Domenica 5 giugno 1988 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Brescia 2-0

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5 giugno 1988 - 36 - Campionato di Serie B 1987/88 - XXXVI^ GIORNATA

LAZIO: Martina, Marino, Beruatto, Pin, Piscedda, Camolese, Savino, Acerbis, Rizzolo (75' Galderisi), Caso (78' Muro), Monelli. A disp. Salafia, Brunetti, Foschi. All. Fascetti.

BRESCIA: Bordon, Testoni (52' Boninsegna), M.Manzo (52' Beccalossi), Mileti, Chiodini, Argentesi, Occhipinti, Bonometti, Iorio, Zoratto (I), P.Mariani. All. Giorgi.

Arbitro: Sig. Nicchi (Arezzo).

Marcatori: 26' Piscedda, 57' Rizzolo.

Note: tempo bello dopo la pioggia della mattinata; terreno in buone condizioni. Ammoniti: Caso ed Occhipinti. Dopo 5' di gioco i laziali hanno dovuto cambiare i calzoncini bianchi che si confondevano con quelli degli avversari.

Spettatori: 30.000 circa con 18.133 paganti per un incasso di £. 306.224.000.

La rete di Piscedda (in alto) e il raddoppio di Rizzolo (in basso)
L'esultanza di Piscedda
Alcuni ritagli di giornale sulla partita (Gent.conc. Giovanni Pantano)
Il saluto finale

La Lazio sbriga con un gol per tempo la pratica-Brescia, approfitta della sconfitta del Catanzaro a Lecce e si avvicina cosi a grandi passi verso la serie A. Ora, in effetti, i biancazzurri «vedono» l'ambito traguardo e i loro stessi sostenitori se ne sono resi subito conto, tanta è stata la festa improvvisata sugli spalti a fine partita. Costretta a giocare in uno stadio stile-Marassi nuova maniera (ovvero senza la curva Nord, nido dei tifosi biancazzurri, abbattuta per i lavori di ristrutturazione dell'Olimpico), la Lazio cominciava il match un po' titubante.

Affrontare una squadra solida e senza problemi di classifica come il Brescia non era impresa da poco, infatti le rondinelle tenevano in mano le redini del gioco per i primi 20'. Mlleti e Zoratto sembravano dominare il centrocampo laziale, che doveva patire l'assenza del leader Muro, messo ancora una volta in castigo dal tecnico Fascetti. Per i bresciani, in questo arco di tempo, due le occasioni, la prima delle quali ghiottissima. Al 7' Mileti sparava un bolide da fuori area che Martina respingeva a terra sul piedi di Mariani, il quale non sapeva fare meglio che tirare tra le braccia del portiere laziale, sorpreso da tanta grazia. Al 22' lo stesso Mariani tentava di rifarsi, ma dopo essersi liberato in area di Marino veniva anticipato in uscita ancora da Martina.

Solo allora i padroni di casa si svegliavano, ed al 23' Rizzolo, autore di una grande prestazione, si girava in area bresciana e colpiva il palo con uno splendido tocco di interno sinistro. Da quel momento la partita cambiava volto. La Lazio schiacciava gli avversari grazie soprattutto alle incursioni sul fronte destro di Caso. Al 25' Monelli in area aveva la palla buona ma sul suo tiro salvava Chiodini in scivolata. Era il classico preludio al gol, che arrivava al 27': punizione-bomba dal limite di Piscedda e palla sotto la traversa. Sulla scia della rete del vantaggio, gli uomini di Fascetti cercavano il colpo del k.o. Al 32', Caso riceveva un lancio in verticale di Beruatto e di prima serviva al centro dell'area lo smarcatissimo Savino: splendido il suo pallonetto su Bordon in uscita ma altrettanto spettacolare il salvataggio di testa di Manzo sulla linea di porta. Il Brescia non riusciva più a superare la metà campo ma, nonostante tutto, arrivava al riposo con un solo gol di svantaggio. Ad inizio ripresa, la svolta definitiva della partita. L'allenatore bresciano Giorgi tentava il tutto per tutto scegliendo la soluzione del suicidio tattico: al 51' fuori i terzini Testoni e Manzo, dentro Beccalossi e Boninsegna, un centrocampista non certo di copertura ed una mezza punta. Per il Brescia era la fine. Nella difesa lombarda si aprivano varchi infiniti dove Monelli e Rizzolo facevano il bello e il cattivo tempo. Al 56' quest'ultimo partiva da metà campo in contropiede ma Bordon salvava in uscita. Sul conseguente calcio d'angolo Beruatto centrava a mezza altezza e Rizzolo, ancora lui, era liberissimo di incornare la palla del facile 2-0.

Fonte: La Stampa