Domenica 29 settembre 1991 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1


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29 settembre 1991 - 2496 - Campionato di Serie A 1991/92 - V giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Bacci, Pin, Gregucci (46' Corino), Soldà, F.Marchegiani, Doll, Stroppa (56' Riedle), Sclosa, Sosa. A disp.: Orsi, Melchiori, Neri. All. Zoff.

INTER: Zenga, Paganin (66' Baggio), Brehme, Ferri II, Desideri, Bergomi, A.Bianchi, Berti, Klinsmann, Matthaus, Ciocci (72' Fontolan). A disp.: Abate, Battistini, Montanari. All. Orrico.

Arbitro: Sig. Lanese (Messina).

Marcatori: 1' Ferri II.

Note: ammoniti al 44' Borgodi, 62' Sosa, 63' Bianchi, 60' D. Baggio, 89' Soldà.

Spettatori: paganti 31.146, Incasso 1.099.359.000 lire; abbonati 20.500, quota abbonati 553.074.271 lire.

Dal Guerin Sportivo: una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: una fase della gara

Lo scudetto non abita da queste parti, almeno sulla sponda biancazzurra del Tevere. Quella giallorossa, dopo il sorpasso della Roma sulla Lazio, ad una settimana dal derby, è in festa. Il giorno di Dino Zoff, cui veniva offerta la grande occasione di trovarsi solo al comando della classifica, a braccetto con la Juventus, s'è risolto in favore di Corrado Orrico, il Grande Pentito, convertitosi ad un misto zona-uomo, più Bergomi libero, di stampo italianissimo. Le ambizioni della Lazio, dunque, sono state ridimensionate: avrebbe meritato il pareggio, ma Zenga, con una magnifica parata, ba deviato contro la traversa la testata di Riedl nel finale. Un'Inter, che farebbe impallidire la più realistica edizione trapattoniana, ha espugnato l'Olimpico per la seconda volta in un mese (aveva già battuto la Roma con lo stesso punteggio grazie ad un penalty di Matthaeus), vivendo di rendita sul gol di Riccardo Ferri piovuto dal cielo dopo appena 1' 20". Una distrazione della difesa costata cara alla Lazio. Sulla punizione di Brehme, da sinistra, Ferri si era piazzato in buona posizione in centro area: nessuno se n'è accorto e, mentre tutti badavano a Berti e Klinsmann, lo stopper è svettato sul grappolo umano ed ha incornato dal dischetto a fil di palo. Quasi un testa di rigore. Classica doccia scozzese, ma tanto tempo a disposizione per riorganizzare la rimonta. Non è bastato, come non è servita la buonissima prestazione di Fin e Sclosa. L'Inter si è chiusa, molestando, di tanto in tanto, Fiori su azioni di rimessa promosse da Bianchi e mal rifinite da Klinsmann.

La Lazio ha costruito un paio di occasioni, con Bacci e Marchegiani, senza esito. Paganin tallonava Sosa e l'uruguayano solo da fuori area, su calci da fermo o in movimento, tentava qualche conclusione senza problemi per Zenga. Anche Doll era molto atteso: il tedesco ci teneva a battere i connazionali dell'Inter, ma s'è lasciato tradire dalla voglia di strafare, insistendo con dribbling e personalismi che nuocevano alla manovra. Non era facile aggirare l'ostacolo poiché l'Inter stava raccolta e tutti, compresi Berti, Matthaeus, Bianchi e Ciocci, si sacrificavano nel lavoro di filtro. Desideri non si è visto ma c'era, in campo, e in qualche misura ha contribuito a chiudere i varchi. Le iniziative di Pin, il più lucido ed attivo, venivano vanificate sulla soglia dell'area interista presidiata da Ferri, ben protetto alle spalle o ai fianchi dal libero Bergomi. Un'Inter arroccata, umile. Ci sarebbe voluto un panzer da affiancare a Sosa e Doll ma Riedle, non ancora pronto per una gara intera, stava in panchina: Zoff lo teneva come ruota di scorta e l'ha gettato in mischia dopo meno di un'ora sia per tentare il tutto per tutto per pareggiare che per un rodaggio in vista del derby.

E Riedle due volte, di testa, s'è reso pericoloso ma senza problemi per Zenga che le parate più difficili le ha compiute sulle due punizioni di Sosa. C'è da dire che Klinsmann, su una combinazione Matthaeus-Berti, ha avuto sul destro il pallone del ko defintivo al 65' ma il terra j sabbioso (in certi punti sembra un campo di... patate) ha frenato la velocità e Bergodi ha evitato il 2-0 a due passi dalla linea di porta. Klinsmann non era in giornata e solo dopo l'uscita di Gregucci, per una sospetta infrazione alla clavicola destra, sostituito dall'acerbo Corino, ha prodotto qualche affondo. Con Riedle in luogo di Stroppa la Lazio ha aumentato il suo peso offensivo ma il tedesco aveva la mira difettosa e Marchegiani e Doll un dribbling di troppo per procurare a Sosa passaggi-gol e sperare di pareggiare. Difesa e contropiede, dunque, hanno permesso alla nuova Inter di Orrico di amministrare una vittoria importantissima. Mercoledì a San Siro in Coppa Uefa, con il Boavista, per ribaltare il 2-1 dell'andata, dovrà sbloccare al più presto il risultato, come ieri a Roma, e poi chiudersi. Alla faccia della zona e dello spettacolo. Vero Orrico? Bruno Bernardi BRBHH£ Mite* Nel disegno l'azione del gol di Ferri che ha dato la vittoria all'Inter

Cronaca in sintesi. 1'20. E' subito gol per l'Inter. Punizione di Brehme, dalla sinistra. Il pallone spiove all'altezza del dischetto dove Riccardo Ferri, smarcato, trasforma di testa come se fosse un rigore. 27'. Bel traversone di Doll per Bacci che, disturbato da Sosa, «strozza» il tiro. 38'. Prima parata di Zenga su rasoiata di sinistro di Sosa. 41'. Grossa occasione per la Lazio. Punizione di Stroppa che Bergodi e poi Marchegiani non riescono per un soffio a deviare. 49'. Assist di Klinsmann per Ciocci, tiro respinto da Fiori. 65'. Ottimo lancio di Matthaeus per Berti che passa a Klinsmann. Tocco nella porta sguarnita e salvataggio di Bergodi. 78'. Spiovente di Sosa per Riedle che non inzucca il pallone. 83'. Bis di Riedl che alza troppo la mira di testa. 85'. Gran parata di Zenga che devia contro la traversa un'insidiosissima punzione di Sosa. 87'. Sosa ci riprova a terra ma Zenga è piazzato e blocca. 92'. L'ultimo tentativo di Sosa, sempre su calcio piazzato, s'infrange contro la barriera. E' la fotografia della gara.

La sua Lazio se ne stava impigliata nell'ibrido tattico di Orrico. Lui, il presidente, sbraitava. «Ero sicuro - dice a fine gara Calleri - che ce l'avremmo fatta. A vincere, intendo. In settimana avevo preferito la prudenza perché mi aspettavo un'Inter diversa. Questa squadra, però, la potevamo proprio superare. D'altronde se dominare per 90' e fare tremila tiri non basta, che cosa ci potevamo fare? I miei ragazzi e i tifosi, comunque, non si preoccupino, se continueremo a giocare bene come oggi avremo grandi soddisfazioni». Gli ricordano che il derby è alle porte, con la Roma che ha fatto il sorpasso. «Non temiamo nessuno, tantomeno la Roma». C'è il dottor Bartolini che spunta dagli spogliatoi: «Sospetta infrazione della clavicola destra per Gregucci, aspettiamo le lastre per vedere se s'è rotto qualcosa». Come è entrato, così se ne va. E' il turno di Zoff: «Abbiamo preso un gol nel momento peggiore per noi e ideale per l'Inter. I meriti vanno a Ferri, che ha segnato, e a tutti i nerazzurri che si sono difesi bene: un'Inter robusta che ha contenuto il nostro ritmo nel primo tempo».

Un'Inter nuova, quella di Orrico? «Più o meno la stessa dello scorso anno». Doll e Riedle hanno le facce con i sorrisi di circostanza. Attacca il tedesco nuovo: «Mi sentivo stanco, opaco. In campo c'era più sabbia che erba, speriamo che riescano a fare qualcosa per il derby». Riedle tornava dopo la lesione ai legamenti rimediata quindici giorni prima: «Ho avuto parecchia sfortuna su quel colpo di testa nel finale - dice l'attaccante - ma non potevo fare di più. Domenica, comunque, giochiamo il derby in trasferta, quindi siamo favoriti...». Chiude sconsolato Bergodi. Ferri lo doveva marcare lui sui calci piazzati: «Un errore c'è stato, lo ammetto. Ferri, però, è un gran saltatore. Eppure in 90' di superiorità territoriale si poteva anche creare di più. Una cosa è certa: il calcio dell'Inter di Orrico non è quello del futuro».

Orrico: mai stati così belli «Occasioni da gol e niente barricate». La vittoria conquistata all'Olimpico fa tornare il sorriso in casa interista. Anche se con toni un po' sfumati, nei discorsi di Orrico e dei suoi giocatori si avverte ancora l'atmosfera pesante di una settimana assai poco divertente. «Succede spesso nel calcio - comincia il tecnico nerazzurro - stavolta è toccato a noi ma credo che meglio la squadra non poteva reagire». Rispetto alla partita con la Samp, cosa ha notato di nuovo nell'Inter? «Ho visto una squadra dotata di maggiore organizzazione, più compatta, corta, in linea con un certo tipo di lavoro che stiamo portando avanti». Tre settimane fa avete conquistato altri due punti sempre all'Olimpico, contro la Roma. Quali differenze ha notato fra i due episodi? «Sicuramente l'Inter si è battuta oggi con più coraggio, ha creato anche gioco tenendo in allarme costante gli avversari non consentendo loro le aggressioni in massa». Calleri si è lamentato affermando che ha perduto la squadra migliore. «Non ho l'abitudine di rispondere ai presidenti - ribatte seccamente Orrico - non mi piace aprire un dibattito su certi argomenti. Dico soltanto che il risultato è giusto perché abbiamo segnato un gol, ne abbiamo sfiorati altri senza ricorrere alle barricate. Se si è visto qualche giocatore laziale di troppo nella nostra area, è accaduto sempre a gioco fermo. Alle loro occasioni abbiamo subito riproposto le nostre. La differenza sta nel gol che ci ha consentito di vincere».

Fonte: La Stampa