Domenica 5 maggio 1985 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 0-1

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5 maggio 1985 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - XXVIII giornata

LAZIO: Orsi, Filisetti, Calisti, Spinozzi, Storgato, Manfredonia, Fonte, Vinazzani (49' Toti), Giordano, Laudrup (46' Marini), Garlini. A disp. Cacciatori, Vianello. All. Oddi. D.T. Lovati.

AVELLINO: Paradisi, Garuti, Vullo, Colombo A., Amodio (49' Murelli), Zandonà, Pecoraro, Tagliaferri, Barbadillo (69' Lucarelli), Colomba, Faccini. A disp. Coccia, Iannuzzi, Alessio. All. Angelillo.

Arbitro: Redini (Pisa).

Marcatori: 87' Colomba.

Note: ammoniti Giordano, Garuti, Spinozzi e Colombo. Al 49' Amodio, ferito alla testa in uno scontro con Fonte, è costretto a lasciare il campo. Angoli 7-4 per la Lazio.

Spettatori: 30.000 circa.

Il biglietto della partita
Due fasi di gioco

Con il presidente Chinaglia negli States per la comunione della figlia e davanti a un Olimpico inferocito per l’immanente retrocessione (molti fischi per Giordano, accusato di volersene andare addirittura alla Roma), la Lazio si arrende al pratico Avellino di Angelillo. Ancora un 1-0 come all’andata: allora per un autogol di Filisetti, stavolta per un’iniziativa solitaria di Colomba a due minuti dalla fine. Anche con un pareggio, intendiamoci, non sarebbe cambiato nulla. I biancocelesti, con un Laudrup a mezzo servizio per il timore del riacutizzarsi del problema muscolare alla coscia manifestatosi la settimana prima a Verona, non hanno creato grossi problemi a Paradisi e alla difesa irpina. Un paio di spunti di Giordano, un colpo di testa alto di Garlini, e un ruminare gioco senza costrutto, tanto da permettere all’Avellino di giostrare ai propri ritmi, pressare i portatori di palla e colpire appunto al momento opportuno, proprio mentre la Lazio si stava sbilanciando cercando un confuso forcing finale con la sua coppia d’attacco e i giovani Marini e Toti in campo al posto dei doloranti Vinazzani e Laudrup. Il gol è nato da un rimpallo sulla trequarti: Colomba ha cercato lo scambio con Faccini ed è stato favorito da una deviazione di Filisetti, poi ha preso velocità inseguito invano da Spinozzi e, una volta in area, ha superato Orsi in diagonale. Colpa evidente di tutta la difesa, lasciatasi cogliere impreparata. Ma come ha rilevato Oddi a fine gara “la Lazio non è stata capace di togliere il palleggio agli avversari, ha seguito i loro ritmi e ha pagato l’ennesimo errore stagionale”. “Non vediamo l’ora che finisca questo campionato, noi come tutti i tifosi…”, ha aggiunto il tecnico biancoceleste. Festa grande in casa Avellino per il passo verso la salvezza. Volti tirati negli spogliatoi laziali: “Non è vero che andrò alla Roma”, ha quasi urlato Giordano. Il vicepresidente Chimenti è sbottato: “Spettacolo indegno”. E Laudrup ha aggiunto serafico: “I fischi li meritiamo tutti”.