viani V., 44' pt Vettraino, 42' st Viani V.

Note: tempo bello, terreno buono.

Spettatori: 6.000 circa.

N.B. Dopo questa gara l'allenatore Kertesz fu esonerato e al suo posto fu ingaggiato il magiaro Molnar. (n. di LW)

La prima pagina del Littoriale del 11 Novembre 1940
L'articolo del Messaggero del 11 Novembre 1940
L'articolo della Stampa del 11 Novembre 1940

Sul fronte greco-albanese i difensori ellenici passano al contrattacco e aggrediscono la divisione alpina situata presso il passo del Metsovo e respingono il tentativo delle altre divisioni, accorse dalla Jugoslavia, di sottrarla dall'aggiramento.


Seconda sconfitta consecutiva per la Lazio, e per la seconda volta sconfitta che trova nel reparto difensivo la responsabilità maggiore. Tutte le cronache concordano con il dire che il tasso tecnico della Lazio è superiore a quello degli amaranto livornesi, ma che le disattenzioni difensive (specie su calcio piazzato) e la poca vena in fase di attacco di Piola siano state determinanti per la vittoria della squadra di casa. Il Messaggero riporta anche una partita negativa di Ramella, che “dopo cinque minuti di gioco, dopo un paio di interventi discreti [...] è scomparso…”. Strano perché Boriani, sul Littoriale scrive invece che Ramella ha vinto chiaramente il confronto con Mancini, imponendosi per una regolarità di gioco lusinghiera”. Concordi, invece, i due quotidiani nel sottolineare l’ottima prova di Flamini, l’essere sotto tono di Piola, ed una difesa che , pur senza disastri dei singoli, non riesce a trovare quei movimenti (o quegli automatismi, come diremmo oggi) in grado di neutralizzare gli attacchi avversari. La cronaca della partita (una bella partita, secondo le cronache) narra di una Lazio in attacco nella prima metà del primo tempo ma che prende l’1-0 su calcio da fermo proprio come contro l’Ambrosiana. E’ Viani a spedire in rete un pallone servitogli da una “torre” di Stua, con la difesa biancoceleste immobile.

La Lazio si riversava di nuovo all’attacco e dopo un gol annullato a Piola ad un minuto dall’intervallo trovava il pareggio con Vettraino, che ribadiva in rete una difficile respinta di Silingardi ad un tiro di Flamini. Nella ripresa dopo un’iniziale supremazia biancoceleste, il Livorno esce alla distanza soprattutto dal punto di vista atletico (il Messaggero parla di “maggiori riserve di fiato”) ed a tre minuti dlla fine trova il gol della vittoria sempre con Viani che, da posizione molto defilata sulla sinistra, beffa Gradella (che non è piaciuto) e viene respinta da Baldo ben oltre la linea di porta. Il Littoriale cerca di raccogliere, in casa laziale, alcune opinioni sul come mai una squadra costruita per i piani alti della classifica si trova, dopo sei giornate di campionato, con solo 4 punti e neanche una vittoria all’attivo. Ecco il risultato dell’analisi: “Secondo i giocatori, il male della Lazio consiste nel forzare la squadra al gioco difensivo (le mezze ali erano in questa partita più arretrate del solito, ndr). La Lazio, dicono i giocatori, è nata per l’attacco e all’attacco deve vivere. […] Vi è poi la campana dei malcontenti per deficienza di affiatamento, dei malcontenti per l’eccessiva “Piolite” della prima linea […], dei malcontenti per insufficienza di grinta e di cattiveria. […] Tutti i mali calcistici, insomma sono stati passati in rassegna per la diagnosi di questa Lazio”.

Fasi della partita