31 gennaio 1954 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Inter 0-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

Campionato di Serie A 1953/54 - XVIII giornata

Lazio: Sentimenti (IV), Antonazzi, Furiassi, Fuin, Sentimenti (V), Montanari, Burini, Bredesen, Vivolo, Lofgren, Puccinelli - All. Sperone.

Inter: Ghezzi, Vincenzi, Giacomazzi, Neri, Giovannini, Nesti, Armano, Fattori, Brighenti II, Skoglund, Lorenzi - All. Foni.

Arbitro: Sig. Pieri R. di Trieste.

Marcatori: 40' Armano.

Note: cielo parzialmente coperto, terreno buono.

Spettatori: 50000 per 22 milioni di incasso.

La rete dell'Inter
La seconda visita dell'Inter a Roma le ha procurato due punti ancora più immeritati del pareggio conseguito con la Roma. Certamente il prestigio dei campioni d'Italia non è uscito rafforzato. Alla fine della partita fischi e un poderoso coro "ladri, ladri" ha accompagnato l'uscita dal campo dei nerazzurri. Però i risultati insistono nel dare pienamente ragione ai ragazzi di Foni. L'incontro dell'Olimpico è da ricordare non tanto per lo spettacolo tecnico-tattico offerto dalle due squadre quanto per la carica emotiva e per l'incertezza del risultato. Le due compagini più che a costruire hanno pensato a neutralizzare le offensive dell'avversaria. Gli spunti d'attacco si sono basati sul contropiede come già anticipato alla vigilia dall'allenatore interista in considerazione delle doti di velocità e di fantasia dei vari Lorenzi, Skoglund e Brighenti II. La Lazio si è dimostrata aggressiva, coraggiosa, in alcuni tratti addirittura rabbiosa; questi elementi non sono stati sufficienti ad offendere la difesa milanese che si è dimostrata abile e scaltra. Il punto dolente dei romani, costante fissa dell'annata biancoceleste, è stato il quadrilatero di centrocampo. In sostanza si ribadisce che lo 0-1 finale non è lo specchio fedele dei valori e ha premiato in maniera sproporzionata l'Inter e mortificato ingiustamente una Lazio mai doma. Basterebbe ricordare i tre legni colpiti a portiere battuto e almeno due parate, quantomeno fortunate, di Ghezzi. L'assenza di Nyers I nell'Inter è stata bilanciata da quella di Fontanesi (I) nella Lazio. I migliori in campo delle due squadre sono stati Lorenzi e Bredesen che, in talune fasi di gioco, hanno dato vita e lucentezza all'incontro, mostrandosi degni della loro riconosciuta e inconfondibile classe. Vivolo e Skoglund, sebbene abbiano in alcuni momenti dato prova delle loro eccelse qualità, non sono riusciti a liberarsi dal marcamento esercitato da Giovannini e da Fuin.
Traversa per la Lazio
Un po' anonimi Brighenti II e Puccinelli, mentre Burini paradossalmente si è distinto più quando è passato a fare il mediano al posto dell'infortunato Antonazzi, che quando ha giocato nel suo ruolo abituale. Il più deludente della Lazio è risultato Lofgren mentre nell'Inter Fattori non ha saputo elevarsi al di sopra della mediocrità. Prodigiosi come al solito i due portieri Sentimenti IV e Ghezzi. Discorso a parte merita Fuin che, per stringatezza ed eleganza di stile, ha fatto numero a sè, dando ragione a chi ne chiede il suo utilizzo in Nazionale. La cronaca vede un avvio lento. La prima nota la emette la Lazio; al 7' infatti Vivolo supera con una bella serpentina Giovannini ma il tiro non sorprende Ghezzi che blocca in bello stile. Al 15' una fucilata di Bredesen sfiora l'obiettivo. Al 21' si presenta ancora la Lazio: Puccinelli dalla bandierina fa spiovere un pallone che Burini corregge di testa dando modo a Vivolo di indirizzare a rete ancora di testa; Ghezzi è fuori causa ma la traversa respinge la sfera. Al 24' entra in azione Sentimenti IV che non è impegnato da giocatori interisti ma da un improvviso e violento passaggio indietro di testa del compagno Montanari. Al 28' è Armano che spara a lato. La Lazio si rifà vedere con una bella triangolazione Montanari-Puccinelli-Bredesen che il biondo norvegese chiude con un bolide fuori bersaglio. Al 40' la svolta: su un rilancio di Giovannini Brighenti s'impossessa del pallone e porge a Skoglund che crossa al millimetro per Armano assolutamente solo davanti a Sentimenti IV. Il tiro, scagliato da circa 8 metri, non lascia scampo all'incolpevole "Cochi". Il vantaggio è immeritato e la Lazio subisce il colpo anche in considerazione che Antonazzi era stato spostato all'ala a causa di uno stiramento inguinale. L'Inter cerca di approfittarne e per poco, su servizio di Nesti, "Naka" Skoglund non raddoppia. Dopo l'intervallo la Lazio si presenta con Montanari e Furiassi terzini e Fuin, Sentimenti V e Burini a comporre la linea mediana. La formazione rimaneggiata non condiziona più di tanto i biancocelesti. Al 54' e al 59' per due volte Bredesen cerca di sorprendere Ghezzi ma il portiere nerazzurro, molto fortunosamente, se la cava.
Lazio-Inter: i prezzi dei biglietti
Nella parte centrale del tempo le squadre si fronteggiano soprattutto a centrocampo fino a che, nell'ultimo quarto d'ora, la Lazio sferra un disperato attacco finale. Si accendono continue mischie e Ghezzi diventa l'assoluto protagonista. Al 76' Bredesen scatta su passaggio di Puccinelli e con un intelligente pallonetto supera il portiere interista in uscita: il pallone si stampa ancora sulla traversa e schizza lontano. Al 78' una punizione potentissima tirata da Sentimenti V supera Ghezzi ma viene respinta da Giovannini sui piedi di Bredesen il quale devia sul palo sinistro con un colpo di testa. Il fischio finale dell'arbitro Pieri, che ha ben diretto, vede la Lazio generosamente protesa all'attacco.