Domenica 13 maggio 1973 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-H. Verona 2-1

Da LazioWiki.

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1774. Campionato di Serie A 1972/73 - XXIX giornata

LAZIO: Pulici F., Polentes, Martini L., Wilson, Oddi, Nanni (80' Mazzola (II)), Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. (12 Moriggi). All. Maestrelli.

H. VERONA: Pizzaballa, Nanni F., Sirena, Busatta, Batistoni, Mascalaito, Bergamaschi (79' Cozzi), Mazzanti, Luppi, Mascetti, Zigoni. (12 Colombo A.). All. Cadè.

Arbitro: sig. Ciacci di Firenze.

Marcatori: 23' Zigoni, 29' Chinaglia (rig), 43' Nanni.

Note: cielo sereno con leggero vento, terreno in ottime condizioni. Ammonito Luppi. Angoli 8-3 (6-1 pt) per la Lazio.

Spettatori: 60.000 circa (29.676 paganti). Incasso £. 76.126.800.

Chinaglia pareggia
Il rigore trasformato da Chinaglia
La rete di Nanni
L'invasione festosa dei tifosi
Chinaglia entra in campo
Alcuni giocatori biancazzurri in campo
Polentes in campo
Chinaglia festeggiato a fine gara
Wilson tenta la fuga dai tifosi
Chinaglia al rientro in campo

I giocatori della Lazio, a metà partita, hanno letto la loro delusione sul tabellone dei risultati. Giocavano la ripresa proprio «guardando» la lavagna luminosa e le cifre indicanti i successi della Juventus e soprattutto del Milan smorzavano ogni entusiasmo per la vittoria sul Verona. Le speranze di scudetto rimangono quindi legate al filo sottilissimo della prossima partita del Milan proprio a Verona. Ma i veneti apparsi atleti fragili di fronte ad una Lazio stanca, sapranno fermare un Milan centrato verso il titolo? La risposta si leggeva sui volti preoccupati di Chinaglia, Wilson, Frustalupi. I laziali, dunque, sanno che per tre quarti il sogno tricolore è svanito. Anche la festa finale dei ragazzini - invasori, con bandieroni, caccia alle maglie dei giocatori e timido tentativo di portare in trionfo Maestrelli, ha avuto un tono dimesso. Ma a conti fatti la Lazio potrà dirsi in ogni modo orgogliosa di questa sua annata eccezionale (ricordiamo che proveniva dalla B).

Oggi ancora sotto choc per una partita strana, rimane in evidenza il timore di non poter ripetere l’exploit, anche se è certo che per domenica prossima Maestrelli saprà ricaricare moralmente i suoi. Dal punto di vista fisico il recupero si presenta più incerto. Re Cecconi lamenta un dolore alla gamba e non rende al massimo; Chinaglia ha bisogno di ripetere il penalty per segnare; Frustalupi, Manservisi e Martini sono affaticati da una maratona lunga un campionato. La squadra rivelazione del nostro torneo si presenta in una luce smorzata. Ha fatto tanto. Quindi «Grazie Lazio!», come dicevano tutti i giornali di Roma, ma prima di parlare di squadrone sarà prudente attendere la controprova della prossima annata. Il semplice test del Verona ha dimostrato come sia complicato giocare sotto il peso di forti responsabilità. I laziali, in formazione - tipo, hanno preso l'avvio con sicurezza e verso il quarto d'ora Chinaglia per voler aspettare uno spiraglio migliore ha sciupato un pallone d'oro passatogli da Frustalupi. Ma poi il Verona è apparso trasformato, riavendo Batistoni quale stopper e Busatta laterale incaricato di fermare Re Cecconi. Ha usufruito di questi due atleti e spesso di Mascetti o Mazzanti appostati a metà campo per scattare in improvvisi contropiede. Allora il terzino Polentes, messo a controllare l'incerto centravanti veronese Luppi, se la cavava bene, ma Oddi avversario di retto di Zigoni soffriva le sue pene.

Alle spalle c'era sempre un Wilson acrobatico nelle respinte di testa e sicurissimo negli interventi da difensore libero, tuttavia tra l'ansia di arrivare presto in gol e la paura della sorpresa la Lazio non dimostrava la sicurezza prevista. Perfino Pulici, il portiere para-rigori, ha avuto al 23' un attimo di sbandamento su tiro improvviso sferrato da lontano da Busatta. Non ha trattenuto la palla e Zigoni prontissimo ha deviato in rete, gelando l'entusiasmo di uno stadio gremito di tifosi che volevano solo far festa non patire delusioni. A questo punto la Lazio si è messa a testa bassa a cercare di rimediare e l'arbitro non l'ha certamente danneggiata. Ventottesimo minuto: Mascalaito cadendo mentre affronta Re Cecconi tocca la palla con la mano (o deliberatamente la porta via, è difficile da stabilire). Ciacci inesorabile fischia il penalty e puntiglioso lo fa ribattere quando Chinaglia scaglia il primo tiro sul palo ma Pizzaballa si muove in anticipo per intercettare. Incaricato una seconda volta di fare centro dagli undici metri Chinaglia cambia direzione, a sinistra non più a destra del portiere, e migliora l'angolo di mira. La palla è in rete e il pareggio in porto. Prima che finisca il tempo, al 42', Nanni servito da Re Cecconi ha un imprevedibile guizzo in area.

Ferma la palla con il destro e di sinistro la accarezza depositandola in gol. I momenti migliori del recital laziale. Poco dopo le radioline ed il tabellone troncheranno i sogni proibiti. La ripresa è stata una semplice formalità con il Verona — ormai arcisalvo per via della differenza reti — che badava soprattutto a non incassare altri gol e con la Lazio che controllava agevolmente la situazione. Di curioso, se non di notevole, da segnalare soltanto i cambi; l'ingresso di Cozzi al posto di Bergamaschi e di Ferruccio Mazzola in sostituzione di Nanni. Un po' di gloria per il giovane veronese (che proviene proprio dall'allevamento laziale) ed un malinconico esordio stagionale in serie A per Ferruccio che quest'anno ha fatto da spettatore alla volata dei suoi compagni laziali. Il Verona sebbene sconfitto ha lasciato una impressione migliore di quella suscitata sette giorni prima nella giornata del pareggio in casa con la Samp. In evidenza Busatta, i due terzini Franco Nanni (che è di Riccione e non va confuso con il Nanni, pure Franco, ma di Pisa, che gioca nella Lazio), Sirena e soprattutto i centrocampisti Mazzanti e Mascetti. Un po' in ombra Bergamaschi che si dice interessi una grossa società lombarda. La Lazio termina con dignità ma con affanno il suo splendido campionato. Soltanto Nanni e Wilson sono all'altezza della loro fresca fama. Chinaglia non è in forma. Re Cecconi è infortunato; gli altri appaiono logori per una serie di impegni severi. Comunque domenica prossima si termina. Basterebbe l'occasione favorevole colta a Napoli ed una impennata del Verona contro il Milan per rendere trionfale il torneo della Lazio, che continua a puntare almeno allo spareggio per lo scudetto.

Venato di stanchezza il commiato della Lazio all'Olimpico, ed anche l'atmosfera degli spogliatoi sembra risentire di un certo abbassamento di tono. I novanta minuti giocati oggi sono già dimenticati dai biancoazzurri, tesi alla decisiva (forse) gara di Napoli, e dai veronesi, paghi della sicurezza di restare in serie A. Episodi che in altri momenti del campionato avrebbero suscitato polemiche roventi, accuse e controaccuse passano appena di sfuggita nei discorsi dei protagonisti, che vi accennano per un attimo quasi con imbarazzo, e poi subito affrontano argomenti diversi. « Il caldo e la stanchezza sono stati determinanti — dice Garonzi, presidente del Verona — la Lazio non l'ho vista in grande forma, era un po' giù, ma è logico, corrono come matti. Era in brutte acque, se non veniva i rigore... ». — Ecco, parliamo del rigore: secondo lei c'era? « Questo non ve lo so dire, certo che la ripetizione... I portieri si muovono tutti, sui "penalties", ma si vede che Pizzaballa era andato fuori di troppo ». Zigoni oggi ha segnato un goal: è vera la storia della Maserati, promessa, si dice, da Garonzi all'attaccante se riusciva a totalizzare un certo numero di reti prima della fine del campionato? « Macché — risponde l'interessato — tutte storie; chi sa chi ha inventato questa favola. Certo che Zigoni è un grande giocatore: un po' bizzarro forse, ma davvero bravo. E pensare che da Roma l'hanno fatto andar via ». — E con il Milan, la prossima partita? « E' una squadra con cui non si può vincere; se spingono sull'acceleratore fanno quello che vogliono. Comunque ci batteremo al meglio delle nostre possibilità. Il Verona — aggiunge — ormai è salvo; anche se il Vicenza va a vincere a Bergamo il quoziente reti è a vantaggio dei gialloblù. Quindi non abbiamo complessi ».

L'esordio in campionato di Mazzola II, a nove minuti dalla fine, ricorda una sostituzione «mondiale» sulla quale ancora si discute. Non sarà così questa volta. Dice Ferruccio: « Non so se giocherò a Napoli, e neanche se resterò alla Lazio. Non che mi dispiaccia rimanere, intendiamoci, ma non avrei neppure nulla in contrario a cambiare società ». Infine Maestrelli, sorridente come al solito, ma molto teso. « Oggi non si decideva nulla, per lo scudetto — esordisce —, è l'ultima partita quella che conta; uno spareggio, magari a tre, sarebbe davvero bellissimo ». — Quante probabilità vi restano? « Se non avessimo la speranza dello spareggio, direi a tutti di andarsene a casa. Il secondo od il terzo posto non significano niente. Chi si ricorda del secondo classificato in un campionato? ». — Quindi col Napoli bisogna vincere. « Certo, non andremo laggiù a cercare il pareggio. E' l'ultimo sforzo, anche se siamo stanchi. Anche oggi lo eravamo, col caldo e con davanti un Verona che non aveva nulla da perdere e tutto da guadagnare. Meno male che la squadra ha reagito bene, dopo avere incassato il gol ». Il trainer biancazzurro ha poi confermato che se il Milan chiederà che la partita con il Verona sia ritardata (per obblighi di coppa) anche la sua società presenterà la stessa richiesta, per non dare ai rivali il vantaggio di giocare cono scendo già il risultato di Napoli-Lazio. Una decisione in questo senso verrà presa nei prossimi giorni. Inoltre in settimana Maestrelli firmerà il contratto per la prossima stagione.

Fonte: La Stampa