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Abbiamo scritto la storia della Lazio insieme. Ma tu, di più. Fabio per sempre... Proseguiremo la strada da te tracciata per l'amore dei nostri colori che tu amavi con il cuore. Ti immaginiamo già nel firmamento biancoceleste dove starai cercando nuove storie, nuovi elementi da poter raccontare ai lettori con il tuo stile inconfondibile. Buon viaggio nostro grande Maestro! Guida ancora LazioWiki ovunque tu sia, adesso più di prima! Con affetto sincero, i tuoi amici di LazioWiki.org
Esegue la sua prima opera pittorica conosciuta intitolata "Autoritratto". La sua attività artistica di carattere ricreativo sembra però che sia iniziata nel 1928.
Frequenta il vivace ambiente artistico romano e diviene amico di Corrado Cagli che lo invita ad esporre in alcune mostre a Roma, Milano e nella prestigiosa Galerie Jean Bonjean di Parigi insieme a Cagli stesso, Capogrossi e Cavalli.
Dopo undici anni di Lazio un grave infortunio pone fine alla sua formidabile carriera sportiva. Espone le sue opere a Firenze, Roma e a Venezia nella XIX Biennale.
Si trasferisce a Messina dove per un breve periodo allena la squadra locale. Fatto rientro a Roma espone alcune opere alla II Quadriennale di Roma. Improvvisamente si arruola volontario e parte per la guerra d'Etiopia.
Decide di stabilirsi ad Addis Abeba dove impianta una ditta di autotrasporti. Non abbandona la pittura e gioca centravanti in una squadra locale per puro divertimento.
Durante la guerra è prigioniero degli Inglesi nel campo di Tabora in Tanganica. Dipinge con mezzi di fortuna alcune opere in cui è forte l'influenza dei luoghi. Dopo la guerra, nel 1946, si ha notizia, non certa, di alcune sue decorazioni eseguite nel New Africa Hotel di Dar es Salaam.
Tornato in Patria, allena una squadra giovanile della Viterbese. Si stabilisce ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, dove viveva da tempo la sorella. Si dedica ad allestire e guidare squadre giovanili locali di calcio.
Non si hanno notizie di mostre ed esposizioni dell'artista. Questi anni sono caratterizzati da profondo studio e dal perfezionamento delle diverse tecniche pittoriche. Tesse rapporti con critici, storici d'arte e pittori per fare di Arma di Taggia un luogo elettivo per nuove formulazioni artistiche.
Espone a Macerata alla Mostra Pittori d'Oggi ad Arma di Taggia alla I Mostra di pittura floreale, a Sanremo alla Mostra Borgo Antico e a Bordighera A Barcà.
Partecipa a Roma alla Mostra nazionale per artisti-atleti organizzata dal C.O.N.I. Espone alla Galleria l'88 di Roma e alla Galleria del Milione di Milano. Partecipa al II Premio di Cinisello Balsamo.
Al Parco Marsaglia di Sanremo alcune sue opere vengono presentate alla Mostra Proposte e considerazioni sulla pittura ligure. Alla Galleria La Cassapanca di Porto Cervo è presente alla Mostra Dieci pittori naifs più uno anonimo. Si ammala di tumore e passa le vacanze estive tra i boschi di Soriano nel Cimino, nel viterbese, per trovare sollievo. Ad agosto, aggravatesi le sue condizioni di salute, è costretto a tornare ad Arma di Taggia dove si spegne venerdì 31 agosto nella sua abitazione di Via del Forno.
Ad Arma di Taggia, nella Villa Boselli, viene organizzata da parte dell'Ufficio Cultura del Comune una personale dell'artista dal titolo La Porta dell'Informale a cura del prof. Fulvio Cervini.
La casa di Via del Forno ad Arma di Taggia dove Ezio Sclavi visse nel dopoguerra e dove morì il 31 agosto1968
Giudizi critici
Corrado Cagli presenta Ezio Sclavi – Galleria "Il Milione" 1933
Waldemar George presenta Ezio Sclavi – Galerie Bonjean Parigi 1933
Carlo Munari presenta Ezio Sclavi – da "Il Milione" Milano 1963
Alfonso Gatto presenta Ezio Sclavi Mostra alla galleria "il Babuino" Roma 1966
Immagini
Ezio Sclavi alla sua personale al Nereide di Arma di Taggia nell'agosto 1959
Marzo 1963 - Galleria 88 di Roma - Sclavi è al centro e a sinistra Giulio Turcato
Ottobre 1966 - Alla galleria del Babuino di Roma con Alfonso Gatto
Il portiere caduto alla difesa ultima vana, contro terra cela la faccia, a non veder l'amara luce. Il compagno in ginocchio che l'induce, con parole e con mano, a rilevarsi, scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla - unita ebbrezza - par trabocchi nel campo. Intorno al vincitore stanno, al suo collo si gettano i fratelli. Pochi momenti come questo belli, a quanti l'odio consuma e l'amore, è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere - l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima, con la persona vi è rimasto sola. La sua gioia si fa una capriola, si fa baci che manda di lontano. Della festa - egli dice - anch'io son parte.