Domenica 8 maggio 1966 - Roma, stadio Flaminio - Lazio-Sampdoria 0-0


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8 maggio 1966 - 32 - Campionato di Serie A 1965/66 - XXXII^ Giornata

LAZIO: Gori, Zanetti, Vitali, Carosi, Dotti, Gasperi, Renna, Bartù, Rozzoni, Governato, D'Amato. All. Mannocci.

SAMPDORIA: Battara, Dordoni, Masiero, Vincenzi, Morini, Delfino, Salvi, Sabatini, Cristin, Frustalupi, Catalano. D.T. Bernardini, All. Baldini.

Arbitro: Sig. Bernardis (Trieste).

Note: giornata nuvolosa con minaccia di temporale e qualche goccia di pioggia all'inizio poi ritorno al sereno. Terreno in ottime condizioni. Seri infortuni a Rozzoni (sospetta frattura al setto nasale) e Delfino (forte contusione alla caviglia destra) costretti ad abbandonare entrambi il terreno di gioco. Angoli: 8-0 per la Lazio. Numerosa rappresentanza di tifosi doriani in tribuna.

Spettatori: 20.000 circa con 11.375 paganti per un incasso di £. 13.141.000.

Partita di fondamentale importanza questa Lazio - Sampdoria, terzultima di Campionato. I biancocelesti con in due punti sarebbero matematicamente al sicuro e considerando i due proibitivi impegni esterni conclusivi non possono correre rischi. I blucerchiati, autori di una rimonta formidabile (10 punti negli ultimi sei turni), lottano strenuamente per una salvezza ancora possibile. Gara subito accesa con grande tifo sugli spalti e i supporters ospiti muniti di tamburo e megafoni. Al 4' Cristin si libera bene e calcia fuori di poco sull'uscita di Gori che sostituisce tra i pali l'indisponibile Cei. Risponde la Lazio con una girata di testa di Rozzoni che Battara mette sopra la traversa. Al 24' Bartù tira fuori un numero dal cilindro e giunto sulla linea di fondo calcia il pallone ad effetto mancando di un niente la marcatura. Trascorre un minuto e Rozzoni sfonda superando due avversari: tiro potente che costringe Battara a un faticoso intervento a terra. La Samp reagisce e le due punte Salvi e Cristin sono indemoniate. L'ala spreca alla mezz'ora una ghiotta occasione a pochi metri dalla porta. Uno scontro aereo, del tutto fortuito, tra Rozzoni e Catalano mette k.o. il laziale che cade a terra con una maschera di sangue: naso rotto e partita chiusa. Lazio in inferiorità numerica, ma solo per pochi minuti. Dotti entra robusto su Delfino che esce malconcio ed è costretto alla resa dal colpo subito alla caviglia. 0 - 0 al termine dei primi 45 minuti a testimonianza dell'equilibrio in campo. Molto agonismo e qualche duello tecnico di spessore come quello a centrocampo tra Governato e Frustalupi. Nella ripresa è la Lazio ha tentare qualcosa di più degli avversari. Al 57' una botta di Vitali da lontano costringe Battara al più difficile intervento della giornata. Dieci minuti più tardi Bartù, il migliore dei suoi, supera con eleganza due difensori e calcia fuori di poco. Al 75' accade un episodio di cui si parlerà molto a lungo. Catalano mette in movimento Cristin sulla sinistra. L'ariete doriano supera in velocità Zanetti e quindi Gasperi entrando in area. Gori riesce in uscita a toccare il pallone che ritorna però sui piedi dell'attaccante ormai a pochi passi dalla porta. Il portiere biancoceleste si lancia così alla disperata afferrando la caviglia dell'avversario che cade in terra. Rigore enorme, ma Bernardis fa segno di continuare. Vibranti e disperate sono le proteste dei genovesi. In un Flaminio bollente si chiude una contesa spigolosa che apre una serie di polemiche molto accese nel post partita. La classifica a due turni dal termine: Inter (p.48), Bologna (p.45), Napoli (p.43), Fiorentina e Juventus (p.39), L.R. Vicenza e Milan (p.36), Roma (p.32), Brescia (p.31), Lazio (p.29), Cagliari, Torino e Atalanta (p.28), S.P.A.L. e Foggia (p.27), Sampdoria (p.25), Catania (p.22), Varese (p.13).