Domenica 8 dicembre 1940 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Torino 0-2



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8 dicembre 1940 - 624 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1940/41 - IX giornata

LAZIO: Giovannini, Romagnoli (II), Brondi (II), Baldo, Sforza, Gualtieri, Zironi (I), Dagianti, Piola, Flamini, Vettraino.

TORINO: Cavalli, Piacentini, Ferrini, Cadario, Gallea, Baldi (III), Mascheroni, Ussello, Ossola, Petron, Capri.

Arbitro: sig. Pizziolo di Firenze.

Marcatori: 3' pt Ussello, 21' st Ossola.

Note: spettatori Oltre 6000. Terreno pesante. Calci d'angolo 11 a 8 per la Lazio.


L'articolo del Littoriale
L'articolo del Messaggero
L'articolo de La Stampa
Risultati e Classifica della Nona Giornata
Il commento del Littoriale

Ed ora è ufficialmente crisi: la Lazio perde in casa contro un Torino molto più organizzato senza riuscire ad esprimere non solo un gioco convincente, ma soprattutto senza neanche mostrare la voglia di risorgere. Questa sconfitta la relega nei bassifondi della classifica, e le fa guadagnare la disapprovazione dei propri tifosi. Scrive Vittorio Pozzo sulla Stampa, "Gli azzurri di Roma sono nettamente battuti: il pubblico, senza pietà né misura, li schernisce, li deride, li fischia. E così facendo li avvilisce maggiormente". Di certo la gara non si presentava bene: Ramella era assente per un infortunio occorso in allenamento il giovedì precedente, e Piola è costretto a giocare nonostante un infortunio muscolare patito durante la partita della nazionale con l’Ungheria della domenica precedente (il buon Pozzo parla dell’infortunio senza però specificare in che occasione se lo è procurato, visto che l’allenatore della nazionale era lui). Il campo era oltretutto pesante dopo due ore di pioggia, anche se sempre a detta di Pozzo "Il campo era privo di acqua grazie alla sua buona permeabilità". La partita, se non è stata un monologo dei granata, poco ci è mancato: già al 1’ un pericoloso cross dalla destra non aveva trovato chi lo potesse ribadire in gol, ma due minuti dopo, su un’azione fotocopia, Ussello tira al volo e centra l’angolino alla sinistra di Giovannini. Praticamente la partita cominciava dall’1-0 per il Torino.

Scomposta la reazione della Lazio, che teneva si la palla nella metà campo avversaria, ma senza portare seri pericoli a Cavalli, se si eccettua una punizione a due in area tirata da Zironi e respinta, ed un’azione – l’unica del primo tempo – manovrata con tiro di Vettraino bloccato dal n. 1 granata. Era invece il Torino a rendersi pericoloso prima con Petron (tiro da fuori di poco alto) e poi con Ossola (bravo Giovannini a respingere di pugno sul torinista completamente smarcato). Nella ripreso, con Piola - che per giocare ha dovuto fare una seconda iniezione di antidolorifico – spostato alla mezzala ed il ruolo di centravanti svolto da Dagianti, la musica non cambia: anzi, ad aggravare la posizione della Lazio ci si mette l’infortunio di [Brondi Oreste|Brondi]], che per salvare in calcio d’angolo un’azione di Ossola si infortuna: cerca di rientrare sull’ala sinistra ma non riesce a muoversi a lascia, per l’ultima mezz’ora, la Lazio in 10: a questo punto Dagianti torna in mediana (e Piola centrattacco) e Baldo – il migliore dei biancocelesti secondo le cronache – passa a terzino. Il raddoppio del Torino è nell’aria, nonostante gli attacchi laziali, e si concretizza al 21’ della ripresa. Tiro senza pretese di Capri, e Giovannini, fin li perfetto, si fa sfuggire il pallone viscido dalle mani. Per Ossola è un gioco da ragazzi ribadire in rete.

La partita potrebbe anche terminare qui: due ulteriori pericoli portati dai granata verso la fine del match (un’occasione sciupata da Capri ed una traversa colta da Petron) non fanno variare il risultato. Vediamo i commenti alla squadra: per Vittorio Pozzo “La Lazio non va. Quella che prometteva, all’inizio della stagione, di essere una delle più belle squadre del campionato, fa ora l’impressione di un undici che vada alla deriva. Non possiede più organizzazione di gioco, non vede chiaro, opera a caso. Evidentemente non basta, quando le cose vanno male, gettare come è avvenuto tutto il peso della colpa su di un allenatore e mettere questi alla porta (anche se questo commento sa tanto di cicero pro domo sua, ndr) E’ mossa assai perniciosa, e gesto che aggrava la situazione. Quando una intera compagine va fuori forma a questo modo il male è generale e le origini non dovrebbero essere difficili da scovare”. Per Giorgio Boriani, sul Littoriale del mercoledì successivo, invece “Strano destino quella della Lazio, di questa Lazio che era partita col cipiglio della "scudettabile" – in suffragio, in materia, era generale – e che si ritrova, dopo nove giornate, con sette magrissimi punti in carniere, a sette punti di distacco dai capi-classifica. Pareva squadra da primato e sta viaggiando con passo da retrocessione […] Noi pensiamo che la Lazio, già da domenica o tra un paio di giornate, saprà rimettersi in camminata e recuperare molto del terreno perduto; ma pensiamo pure che per fare ciò, le occorreranno molte cure da parte dei dirigenti e dell’allenatore. La crisi della Lazio è troppo complessa perché possa essere sviscerata un quattro e quattr’otto: qualche pedina va cambiata nel mosaico di squadra, ma al sopra di qualsiasi tipo di cambiamento, di qualsiasi tipo di allenamento, va curato il morale della squadra [...] Si tratta di ricominciare da capo come se fosse la prima giornata […] ci vuole nella Lazio una iniezione di entusiasmo si che tutti i giocatori lavorino con animo e con grinta”. Il che fa pensare al fatto che Boriani veda svogliatezza nella squadra.


Fonti:

Il Messaggero del 9 dicembre 1940
Il Littoriale del 9 dicembre 1940
La Stampa del 9 dicembre 1940