Domenica 31 maggio 1942 - Milano, stadio San Siro - Milano-Lazio 2-5
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31 maggio 1942 - 679 - Serie A 1941/42 - XXVIII giornata
MILANO: Rossetti, Remondini, Toppan, Antonini, Vannucci, Sandroni, Bollano, Todeschini, Cappello (IV), Granata, Rosellini.
LAZIO: Gradella, Romagnoli (II), Monza (II), Camolese, Ramella, Ferri, Baldo, Pisa (I), Piola, Flamini, Puccinelli. All. Popovic.
Arbitro: sig. Galeati di Bologna - Guardalinee: sigg. Fortini e Selva.
Marcatori: 14' pt Puccinelli, 19' pt Cappello (IV), 22' pt Puccinelli, 23' pt Cappello (IV), 34' pt Piola, 17' st Piola, 28' st Puccinelli.
Note: cielo che è andato man mano schiarendosi. Manto erboso buono. Angoli 3 a 1 per la Lazio.
Spettatori: 8000.




Mentre i giapponesi bombardano Sydney, il giorno prima della gara avviene il bombardamento britannico con 1000 bombardieri su Colonia, notizia non fatta trapelare dalla censura, la Lazio s'è presa un'altra bella soddisfazione liquidando con un sonante cinque a due il Milano all'ombra della Madonnina.
La Gazzetta dello Sport titola "La squadra di Piola dimostra il suo stato di grazia contro la frammentaria formazione milanista".
I rossoneri hanno perso la gara... quando hanno formato la squadra. Perché Remondini al posto di Boniforti ha costituito il buco più grosso in un reparto di difesa che in fatto di buchi rassomiglia ad una fetta di gruviera del buon tempo antico. Perché, se Antonini era tornato, non era punto voglioso di giocare Boffi, stanco con un ginocchio ancora gonfio; quindi necessità di spostare Todeschini fra gli avanti e dissesto supplementare di quella mediana che avrebbe dovuto almeno far argine davanti alla cosiddetta difesa. In definitiva il Milano non ha potuto opporre alla Lazio che dei mozziconi di squadra e fra questi mozziconi il solo che abbia avuto mordente e continuità d'azione è stato l'attacco, che infatti è riuscito a dare al primo tempo un certo senso d'equilibrio. Ma ci voleva ben altro per fronteggiare la Lazio di questo periodo, cioè una squadra che ha soprattutto la caratteristica di essere squadra, con una difesa organizzata, un perno sempre presente in ogni fase del gioco come Ramella, un palleggiatore brillante come Flamini, un'intesa impeccabile fra uomo e uomo ed un Piola che si sbizzarrisce a far da specchietto per le allodole (delle allodole incaricate di sorvegliare un falco) ed a pescare il compagno libero, lasciando con un palmo di naso i due e tre avversari “incantati” dalla sua azione.
Il "sistema" di prenderne troppi. Gira e rigira, con diversi uomini ma con eguali difetti, questo Milano ha trovato modo di ripetere contro la Lazio la stessa partita negativa giocata nei confronti del Torino: persino il risultato è identico. Ed assai simile è stato lo svolgimento della gara, pari la frequenza delle reti. Perché, come si è detto, nel Milano è rimasto come reparto brillante l'attacco: non tanto per il gioco che fa (manca di continuità e ciò si spiega con tutti i guai che deve superare nelle retrovie) ma per l'incisività da fionda dei suoi arrembaggi. Anche ieri Cappello ha dato stoccate intelligenti seppur non tutte fortunate e la recluta Granata, pur avendo fallito un paio di tiri che avrebbero capovolto la situazione, ha dimostrato di possedere l'arte tutta rossonera del lancio in profondità. Sui suoi servizi (fatti a palla radente e non a pallonetti come è diventato il vizio comune a tutti i rossoneri) Cappello ha pescato una palla da rete e Bollano il miglior traversone della giornata, su un suo traversone Cappello ha avuto il più bell'intervento di testa ed è stato bravo Gradella (in questa come in parecchie altre occasioni) a cavare la palla dallo specchio della sua rete. Tutta qui la vitalità del Milano, brillantemente fronteggiata dai settori arretrati laziali e dai brillanti terzini che rispondono ai nomi di Monza e Romagnoli.
Per il resto, l'onesto Vannucci ha dato il possibile per reggere al massacrante lavoro di tenere un Piola in ottima forma, Toppan e Antonini e Sandroni hanno marciato a strappi... col risultato che Puccinelli si è trovato libero tutte le volte che Piola ha voluto o che quando hanno curato il girovago Puccinelli si è trovato libero Piola (terza rete). Nel finale poi il Milano, che neppure da Rossetti ha avuto tutto quello che di solito sa rendere il bel portierino, ha mostrato di averne abbastanza. E se Cappello ha chiuso la giornata con un tiro dei suoi, ben rintuzzato da Gradella, dall'altra parte Piola ha fatto il donno ed il padrone in campo, pur evitando di andare a fondo nella segnatura. Insomma, la Lazio è una gran bella squadra, specialmente in questo periodo, ma il Milano occorre riveda il sistema... o meglio gli uomini chiamati a farlo stare in piedi. Forse potrebbe bastare la ricostituzione della coppia di laterali Antonini-Todeschini, che riempiono il gran vuoto che ieri si è notato al centro del campo.
I gran colpi di maglie. Come sempre quando è di scena il Milano, si arriva presto all'occasione da rete e Cappello mette fuori il tiro su lancio Granata-Bollano, mentre Gradella è battuto sul tempo dell'uscita. Subito dopo è Puccinelli che rendo la cortesia. Ma al 14' Piola, attorniato dal solito grappolo di custodi (per un attimo egli è parso in fuori gioco) dà indietro a Puccinelli spostato al centro: tiro comodo e rete. Gradella sventa il colpo di testa di Cappello sulla centrata di Granata, e un minuto dopo (19') lo stesso Cappello riceve una palla alta (ci parve sfiorata dalla testa di Ramella) al di là dei terzini: si rigira a volo e mette dentro: pareggio. Ma dura poco: al 22', ancora su azione di Piola, Puccinelli anche stavolta appostatosi al centro è reso libero e padrone della palla, che ficca a rete lambendo la faccia interna del palo. Un minuto dopo altro pareggio: palla ficcante di Granata, leggero tocco di mano di Monza e Cappello lanciato come una catapulta: tiro fulminante sull'uscita del portiere, rete fatta. A1 34' terza rete laziale, con la variante che questa volta è Puccinelli (sempre spostato al centro) che si attira le attenzioni dei difensori ed è Piola tutto libero (non gli deve parer vero) che riceve il corto passaggio e segna da breve distanza. Sul 3-2 si chiude il tempo, dopo che una quarta rete laziale è stata annullata dal tempestivo fischio del l'arbitro per un fuori gioco che forse non c'era e dopo che Granata ha mancato un facile tiro da breve distanza.
Alla ripresa, per un quarto d'ora il Milano mena la danza e Gradella ha ottimi interventi su Todeschini e su tiri di Cappello, nonché una dura parata su angolo di Rosellini. Ma è la Lazio che arrotonda il suo punteggio, per merito di Piola che si sferra davanti da Vannucci e spara in piena corsa (17’) e poi per abilità di Puccinelli che scappa via con azione personale, si porta avanti la palla a lievi colpi di testa e arriva a bersaglio. Qualche tentativo di Cappello e Granata di diminuire il distacco si infrange contro i terzini o contro Gradella (che ha anzi un brillantissimo intervento) poi l'accademia finale di Piola.