12 maggio 2026 - La Lazio al Quirinale

Da LazioWiki.

Stagione

La gara Lazio-Inter 0-2 del 13 maggio 2026


Sarri dona la maglia biancoceleste al Presidente Mattarella
Il discorso del tecnico laziale
Mattarella saluta i due tecnici finalisti
Stretta di mano con il presidente Lotito
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Foto di gruppo dei calciatori con il Presidente
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La Lazio dona a Mattarella la medaglia commemorativa del primo scudetto
Gesto di sportività tra i tecnici Sarri e Chivu
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L'arbitro Guida
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Furlanetto e Isaksen
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I calciatori biancocelesti al Quirinale
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Il Presidente con i calciatori laziali
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La stretta di mano con Pedro
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Sarri all'uscita, pochi metri dietro il presidente Lotito
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La conferenza stampa di Sarri prima della finale. La Coppa resterà un sogno per questa occasione.
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Il 12 maggio le due finaliste dell’edizione 2025/26 della Coppa Italia, la Lazio e l’Inter, sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il giorno seguente la sfida avrebbe visto il successo dei nerazzurri campioni d’Italia per 2 a 0.

Nella prestigiosa Sala dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale, l’atmosfera che ha preceduto l’attesissimo scontro dell’Olimpico si è tinta fortemente di orgoglio biancoceleste. Ricevuti dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, atleti e tecnici laziali si sono presentati con la solennità di chi gioca nel giardino di casa propria, pronti a trasformare un prestigioso palcoscenico istituzionale nella rampa di lancio verso l'ennesima sfida sportiva. La delegazione, guidata dal presidente Claudio Lotito e dal tecnico Maurizio Sarri, ha manifestato fin dalle prime battute la consapevolezza di una missione speciale: riscattare l'annata e rimettere la Coppa Italia al centro della bacheca del club più antico di Roma. Mentre l'Inter si presentava con il fresco titolo di campione d'Italia, l’attenzione dell'evento si è focalizzata proprio sulla determinazione della Lazio, forte di una tradizione storica invidiabile nella competizione e mossa dal profondo desiderio di trionfare davanti ai propri tifosi.


Maurizio Sarri, prendendo la parola in rappresentanza del gruppo biancoceleste, ha sottolineato l'alto valore formativo del calcio, ponendo l'accento sulla dedizione e sul sacrificio che la sua rosa intende riversare sul rettangolo verde dell'Olimpico. Ecco le sue parole:

"Oggi io parlo in rappresentanza prima di tutto del mio gruppo squadra, quindi dei miei giocatori e del mio staff tecnico. Ma parlo anche in rappresentanza di una società che ha 126 anni di storia, e che nel corso della propria esistenza è stata anche riconosciuta come Ente Morale. Per il ruolo sociale svolto, per i valori portati avanti. Inoltre parlo in rappresentanza di un popolo, quello laziale, che mostra un amore immenso ed una grande passione per i nostri colori.

Parlando di passione, che penso nella vita sia un valore molto importante ed anche un motore per le nostre vite, io mi considero molto fortunato. Molto fortunato perché in tutti questi anni, andando al campo di allenamento, non ho mai avuto la sensazione che stavo andando a lavorare, ma stavo solo andando a coltivare una passione. Questo cerco di trasmettere sempre ai miei giocatori, insieme alla cultura del lavoro e alla cultura del miglioramento. Perché lo sport penso che pretenda prima di tutto di misurarsi con sé stessi. Solo dopo con gli avversari.

Domani andiamo in campo per una partita importantissima, una partita difficile contro un avversario di grandissimo valore. Avversari che naturalmente meritano ed avranno tutto il nostro più assoluto rispetto. Giocheremo con determinazione, nella speranza di dare una grande gioia al nostro popolo, quello laziale, ma anche consapevoli che ci sono tante cose che vanno poi al di là della vittoria e della sconfitta. Per cui noi domani facciamo il tifo per la nostra passione, il Calcio. Grazie Presidente."


Nei discorsi delle diverse autorità, interventi cui hanno preso parte anche il Ministro per lo Sport Andrea Abodi e i vertici di CONI e Lega Serie A, è emerso chiaramente come la sfida rappresenti una ghiotta occasione di rinascita sportiva proprio per i biancocelesti, determinati a ribaltare i favori del pronostico della vigilia. Il Presidente Mattarella, pur complimentandosi formalmente con i nerazzurri per i loro recenti traguardi nazionali, ha allargato la sua riflessione a tutto il movimento italiano, auspicando che la finale sia "un giorno di festa e uno spettacolo di grande sport" capace di trainare il rilancio internazionale del nostro calcio. Al momento degli scambi dei tradizionali gagliardetti e dei regali simbolici, lo sguardo dei giocatori laziali è apparso fermo e focalizzato, proiettato a quella finale che si disputerà sotto il cielo di Roma e che richiede l’abnegazione dei giorni migliori. Per i tifosi biancocelesti, il passaggio istituzionale al Quirinale assume il sapore di un'investitura: la città attende il verdetto del campo, con la Lazio pronta a far valere la legge dell'Olimpico.

In occasione dell’incontro istituzionale, la Lazio ha consegnato al Presidente Mattarella la medaglia commemorativa, realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) nel 2024, per il cinquantesimo anniversario del primo scudetto biancoceleste della stagione 1973/74. “Desideriamo esprimere, anche attraverso questo gesto simbolico, il profondo rispetto della S.S. Lazio verso le Istituzioni della Repubblica e verso il Presidente Mattarella, figura di equilibrio e riferimento per l’intero Paese. La medaglia del cinquantesimo anniversario del nostro primo Scudetto rappresenta un pezzo della storia sportiva italiana e della memoria collettiva della nostra comunità”, ha dichiarato il Presidente della Lazio Claudio Lotito.



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