Domenica 24 maggio 1981 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 0-1

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24 maggio 1981 - 34 - Campionato di Serie B 1980/81 - XXXIV^ giornata

LAZIO: Marigo, Spinozzi, Pighin, Perrone (73' Simoni), Pochesci, Citterio, Viola, Bigon, Garlaschelli, Mastropasqua, (82' Greco), Chiodi. A disp. Nardin, Sanguin, Marronaro. All. Castagner.

SAMPDORIA: Garella, L.Pellegrini, Ferroni I, Vella, Logozzo, Galdiolo, Genzano, Roselli, G.Sartori (55' Chiorri), Del Neri, De Ponti. A disp. Bistazzoni, Arnuzzo, Redeghieri, Orlandi. All. Riccomini.

Arbitro: Sig. Michelotti (Parma).

Marcatori: 73' Roselli.

Note: giornata calda, terreno in ottime condizioni. Ammonito Bigon, espulsi Del Neri e Spinozzi.

Spettatori: 40.000 circa.

Il goal di Roselli

La Sampdoria rilancia la corsa alla serie A costringendo la Lazio alla quinta sconfitta stagionale, seconda casalinga dopo quella con il Milan. Lo scarto è minimo (1 a 0). le recriminazioni laziali abbondanti, tutte legate però ad un unico episodio allo scadere del primo tempo quando, su un angolo di Mastropasqua, De Ponti appena dentro la propria area di rigore cercando di intercettare la palla di testa la rimetteva oltre il fondo nettamente con la mano. Michelotti — oculatissimo in ogni altra sua decisione — probabilmente era coperto: fatto sta che non è minimamente intervenuto e le proteste dei laziali non l'hanno convinto ad interpellare il guardalinee ma solo, alla fine, ad ammonire Bigon.

L'episodio è dubbio, la tesi (eventuale) dell'involontarietà labile, ma tutto sommato fa si che la partita sia stata vinta dalla squadra che sul campo, ha dimostrato maggior lucidità offrendo allo spettatore le trame migliori di gioco, creando anche le occasioni più favorevoli per segnare. La Sampdoria comunque, per imporsi ha dovuto attendere la metà del secondo tempo ed ha capitalizzato, per farlo, lo scriteriato buttarsi in avanti della Lazio. Era il 71' quando Genzano ha recuperato a centrocampo un pallone allungandolo lestamente a Del Neri mentre Roselli si smarcava sul centrodestra dettando il passaggio al compagno pronto a servirlo. Roselli controllava, entrava con dribbling a rientrare un paio di laziali e batteva Marigo. Uno a zero dunque che gelava il pubblico laziale fino a quel punto scaldatosi, episodio del non concesso rigore a parte, soltanto all'annuncio che la Juventus stava vincendo annullando cosi le residue aspirazioni romaniste.

Per il resto la Lazio non aveva fatto gran che per soddisfare i propri tifosi; protesa all'attacco la squadra di Castagner mostrava lucidità soltanto in qualche affondo di Citterio, mentre più per la platea che fine a se stessi, erano i palleggi di Viola, ancor meno produttivo l'apporto di un Bigon e di un Mastropasqua che mai riuscivano a dettare il gioco in maniera convincente. In avanti si batteva caparbio Garlaschelli mentre al suo fianco Chiodi era quasi patetico nella sua pochezza. E visto che della retroguardia solo Pochesci mostra una certa autorità, risulta abbastanza chiaro come la Sampdoria ben diversamente organizzata intorno a Del Neri, riuscisse a controllare la partita senza eccessive difficoltà.

Piuttosto i genovesi mostravano i propri limiti nel concretizzare le buone trame che si snodavano veloci sino alla tre quarti avversaria per poi abortire nella mancanza di qualcuno che trovasse il corridoio giusto per andare a rete. Risultava così che, fino al gol, gli unici pericoli corsi dai due portieri erano venuti da pericolose ed autolesionistiche deviazioni dei loro compagni di squadra. Dopo il gol la Lazio accentuava i suoi attacchi come naturale, senza tuttavia riuscire a creare grosse paure a Garella anche perché Mastropasqua (79') e Garlaschelli (89') provvedevano a spedire malamente alto palloni da posizione favorevole. Nel frattempo la Sampdoria, dopo aver trovato con la sostituzione di Sartori con Chiorri una maggior capacità di rendere più pericoloso il proprio contropiede (e difatti veniva anche il gol), sfruttava i maggiori spazi che la Lazio lasciava per imbastire altre azioni ficcanti che avrebbero anche potuto permetterle di chiudere anzitempo la partita.

Clamoroso, anche per le conseguenze, risultava così il pallone ben lavorato dal solito Del Neri all'87' con servizio smarcante per Chiorri il quale, però, cincischiava, perdeva la palla finendo a terra con Spinozzi. I due non trovavano di meglio a questo punto che scalciarsi e Michelotti, sul cui cartellino giallo erano già finiti cinque nomi, non esitava ad espellerli.

Fonte: La Stampa