Domenica 4 febbraio 1996 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Bari 4-3

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4 febbraio 1996 - 2685 - Campionato di Serie A 1995/96 - XX giornata

LAZIO: Marchegiani, Nesta, Favalli (74' Bergodi), Di Matteo, Negro, Chamot, Signori, Fuser, Casiraghi, Winter (46' Marcolin), Boksic (88' M.Esposito). A disp.: F.Mancini, Gottardi. All. Zeman.

BARI: Fontana, Mangone (75' Ficini), Sala (46' Ripa), Montanari, Manighetti, Gautieri, Pedone (54' Parente), Ingesson, Gerson, Andersson, Protti. A disp.: Bigica, Annoni. All. Fascetti.

Arbitro: Tombolini (Ancona).

Marcatori: 8' Protti (rig), 22' Signori (rig), 26' Signori (rig), 30' Signori, 64' Andersson, 78' Boksic, 81' Protti (rig).

Note: ammoniti Montanari, Protti, Mangone, Andersson. Calci d'angolo: 7-4.

Spettatori: 35.538 con un incasso di £.1.235.370.000.

Dal Guerin Sportivo: foto della gara
Dal Guerin Sportivo: foto della gara
Dal Guerin Sportivo: foto della gara
Un articolo evidenzia il gesto di Casiraghi che evita una sanzione al portiere avversario
Il goal di Boksic

Si chiama Daniele Tombolini, è un marchigiano di Loreto, a giugno compirà 36 anni e fa l'enologo, una professione che potrebbe suggerire maliziose insinuazioni sulle sue malefatte domenicali. Tombolini è l'arbitro che meno di due mesi fa a San Siro non vide una respinta da pallovolista di Angloma nell'area del Torino, negando al Milan un netto rigore. Chissà se perseguitato dalla sindrome di quel clamoroso errore, arrivato alla quindicesima direzione in serie A, Tombolini all'Olimpico ha esagerato in senso opposto. Ha distribuito due rigori per parte, almeno la metà dei quali inventati o quasi, ha punito molto le proteste e poco i falli, concludendo la sua domenica maledetta con un'altra sconcertante svista. Mancavano pochi secondi al 90' allorché Casiraghi è schizzato via in contropiede nel deserto della metà campo barese, costringendo Fontana ad avventurarsi fuori dalla propria area per una respinta con la mano destra che avrebbe meritato l'inevitabile espulsione. Lontano dall'azione, Tombolini non ha saputo che pesci prendere perché non aveva visto nulla. Più che delle spiegazioni di Fontana, che giurava di aver colpito il pallone con una gamba, si è fidato di Casiraghi, che ha preso sorprendentemente le difese del portiere avversario, risparmiandogli il cartellino rosso. Peccato che Tombolini sia diventato il protagonista in negativo della domenica romana perché la partita che opponeva il miglior attacco alla peggior difesa della serie A ha avuto alcuni protagonisti positivi in senso assoluto. Uno è stato Signori, alla quinta tripletta della carriera, un bottino che gli consente di scavalcare Chinaglia nella classifica dei cannonieri laziali con 79 gol (contro i 77 di Long John). Un altro protagonista è stato Protti, che ha trasformato due rigori ed è tornato a guidare da solo la graduatoria dei bomber, facendosi però notare anche per un brutto gesto di rabbia (si è sfilato la maglia e ha minacciato di andarsene allorché Tombolini ha concesso il secondo rigore alla Lazio). Un protagonista di rilievo è stato anche Boksic, a tratti addirittura inarrestabile, capace di accelerazioni improvvise e devastanti, di scambi ed incroci da manuale, di assist deliziosi e di un gol da incorniciare (dribbling vincente su Montanari e sinistro che beffa Fontana). Un protagonista lo è stato pure Fascetti, al quale la curva Nord aveva dedicato uno striscione affettuoso, ricordando che nella seconda metà degli anni Ottanta l'allenatore aveva dapprima salvato la Lazio dalla serie C e poi l'aveva riportata in A. La sapienza tattica del mister toscano aveva scovato le giuste contromisure per arginare una squadra che sul proprio campo ha vinto otto partite su undici e ha segnato complessivamente 34 gol. Andersson e Protti stavano larghi sulle fasce per frenare le proiezioni di Favalli e Nesta, limitando così il sostegno dei due difensori ai centrocampisti della Lazio, che finivano per trovarsi in minoranza. Ma Fascetti non aveva fatto i conti con Tombolini, che dapprima consentiva al Bari di passare in vantaggio (Marchegiani avrebbe confessato di aver toccato con un gomito Gautieri lanciato a rete), ma poi lo puniva con due rigori, prima di regalargli l'illusione del possibile pareggio con l'invenzione di un altro penalty. Al resto, nel frattempo, avevano provveduto le intuizioni di Boksic e l'infallibilità dal dischetto di Signori. "Peccato, avremmo meritato di non perdere, si sarebbe limitato a commentare Fascetti, in quanto all'arbitro, posso soltanto augurargli che la Tv gli dia ragione".

Fonte: Corriere della Sera