Domenica 6 maggio 1973 - Bologna, stadio Comunale- Bologna-Lazio 1-1


Stagione

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1773. Campionato di Serie A 1972/73 - XXVIII giornata - inizio ore 15,00

BOLOGNA: Adani, Roversi, Fedele, Caporale, Cresci, Gregori, Ghetti, Vieri R., Savoldi (I), Bulgarelli, Novellini. (12 Battara, 13 Liguori F.). All. Pesaola.

LAZIO: Pulici F., Polentes, Martini L., Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. (12 Moriggi, 13 Moschino). All. Maestrelli.

Arbitro: sig. Giunti di Arezzo.

Marcatori: 40' Savoldi (I), 50' Nanni.

Note: cielo coperto, temperatura afosa, terreno in ottime condizioni. Ammoniti, Ghetti, Vieri, Frustalupi e Bulgarelli. Angoli 9-6 per la Lazio

Spettatori: 40.000 circa. Incasso £. 99.078.500

Neppure un Bologna che ha giocato con tanta grinta come se fosse stato direttamente interessato alla lotta per lo scudetto, ha piegato la Lazio. Fallite alcune occasioni, battuti da una magistrale stoccata di Savoldi, uno dei migliori in campo, gli azzurri hanno iniziato la ripresa con rabbia, tanto da arrivare subito al pareggio con Nanni. Poi la partita — fino a quel momento bellissima, con continui capovolgimenti di fronte, takles rabbiosi, scontri scoppiettanti — è calata un poco come spettacolo per la progressiva stanchezza di tutti, ma le emozioni sono continuate fino alla fine. Savoldi ha segnato ancora, ma l'azione era viziata da un netto fallo di mani dello stesso centravanti, quindi la Lazio ha visto Garlaschelli « maltrattato » da Adani in area, ma l'impreciso Giunti invece non ha visto nulla ed alla squadra di Maestrelli non è rimasto altro che dare un nuovo, ennesimo, segno di sportività, rinunciando alle manfrine che tutte le altre squadre del campionato ci avrebbero regalato in una occasione del genere. Sulla particolare grinta del Bologna deve avere senza dubbio pesato il milione di premio a testa) promesso ai giocatori in caso di vittoria. Cifra del tutto normale, si dice negli ambienti ufficiali: 250 mila lire al punto, come di consueto, e fa mezzo milione raddoppiabile in poche partite all'anno, contro le « grandi » e la Lazio è una dì queste. Ma i romani ci sono rimasti male, e con ragione. Un milione è molto, con questi chiari di luna, per la società rossoblu. « Potevano darlo per la partita di domenica scorsa con la Sampdoria », si è limitato a commentare Maestrelli, sempre misurato e controllatissimo. Il Bologna, comunque, ha fatto il possibile per meritarselo questo premio, ma la Lazio ha dato una nuova misura della sua validità. Chi accennava ad una squadra stanca, dopo l'affannoso pareggio di Torino, ha dovuto ricredersi. Wilson e colleghi hanno ancora tanta birra in corpo da chiudere all'attacco una partita dura come questa, da costringere Caporale quasi all'autogol proprio al novantesimo. A fine stagione, comunque si concluda il campionato, bisognerà ben fare un'indagine su questa squadra nata per caso (non tutti gli acquisti infatti sono stati parte di un preciso disegno, alcuni « pezzi » sono arrivati così, per gli strani giochi della campagna trasferimenti delle società non ricche), che affida la regìa di centrocampo ad un giocatore considerato finito come Frustalupi, che manda avanti i suoi difensori a turno con inserimenti perentori neppure fosse l'Ajax, che ha in Wilson un libero da favola (Valcareggi era in tribuna, chissà). Non sono pochi a sostenere che l'anno prossimo la «Lazietta» si sgonfierà, ma per ora tiene, e come. C'è chi individua il segreto della resistenza degli azzurri nel fatto che Maestrelli non li spreme a fondo negli allenamenti (e Chinaglia, uno che ha bisogno di lavorare molto, dovrebbe proprio a questa mano leggera del trainer la sua stagione con alti e bassi), ma comunque sia rimane la realtà di una squadra che volendo giocare fino in fondo le sue carte arriva sul terreno di un Bologna scatenato, lo attacca, lo chiude per lunghi periodi nella sua metà campo, e poi sa reagire una volta colpita in contropiede. Pur con un Re Cecconi al rientro, ancora impacciato, lento, il centrocampo romano l'ha fatta a lungo da padrone. Martini è stato superbo per tutto il primo tempo andando persino a liberarsi davanti ad Adani con un tunnel su Caporale (e Gregori ha messo una pezza in extremis con un affannoso recupero), Nanni ha dato una nuova dimostrazione della sua classe, anche se non di una adeguata disciplina tattica, Frustalupi misurando scatti e pause è riuscito spesso a trovarsi nella zona giusta per l'interdizione ed il rilancio. In avanti Chinaglia ha alternato errori a spunti da campione che hanno fatto largamente dimenticare i primi. Giocando a zona, con marcamenti che diventavano stretti solo con l'avvicinarsi del pallone alla propria area di rigore, la Lazio ha tenuto a bada uno dei migliori e più convinti Bologna della stagione. I rossoblu hanno avuto in Savoldi un condottiero aggressivo e magnifico, pericolosissimo per l'impressionante elevazione, degna di un campione del salto in alto. A centrocampo Roberto Vieri ha macchiato nel finale, con alcune reazioni isteriche che l'incerto arbitro Giunti ha tollerato, una prestazione impeccabile, mentre Bulgarelli ha tenuto la consueta posizione di lìbero avanzato, Gregori si è dannato sulle fasce laterali, Fedele ha compiuto le solite sgroppate, Adani si è salvato in un paio di occasioni da campione. Domenica il Bologna va a trovare il Milan, ma le sarà certo difficile ripetere a San Siro una partita grintosa e decisa come questa. Gli emiliani oggi già al primo minuto hanno creato un pericolo per Pulici, con una deviazione di testa di Savoldi finita sul fondo. Subito la Lazio ha capovolto la situazione con un contropiede di Nanni, poi con un tiro di Chinaglia a lato di poco, quindi con il passare dei minuti gli uomini di Maestrelli hanno preso il sopravvento fino a chiudere gli avversari nella loro metà campo. C'è stata l'azione pericolosa di Martini, poi Chinaglia (centro al volo di Nanni, respinta alla meglio di Adani) ha sbagliato un facile gol calciando alle stelle. Ancora una malaccorta conclusione di Garlaschelli, uno scontro testa contro testa fra Chinaglia e Roversi, poi — preceduta da una botta di Vieri che ha costretto Pulici ad un volo fin sul palo — la rete bolognese. Lancio basso di Bulgarelli per Savoldi, difesa laziale a maglie larghe, controllo e stoccata bassa di sinistro del centravanti, con Pulici coperto da un compagno. In apertura di ripresa, spinta anche dal risultato parziale di Torino, la Lazio è partita all'attacco ed al 5' ha pareggiato con un'azione stupenda. Tocco in profondità dell'avanzante Wilson per Nanni, scambio con Chinaglia che restituisce al mediano la palla con un colpo di tacco in un invitante « corridoio », botta in corsa e sfera sotto l'incrocio dei pali. La reazione del Bologna ha raggiunto il culmine al 20' quando Savoldi ha controllato fra ginocchia e braccia un centro lungo di Gregori ed ha battuto Pulici. L'arbitro però ha anticipato di un soffio con il suo intervento la botta del centravanti rilevando l'irregolarità, e del resto il guardalinee era già con la bandierina ben alta sulla testa sulla lìnea laterale. Il gioco è poi scaduto un poco, le contestazioni bolognesi dopo il gol fasullo di Savoldi, culminate con uno scontro aperto fra Bulgarelli e Frustalupi, hanno avvelenato un poco gli animi. Al 38' su rovesciata di Chinaglia, Adani prima ha allontanato la palla alla meglio, poi ha ostacolato chiaramente Garlaschelli che tentava il controllo della palla per ribattere in rete. Non domi, i laziali chiudevano ancora all'attacco e sfioravano il gol all' ultimo minuto. Caporale salvava alla meglio su tiro di Manservisi.





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