Domenica 12 gennaio 1986 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Catanzaro 1-0


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12 gennaio 1986 - 2263 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1985/86 - XVIII giornata

LAZIO: Malgioglio, Podavini, Calisti, Spinozzi, Calcaterra, Magnocavallo, Dell'Anno (72' Poli), G.Corti, Fiorini, Caso (77' Vinazzani), Garlini. A disp. Ielpo, Filisetti, Galbiati. All. Simoni.

CATANZARO: Ceriello, Logozzo, Cascione (63' Donà), Masi, Benetti, M.Gregori, C.Bagnato, Piccioni (46' Surro), Soda, Iacobelli, Borrello. All. Santin.

Arbitro: Greco (Lecce).

Marcatori: 13' Garlini.

Note: Ammoniti Iacobelli, Piccioni, Masi e Bagnato. Angoli 9-6 per il Catanzaro.

Spettatori: 25.000 circa di cui 13.905 paganti.

E' finita col "giallo" questa partita che la Lazio ha portato a casa con un po' di fortuna ma che vale un sospirone di sollievo e una zona più accettabile della classifica. Il giallo è tutto al 90' su una respinta di Calisti probabilmente con pallone già entrato su colpo di testa di Benetti: la bandierina alzata dal guardalinee dell'arbitro Greco, a segnalare il fuorigioco del calabrese, ha tolto al Catanzaro un pareggio sicuramente meritato e scatenato le ire del presidente Pino Albano negli spogliatoi: il focoso dirigente ha dato del delinquente all'arbitro leccese, ha attaccato il Palazzo, la Lega "divisa tra Nord e Sud" mentre il figlio Girolamo si rivolgeva ai giornalisti ipotizzando bustarelle circolanti. Una sceneggiata vera e propria a cui Albano del resto non è nuovo. La prestazione sul campo del Catanzaro non ne può peraltro restare macchiata: gli uomini di Santin hanno giocato con rabbia (tre ammoniti in cinque minuti dopo il gol subito) ma pure con costrutto, cogliendo due pali, entrambi di testa, con Soda e con il solito Benetti, un giovane di gran belle speranze.

La prima svolta del match c'era stata dopo 9 minuti quando Calcaterra aveva letteralmente strappato via dalla propria porta un pallonetto di un altro ragazzo promettente, il piccolo e pratico Borrello, che si era liberato in area laziale dopo uno sgorbio difensivo tipico di questa stagione biancoceleste. Quattro minuti più tardi il provvidenziale Garlini aveva impattato con la tempia, saltando tra Logozzo e Benetti, un pallone calciato dalla bandierina da Dell'Anno, mandando il pallone lemme lemme alle spalle di Ceriello, partito in ritardo perché coperto dai suoi stessi difensori. Lo stellone ha protetto Malgioglio per tutto il prosieguo della partita, con la Lazio asserragliata in difesa a difendere i due punti. Simoni nel ritiro umbro aveva meditato esclusioni eccellenti come quelle di Galbiati, Vinazzani e Poli, gli ultimi due subentrati a un quarto d'ora dalla fine. Il gioco non ne ha guadagnato perché Dell'Anno, partito molto bene nel primo quarto d'ora, si è andato via via perdendo in dribbling senza senso e la partita unicamente difensiva ha messo fuori gioco ben presto sia Fiorini che Garlini. Sugli scudi dunque soltanto la difesa con Calcaterra una spanna sopra gli altri e non solo per il salvataggio iniziale, decisivo alla prova dei fatti.