Domenica 8 ottobre 1950 - Roma, stadio Torino - Lazio-Udinese 3-2


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8 ottobre 1950 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1950/51 - V giornata

LAZIO: Sentimenti IV, Antonazzi, Furiassi, Sentimenti III, Malacarne, Bimbi, Puccinelli, Flamini, Hofling, Cecconi, Unzain. All. Sperone.

UDINESE: Brandolin, Farina, Zorzi, Bergamasco, Feruglio, Snidero, Roffi, Perissinotto, Darin, Sorensen, Rinaldi. All. Testolina.

Arbitro: sig. Corallo di Lecce.

Marcatori: 12' Rinaldi, 14' Cecconi, 39' Flamini, 45' Perissinotto, 51' Hofling.

Note: giornata bella, terreno ottimo.

Spettatori: 22.000.

Dopo tre minuti di gioco il pallone aveva già fatto carambola su un palo della porta udinese, prima di finire in calcio d'angolo: ve l'aveva mandato un difensore friulano, non identificabile nella piccola mischia accesasi sotto la porta di Brandolin. Se è vero, come dice il proverbio, che il buongiorno si può vedere dal mattino, l'inizio era quanto mai promettente per la Lazio: squadra all'attacco, difensori avversari in difficoltà, un salvataggio fortunoso. Ecco però che al 10' veniva una rete che mandava la lazio in svantaggio. Roffi si destreggiava fra un paio di avversari e buttava poi verso il centro. Un rimpallo mandava di nuovo la palla a schizzare sulla destra, dove era appostato Perissinotto, conversione e tiro dell'improvvisata ala, un tuffo forse tardivo, certo manchevole di Sentimenti IV, intervento da un passo di Rinaldi, palla in rete. Il disagio di trovarsi con una rete al passivo fortunatamente non doveva durare molto per la Lazio. Due minuti più tardi infatti, da una mischia accesasi sotto la porta dell'Udinese, Cecconi riusciva a cavar fuori la palla adatta ad esser girata in porta, mediante accorto tocco, in modo da rendere vano l'intervento di Brandolin. La posizione di Cecconi, il più vicino di tutti alla porta, sarebbe anzi stata irregolare, se la palla rimbalzata nella mischia non fosse stata toccata per ultimo da un piede bianconero: ed infatti nessun udinese si sognò di protestare. La situazione così prontamente ristabilita fu di sprone per la Lazio che per una buona ventina di minuti sbrigliò la sua prima linea alla ricerca del suo secondo successo. Si imposero immediatamente all'attenzione le due mezze-ali Flamini e Cecconi (il secondo in posizione più avanzata e quindi spesso nei panni del risolutore) che organizzarono da soli quasi tutto il gioco della squadra dando modo così alla Lazio di sviluppare un gioco d'attacco, abbastanza nutrito. Se questo era però il lato positivo del quintetto biancoceleste, v'erano però purtroppo anche dei lati negativi costituiti, a turno, dal pigro gioco del centravanti oppure dallo sfarfalleggiare delle ali, che facevano molto rumore e poco danno. Si ebbe così un tiro a lato di Puccinelli, seguito da un altro di Unzain che Brandolin arrestava mediante una fulminea presa volante (18'); un centro di Unzain che Hofling, un passo dalla porta, toccava solo per mandare il pallone tra le braccia del portiere (23'); poi una stangata di Cecconi a porta vuota per un'imprudente uscita del portiere, deviata in extremis da Zorzi (30').

Se fino a quel momento la felice attività delle mezze-ali aveva permesso alla Lazio di tenere il campo onorevolmente e non senza aggressività, al primo risveglio dell'Udinese si aprirono improvvisamente delle falle. La squadra friulana dapprima lanciò qualche offensiva in contropiede, poi prese decisamente ad attaccare e mise allora in vetrina dei giocatori molto interessanti: il danese Soerensen che, pur non sfoggiando la classe eccelsa di altri suoi compatrioti venuti fra noi, era capace di tagli di palla e puntate individuali assai pericolose. Il mobilissimo Perissinotto, anch'egli in possesso di una bella tecnica sul pallone; l'atletico e combattivo centrattacco Darin, le sbrigative ed attivissime ali. Per farla breve questi cinque uomini presero ad imbastire delle azioni in velocità ben congegnate che finivano quasi sempre per smarcare un uomo e lanciarlo verso la rete. Sia Bimbi che Sentimenti III in funzione di avamposti apparivano assai a disagio e ci si può immaginare quali momenti deve aver attraversato Malacarne alle prese con avversari che con tanta facilità imboccavano i corridoi liberi. Fortuna che sia Antonazzi che Furiassi tenevano e duro e Sentimenti IV, dopo aver incassato il primo gol, non si permetteva più altre distrazioni.

Se la Lazio riusciva a segnare in questo periodo, ciò deve ascriversi interamente a Brandolin protagonista di una formidabile uscita a vuoto al 40': mentre il portiere proseguiva la sua corsa a mani protese come un rabdomante, Flamini deviava la palla in porta con un colpo di testa. Dall'altra parte invece, la sempre più stringente offensiva friulana aveva costretto il portiere laziale ad uscire di piede su Soerensen, poi Sentimenti IV aveva dovuto arrestare un'improvvisa deviazione in corsa di Roffi, con l'uomo a ridosso; al 38' un violento tiro di Darin picchiava in pieno sulla base del montante; e infine, quando quando si era entrati già nel tempo di recupero, il gol cadeva come una pera matura. Una rovesciata di Darin respinta da un difensore, ripresa da Feruglio che indirizzava sulla destra: Perissinotto, sveltissimo, si intrufolava e sparava basso nell'angolo. Le squadre rientravano agli spogliatoi sul 2-2 tra i commenti che si possono immaginare.

Fortunatamente la ripresa porta quasi subito nel cielo della Lazio un bell'arcobaleno. Dopo quattro minuti Hofling, servito servito in piena area da un bel passaggio di Flamini, si risvegliava di colpo e con un ottimo stop di petto seguito da un violento tiro al volo faceva secco Brandolin. Quella rete doveva però restare l'unico episodio di rilievo della ripresa perché, pur continuando ad attaccare, ad eccezione dell'ultimo quarto d'ora, specialmente Cecconi, ma anche gli altri, non riuscivano più a centrare il bersaglio. D'altro canto, l'Udinese, che probabilmente aveva dato tutto nel primo tempo, non riusciva più a portare quegli attacchi manovrati che tanto avevano messo nei pasticci i difensori laziali: limitato a qualche spunto personale o ad attacchi a massa, a palla alta, il gioco udinese veniva facilmente controllato e respinto. Un paio di mischie sul finire fecero tornare indietro chi già si era avviato verso l'uscita, ma soltanto per caso ne sarebbe potuto venir fuori un gol.

Successo di misura dunque, che rinfocolerà le critiche che già altre volte la Lazio ha suscitato quest'anno. Ma intanto la squadra vince e, se non altro, si dimostra prolifica all'attacco. Del quale attacco si è già parlato: aggiungeremo che, dopo le incertezze iniziali, Bimbi e Sentimenti III hanno finito in crescendo mentre Malacarne individualmente non ha affatto demeritato, azzeccando anzi qualche intervento notevole. Degli udinesi, oltre ai già citati attaccanti, meritano menzione i due anziani della retroguardia, Feruglio e Zorzi, nonché Farina, dalle respinte più potenti che limpide, ma assai scattante e mobile. Discreto l'arbitraggio.

Fonte: Corriere dello Sport