Domenica 21 settembre 1986 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Messina 0-1

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21 settembre 1986 - 2290 - Campionato di Serie B 1986/87 - 2ª giornata

LAZIO: Terraneo, Podavini, Piscedda, V.Esposito, L.Brunetti, Fonte, Caso, Acerbis, Fiorini (26' Mandelli), Pin, Poli. A disp. Ielpo, Gregucci, Camolese, Sgarbossa. All. Fascetti.

MESSINA: Bosaglia, Napoli, Mancuso, Gobbo, R.Rossi, Bellopede, Venditelli, Orati, S.Schillaci, Catalano, Mossini. All. Scoglio.

Arbitro: Sig. Frigerio di Milano.

Marcatori: 81' Gobbo.

Note: giornata estiva, terreno in perfette condizioni.

Spettatori: 40.000 circa.

Mandelli in azione
Il biglietto della gara
La formazione biancazzurra

Il Messina ha inferto un durissimo colpo alla Lazio, conquistando sul terreno dell'Olimpico una vittoria che rischia di incidere pesantemente sulla rincorsa dei biancocelesti, che si trovano ancora a -8 in classifica. Forse gli uomini di Fascetti non meritavano una punizione cosi dura. Ma quando una squadra non possiede uomini di peso in attacco e non riesce quasi mai a tirare in porta, come è accaduto alla Lazio di ieri, rimane poco spazio alle recriminazioni. Inoltre, c'è da considerare che la formazione romana si è trovata di fronte un avversario ben organizzato, velocissimo e preciso in contropiede, che ha ripetutamente messo in imbarazzo i laziali, sbilanciati in avanti e poco decisi nel chiudere in difesa.

Tuttavia, nel conto totale va messa pure la sorte che non è stata amica dei padroni di casa. I laziali, infatti, costretti dall'handicap in classifica a vincere ad ogni costo, almeno sul loro terreno, al 26' perdevano per infortunio il centravanti Fiorini, la cui assenza accentuava la fragilità della linea attaccante. Al suo posto entrava il giovane Mandelli, bravo nel giocare la palla, ma troppo leggero, come il compagno Poli, per poter insidiare seriamente la solida difesa siciliana. Lo stesso Mandelli, quando le squadre erano ancora sullo 0-0, coglieva il palo al 63' con il portiere Bosaglia ormai battuto. La fisionomia della gara si era delineata fin dalle prime battute.

La partita andava avanti senza troppe emozioni. Stava per sbloccarsi con il palo colpito da Mandelli, ma quando sembrava che le due squadre non potessero andare oltre il legittimo risultato di parità, all'80' scendeva sugli spalti gremiti dell'Olimpico l'inattesa doccia fredda. Il solito Schillaci effettuava un largo giro al limite dell'area, dribblando almeno tre avversari, poi lanciava improvvisamente in profondità un ottimo pallone per Gobbo, scattato in area. Il siciliano aspettava l'uscita di Terraneo per insaccare di precisione. Alla Lazio, che aveva ampiamente guadagnato la sufficienza sul piano della volontà e a tratti anche del gioco,non rimanevano più tempo ed energie per tentare la rimonta. Negli spogliatoi si respirava un clima di profonda amarezza. Ma, nello stesso tempo, i giocatori sono apparsi tranquilli, convinti di aver subito una beffa dopo aver disputato una gara dignitosa. «Effettuare un solo tiro in porta - ha dichiarato lo sconsolato allenatore Fascetti - e vincere la partita, pur con tutto il rispetto per il Messina, mi sembra veramente troppo. I miei sono sembrati del polli in occasione della marcatura avversaria che potevano benissimo evitare».

Fonte: La Stampa