Negro Paolo


Paolo Negro
Paolo Negro
Paolo Negro
Il saluto di Paolo Negro ai tifosi biancocelesti sul Corriere dello Sport
Una figurina di Negro
L'esultanza dopo un goal
Un'immagine di Paolo Negro con il "double" sulla maglietta
Un recente look (2014) di Paolo Negro
Una figurina del 2001

Difensore, nato ad Arzignano (VI) il 16 aprile 1972.

Comincia nel Brescia, dal cui vivaio proviene, in Serie B nel 1989/90, ma l'anno dopo va a Bologna dove esordisce in Serie A e disputa 23 partite. E' una stagione disastrosa per i rossoblù che retrocedono, ma Paolo viene riconfermato e l'anno seguente disputa 26 gare. Nel 1992/93 torna in serie A con il Brescia e si impone come uno dei giovani più interessanti del Campionato. La Lazio di Cragnotti non se lo lascia sfuggire e nel 1993/94 eccolo, con Dino Zoff, inanellare 23 partite con 1 goal. Nella Lazio rimane per ben 12 stagioni, sotto la guida anche di Zeman, Eriksson, Mancini, fino al campionato 2004/05.

E' presente per 264 partite con 19 reti in Campionato, 48 partite e 3 goal nelle coppe nazionali e 64 partite e 2 reti nelle coppe internazionali. Con la Lazio ha vinto molto e precisamente: 1 Scudetto (1999/00), 3 Coppe Italia (1997/98, 1999/00 e 2003/04), 1 Coppa delle Coppe (1998/99), 1 Supercoppa Europea (1999/00), 2 Supercoppe italiane, (1998 e 2000). In Nazionale ha giocato 8 gare e ha vinto la medaglia d'argento agli europei del 2000. Nell'Under 21 ha disputato 10 partite ed ha segnato 2 reti. Le ultime 2 stagioni lo vedono al Siena dove disputa 50 incontri e segna 4 reti. Nel novembre 2010 torna a giocare nella squadra laziale del Cerveteri (Promozione), diventandone allenatore a dicembre. Si dimette dalla carica a marzo 2011. Nel gennaio 2012 diventa l'allenatore dello Zagarolo (serie D) e vi rimane fino al 2014. Nel gennaio 2015 assume la guida della squadra Primavera del latina.

Paolo Negro è un forte laterale, abile sia in marcatura che in appoggio. Spesso, per la sua poliedricità, è stato utilizzato da Eriksson anche da centrale di difesa. Ha un buon colpo di testa e un tiro non precisissimo ma potente. Ciò gli ha consentito di segnare diverse reti. Con le sue lunghe falcate (m 1,82, kg 73), macina la fascia con continuità e allo stesso tempo non dimentica i compiti difensivi. Il suo carattere e alcune prese di posizione rigide gli hanno procurato alcuni problemi con allenatori e presidenti.

Clamoroso il litigio con il Presidente Lotito, per motivi contrattuali, che ha portato il giocatore prima fuori rosa e poi a Siena. Tecnicamente completo, risente molto dello stato d'animo e del clima intorno a sé. Ha bisogno di fiducia e di essere in perfetta forma fisica per rendere al massimo. Quando non lo è, risulta a volte distratto e poco reattivo. Questo gli ha causato momenti di tensione con una parte del tifo biancoceleste che però lo stima tantissimo per quanto di bello fatto con la maglia biancoceleste. Al termine della stagione 2004/05, l'ultima con la maglia della Lazio, dedica un'intera pagina del Corriere dello Sport del 22 maggio 2005 per salutare tutti i sostenitori laziali.

Censurabile l'atteggiamento verso il giocatore, tenuto da alcuni tifosi romanisti privi di misura, che lo hanno ferito nell'intimo a causa di un'autorete provocata, senza alcuna colpa del giocatore, durante un Derby il 17 dicembre 2000.


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