Domenica 26 giugno 1938 - Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Bologna 6-1

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26 giugno 1938 - Amichevole

LAZIO: Blason, Zacconi, Monza, Baldo (46' Ferraris (IV)), Ramella, Milano, Busani (46' Capri e dal 75' Dagianti), Marchini, Piola, Camolese (46' Dagianti e dal 75' Vettraino), Menti (46' Costa). All. Viola.

BOLOGNA: Ferrari, Pagotto, Gasperi, Montesanto, Maini, Corsi (46' Casagrande), Biavati, Sansone, Puricelli (Fedullo), Carta, Reguzzoni. All. Velez.

Arbitro: sig. Tonnetti.

Marcatori: 1' Puricelli, 8' Piola, 46' Piola (rig), 65' Costa, 70' Piola, 73' Costa, 81' Vettraino.

Note: in prova nella Lazio l'ala Menti del Vicenza che nel 1936/37 ha giocato con la Juventus. In campo, per l'occasione, anche Attilio Ferraris che nella stagione ha militato nel Bari; assente Viani in prestito all’Ambrosiana; nella ripresa, Busani esce al 61' per infortunio al ginocchio ed esce, sempre per infortunio, anche Capri, mentre Camolese chiede di uscire dopo il primo tempo perché febbricitante; dopo il quarto goal della Lazio espulso Gasperi per proteste.

Spettatori: 4.000 circa.


Il neo campione del Mondo Silvio Piola premiato dal Presidente biancoceleste Riccardi
da Il Littoriale
I due nazionali azzurri Biavati e Piola prima dell'incontro amichevole
Due momenti della partita
Da Il Calcio Illustrato

L'articolo de Il Littoriale titola: "Lazio batte Bologna 6-1. Esperienza di anziani e ardore di giovani portano la Lazio al clamoroso successo".

L’X misteriosa che prometteva chi sa quali incognite sulla formazione della Lazio ha partorito, al dunque, un modesto topolino. L'ala sinistra Menti del Vicenza, che giocò il campionato 1936-37 per la Juventus ed era, quindi già nota al pubblico romano. Bel giocatorino, dotato di buona tecnica, ma esile, scarso di peso; e che comunque, fatto il bilancio dei numeri negativi e positivi non ci sentiremmo cii considerare decisamente migliore di Costa e Capri. Alle ali della Lazio, del resto, si sono avvicendati ben quattro giocatori, perché la partita, nonostante il carattere amichevole, è stata ricca di incidenti, tutti fortuiti del resto. Nella Lazio, la cosa più interessante è stato il gioco di Ramella, il quale benché a corto di allenamento e sul finire anche lui di nuovo zoppicante per un calcio ricevuto alla gamba precedentemente offesa, ha fatto vedere i suoi ottimi numeri, il suo sistema sbrigativo, senza fronzoli, ma quanto mai redditizio. Un sistema dinanzi al quale anche coloro che adesso avanzano dubbi, increduli, dovranno inchinarsi, in campionato. È il sistema che il gioco moderno consiglia ed esige. Le novità del Bologna, assenti Ceresoli, Andreolo e Fiorini, si sono limitate all'annunciato innesto di Carta. Il ragazzo ci è piaciuto nel primo tempo come mezzo sinistro; non è stato possibile giudicarlo nella ripresa quando si è spostato al centro, tanto insistente, quasi ininterrotta e schiacciante, è stata la supremazia della Lazio. Puricelli, che vedevamo per la prima volta, e che ha giocato il primo tempo al comando dell'attacco, è apparso elemento di classe e di grandi possibilità; ma ci sembra tuttavia ancora fuori ambiente e comunque non pronto nell'intuire e nell'assimilare il metodo italiano e le caratteristiche di gioco dei compagni.

I Campioni del mondo. Piola da una parte e Biavati dall'altra sono stati i giocatori che più hanno entusiasmato, e dal gioco più consistente. Anche Biavatino, nel primo tempo non ha tardato con le sue azioni travolgenti incisive a cattivarsi le simpatie del pubblico. Peccato che nella ripresa, mentre la Lazio, pungolata dall'innesto di giovani energie desiderose di emergere (i Dagianti, i Vettraino) e di un anziano che non tramonta (Attilio Ferraris) aveva ancora in Piola l'alfiere e la punta di diamante, nel Bologna Biavati, non secondato dai compagni, doveva forzatamente ridurre il suo ritmo. Ai due campioni del mondo, prima dell'inizio e dopo una serie abbondante di fotografie, sono stati offerti doni. Il Bologna ha regalato a Piola un portasigarette; la Lazio un cronometro d'oro a Biavati e all'assente Andreolo.

Le principali fasi del gioco. Il Bologna era in vantaggio appena un minuto dopo, proprio mentre l'altoparlante della radio descriveva la fulgida vittoria di Nearco a Parigi. Fallo di Baldo su Carta, punizione di Corsi. Raccoglie Biavati che. centra di precisione e Puricelli di testa mette in rete la palla dopo averla fatta battere sul palo. Alternative vivaci, con una certa prevalenza offensiva bolognese. Ma all'8’ su azione partita da Ramella e sviluppata da Piola e Busani, Piola, con un astutissimo tiro raso palo, metteva in rete il pallone del pareggio. Questo pallone era il segnale di una ripresa di attività della Lazio, che impegnava Ferrari e rasentava altre occasioni di segnare. Al 16' in una mischia sotto la porta bolognese, Busani nel compiere una rovesciata veniva colpito a un ginocchio, e lasciava il campo sostituito da Capri. Alla mezz'ora, anche Camolese febbricitante veniva ritirato: entrava in campo Dagianti come mezzo destro e a sinistra si spostava Marchini. Indi, al 35' anche il Bologna sostituiva Corsi col giovane Casagrande. Il primo tempo, finiva però senza variazioni nel punteggio.

Nella ripresa, la Lazio schierava Attilio Ferraris IV e Costa al posto di Baldo e Menti; il Bologna Fedullo e Carta, al posto di Carta e Puricelli. Subito alla discesa iniziale la Lazio passa in vantaggio. Marchiano fallo di mano bolognese in area: Piola trasforma l’inevitabile rigore. Su calcio d'angolo al 6', per pochissimo non segna ancora Attilio Ferraris. La prevalenza laziale si fa sempre più intensa: il Bologna non riesce ad ottenere che due angoli, mentre i bianchi laziali segnano ancora al 20' con Costa (il quale si era visto respingere dalla traversa, poco prima, un tiro imparabile) e al 25' con Piola su serie entusiasmante Marchini-Vettraino-Dagianti. Vettraino aveva preso qualche minuto prima il posto di Dagianti, il quale si era spostato all'ala destra, in seguito all’azzoppamento di Capri. I bolognesi, infatti, non fanno molti complimenti: e anche Monza al 13' era rimasto un paio di minuti a terra, in seguito a un violento scontro di testa con Carta. Il quarto goal della Lazio non convince troppo Gasperi, che, allegando un ipotetico fuori gioco, protesta tanto vivacemente che si fa espellere dall'arbitro. I laziali sempre più lanciati, con Vettraino e Dagianti che danno spettacolo, possono così segnare altri due punti al 28' con Costa su raso terra di Vettraino, e ai 36' con Vettraino stesso, servito dà Dagianti, e sfiorano altre vòlte il successo,' benché sul finire anche Ramella zoppichi, e si sposti all'ala destra. Negli ultimi momenti due tentativi di Reguzzoni e Biavati si concludono con tiri fuori bersaglio: