Domenica 9 dicembre 1990 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-1


Stagione

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9 dicembre 1990 - 2467 - Campionato di Serie A 1990/91 - XII giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Madonna, Bacci, Riedle, Domini (64' Troglio), Sosa (75' Saurini). A disp.: Orsi, Lampugnani, Bertoni. All. Zoff.

GENOA: Braglia, Torrente, Branco, Eranio (89' Fiorin), Caricola, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera (80' Pacione), Skuhravy, Onorati. A disp.: Piotti, Collovati, Ferroni II. All. Bagnoli.

Arbitro: Sig. Mughetti (Cesena).

Marcatori: 44' Riedle (rig), 50' Ruotolo.

Note:giornata di pioggia, terreno ai limiti della praticabilità. Ammoniti: 30' Domini, 36' Eranio, 73' Madonna, 83' Riedle

Spettatori: paganti 8.974, incasso L. 235.535.000; abbonati 15.816, quota abbonati 460.932.000 lire


Il biglietto della gara
Soldà e Gregucci in azione in un terreno impossibile

Il Genoa riemerge dalle immonde pozzanghere dell'Olimpico con un pareggio che ne consacra la recente statura di formazione da zona-Uefa. In alto gli scudi per Osvaldo Bagnoli, che senza mai ergersi a profeta del calcio, è riuscito a creare una squadra vera, priva di acuti, ma piena d'armonia. La conferma arriva da Roma, in una giornata di nuvole basse e imbizzarrite, che solcano veloci il cielo sopra l'Olimpico per scaricare senza sosta una quantità insopportabile d'acqua ghiacciata.

Ultimamente le zolle dello stadio non brillano per la loro comapattezza e potrete quindi immaginarvi come si sia ridotto in pochi minuti il prato, che pure è stato incappucciato dai teloni fino all'ora di pranzo. Scivoloni, acrobazie, equilibrismi, gesti mutuati dal catch, dal rugby, ma quasi mai dal calcio: questo il triste spettacolo che qualche migliaio di «aficionados» dell'influenza ha dovuto sorbirsi per lunghi tratti della partita. Ulteriori inghippi è venuto a provocare il signor Mughetti, il cui esordio in serie A non poteva essere più infelice. Il medico cesenate ha potuto sperimentare in 90 minuti l'intero campionario delle nefandezze che sconsigliano a chiunque ami la vita tranquilla di intraprendere il mestiere di arbitro: clima orripilante, contestazioni per rigori dati e non dati e, soprattutto, sfottò del pubblico che sottolineavano le decisioni meno lucide del sanitario che curò il ct Vicini dopo il volo dal balcone di casa.

Il nervosismo dei tifosi laziali si è materializzato al 7', quando un planaggio acquatico di Signorini sulle gambe di Riedle non otteneva la benché minima considerazione da parte dell'arbitro, ancorché fosse avvenuto in area di rigore. Bisogna però aggiungere che la stessa Lazio non ha fatto molto per sollevare il morale e la temperatura corporea dei suoi tifosi. La pallanuoto sulle pozzanghere è sport poco adatto agli esili spadaccini di Zoff. Sosa, Domini, Madonna e l'inesauribile Pin hanno così potuto offrire un contributo limitatissimo alle fortune laziali, imitati però, e con ben minori giustificazioni, da Sergio e Riedle.

E' stato ancora una volta il terzino a guidare l'hit-parade degli insufficienti: la potente macchina da cross della scorsa stagione si è trasformata in un onesto gregario, non più capace di raggiungere la linea di fondo per calibrare quei traversoni che erano la sua specialità e oggi farebbero la gioia di Riedle. Il tedesco, la gioia, deve andarsela a cercare dal dischetto, trasformando in chiusura di tempo un rigore che non può raccogliere l'approvazione incondizionata dei genoani: il contrasto fra Torrente e Domini è parso a tutti meno netto di quello, già raccontato, fra Riedle e Signorini, eppure l'ineffabile Mughetti fra i due «mezzi» rigori ha considerato intero il più veniale. Nella ripresa si è visto di che pasta è fatto il Genoa formato Bagnoli: la squadra che sullo 00 si era limitata a controllare la partita, sfiorando il gol con Ruotolo (22') e salvandone uno sulla linea con lo stesso, formidabile giocatore (24', tiro a botta sicura di Bergodi) ha schiacciato la Lazio nella sua trequarti, arrivando rapidamente al pareggio con uno schema da manuale del calcio: lancio di Bortolazzi, cross di Aguilera e tiro al volo del solito Ruotolo, aiutato da una piccola incertezza di Fiori, tradito dal terreno paludoso (50'). Adesso il Genoa potrebbe addirittura vincere ma gliene mancano la convinzione e in seguito anche il fiato. La battaglia è aspra, tale da sfiancare, anche i robusti gladiatori di Bagnoli, sicuri in difesa, ottimi a centrocampo, ma un po' carenti in attacco. La bufera aumenta di intensità e, insieme ai riflettori dell'Olimpico, finisce finalmente per accendersi anche la Lazio, sospinta dal tifo, dalla grinta, ma non dalla lucidità. Riedle sottotono. Contro l'ottima difesa rossoblu, il centravanti laziale ha trovato gloria soltanto dal dischetto.

Fonte: La Stampa