Domenica 30 ottobre 1983 - Milano, stadio Giuseppe Meazza – Milan-Lazio 4-1

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30 ottobre 1983 - 2182 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1983/84 - VII giornata

Milan: Piotti, Gerets, Evani, Tassotti, F.Galli, Baresi II, Carotti, Battistini, Blissett, Verza, Damiani (59' Incocciati). A disp. Nuciari, Icardi, Spinosi, Manzo. All. Castagner.

Lazio: Cacciatori, Filisetti, Vinazzani, Manfredonia, Batista, Spinozzi (73' D'Amico), Cupini, Marini, Giordano, Laudrup (73' Meluso), Piraccini. A disp. Orsi, Piscedda, Podavini. All. Morrone.

Arbitro: Pieri (Genova).

Marcatori: 13' Battistini, 19' Blissett, 40' Battistini, 47' Manfredonia, 55' Carotti.

Note: giornata di pioggia, terreno allentato. Ammoniti Verza e Vinazzani per gioco scorretto. Esordio in serie A per il neo-acquisto Filisetti. Angoli 4-3 per la Lazio. Sorteggio antidoping negativo.

Spettatori: 41.452 Incasso £. 226.293.000.

Giordano a fine gara
Il colpo di testa di Blissett
Dal Corsport del 31/10/83. Gent.Conc. www.magliarossonera.it)

Continua a funzionare la «legge» del Milan a San Siro: quattro partite, otto punti. Per di più stavolta con un buon bottino a spese della Lazio, recidiva in materia. Se Incocciati verso la mezz'ora della ripresa non avesse fallito un gol già fatto, a quest'ora le cronache decanterebbero un'altra cinquina firmata dal vecchio diavolo sulla schiena della Lazio che ha molti problemi tattici e di classifica da risolvere. Anche l'Inter è avvertita, il Milan è in gran forma e lo ha dimostrato con un calcio veloce, tutto di prima, fatto di smarcamenti e di traversoni precisi ed efficaci: Castagner pian piano sta costruendo un complesso moderno, capace di incutere timori a chiunque. Con Gerets e Blissett che stanno ambientandosi nel nostro calcio, con un «mostruoso» Evani, con due corazzieri come Battistinl e Verza a centrocampo, questo Milan può fare molta strada considerato che Carotti sta maturando sul piano tattico e che Galli come stopper è quasi perfetto. Se si aggiunge un Baresi che gioca... alla Baresi, senza la necessità di antipatici confronti con altri campioni nostrani o brasiliani, mentre Damiani è più che mai un inguaribile vecchiaccio innamorato del pallone e pronto a ridicolizzare l'avversario di turno (a costo di sbagliare qualche appoggio) ne consegue che il successo di ieri è motivato e non soltanto causato dalla scarsa consistenza tecnica della Lazio amaramente seguita dalla tribuna da John Chinaglia e dal suo numeroso staff di collaboratori. Batista è ancora lontano dai livelli brasiliani, Spinozzi è sembrato un mediocre giocatore alle prese con problemi fisici, e non soltanto fisici, mentre il centrocampo praticamente non è esistito visto che nessuno degli appartenenti a questo reparto ha meritato la sufficienza.

Soltanto la «vecchia guardia», cioè la coppia Manfredonia-Giordano ha cercato di reagire ma l'impresa è stata impossibile, non si può giocare in due contro undici avversari scatenati. Il primo tempo ha visto il Milan manovrare a sessanta all'ora con la Lazio a guardare, stupita se non proprio scioccata da tanto vigore. Gli uno-due dei rossoneri si trasformavano in sonanti ceffoni per i laziali, che non hanno mai saputo applicare marcature attente, applicando una «zona» assai fragile e a volte ridicola. Gerets e Evani avanzavano a turno con la perfezione del pendolo che batte i secondi: soltanto Piraccini cercava di frenarne lo slancio mentre Galli bloccava il deludente Laudrup e Tassotti affrontava Giordano senza ricorrere a mezzi drastici in nome dell'antica amicizia trasteverina.

Il giovane Filisetti, lanciato in mischia a quattro giorni dall'acquisto, ha subito sofferto «Flipper» Damiani al pari di Manfredonia, costretto a contenere un Blissett in vena, preciso nel palleggio e negli appoggi, pronto peraltro a sua volta a smarcarsi per avanzare, come testimoniano il palo colpito al 42', sul 3 a 0 per il Milan, e la rete messa a segno di testa ad inizio di ripresa. Non è una coincidenza che in due delle quattro reti firmate dal Milan ci sia lo zampino di Evani, i cui cross sono un invito a nozze per Blissett e soci, mentre in altrettante occasioni si è inserito felicemente il destro di Carotti, un ragazzo di 23 anni al quale il periodo trascorso in provincia (Ascoli) sembra avere fatto molto bene.

Al resto ha pensato Battistini che, con una doppietta con due gol di forza, conferma che in questo Milan di Castagner buona parte dei giocatori sono potenzialmente dei marcatori. Giustamente la goleada è stata completata da Carotti mentre Incocciati avrebbe potuto fare sfruttare la sua mezzoretta di gioco con un gol e rilanciare così le sue giocate della squadra di Castagner, che diverte e segna a ripetizione.

Enzo Bearzot una volta tanto si è divertito: «Più che i limiti della Lazio io sottolineerei i meriti del Milan il cui calcio veloce è davvero notevole. Una buona premessa per l'imminente derby cui assisterò anch'io: sono convinto che sarà giocato col coltello fra i denti».

«Qualcuno approfitta troppo della mia bontà»: cosi Giorgio Chinaglia, scuro in volto dopo la brutta sconfitta. «Per ora preferisco non parlare, voglio attendere domani quando avrò incontrato i giocatori e il tecnico. Così non si può andare avanti. Io non voglio guardare in faccia a nessuno e se ci sono provvedimenti da prendere non ho problemi a farlo. Finora non ho mai voluto interferire nelle scelte tecniche, ma visto che ormai nella Lazio faccio di tutto, vedrò se è il caso di intervenire anche in questo campo». Dopo questo sfogo, il presidente della Lazio spiega la sconfitta: «E' stata una brutta gara, abbiamo giocato molto male e ho visto solo una reazione all'inizio del secondo tempo».

Fonte: La Stampa