Domenica 18 settembre 1966 - Firenze, stadio comunale - Fiorentina-Lazio 5-1


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18 settembre 1966 - 1 - Campionato di Serie A 1966/67 - I^ Giornata

FIORENTINA: Albertosi, Rogora, Diomedi, Bertini, Ferrante, Lenzi, Hamrin, Merlo, Brugnera, De Sisti, Chiarugi. All. Chiappella.

LAZIO: Cei, Zanetti, Castelletti, Marchesi, Carosi, Dotti, Bagatti, Mari, D'Amato, Dolso, Morrone. All. Mannocci.

Arbitro: Sig. Gussoni (Tradate).

Marcatori: 58’ Hamrin, 62’ Hamrin, 66’ Mari, 76’ Chiarugi, 80’ Hamrin, 88’ Brugnera.

Note: giornata buona, terreno in condizioni normali. Infortuni per Chiarugi (colpo alla testa) e per Diomedi (frattura del setto nasale). Al 65' un tentativo d'invasione da parte di alcuni tifosi locali veniva bloccato dalle forze dell'ordine. Esordio in serie A per Arrigo Dolso e Lenzi. Folta e chiassosa rappresentanza sugli spalti di sostenitori al seguito della Lazio. Calci d’angolo: 6-3 a favore della Lazio.

Spettatori: 25.000 circa con 18.000 paganti per un incasso di £.15.338.000.


La formazione biancoceleste: Castelletti, Zanetti, Marchesi, Dotti, Carosi, Cei; Bagatti, Dolso, Mari, D'Amato, Morrone
Dall'Unità: la cronaca della partita
La schedina del Totocalcio

Alberto Marchesi su Il Corriere dello Sport scrive: "Lo strepitoso Hamrin, più l’arbitro determinano il crollo della Lazio. Per quegli impercrutabili motivi che spesso rendono il calcio simile al gioco del lotto, la Lazio rientra a Roma sconfitta con un punteggio che sicuramente non ha espresso i valori visti in campo. Onestamente fino al 58’, momento del primo gol di Hamrin, le sorti della gara sembravano volgere più a favore dei laziali che dei toscani. Nel primo tempo la Lazio aveva fatto molto più della Fiorentina, nonostante fosse mancato l’apporto del cavallo su cui tutti puntavano alla vigilia, Dolso che, forse per l’emozione nel suo debutto in serie A si era fatto surclassare da Bertini. L’altro punto debole nelle file laziali era rappresentato da D’Amato che preso tra Lenzi e Ferrante non aveva combinato quasi nulla, ma il resto della squadra era andato benissimo. La valanga purtroppo si scatenava nella ripresa." Sin dalle battute iniziali i biancocelesti dimostrano concentrazione e buoni schemi. Corta e compatta la squadra di Mannocci tiene bene il campo inaridendo a metà campo le fonti di gioco avversarie. Mari e Marchesi montano infatti una guardia inesorabile rispettivamente su De Sisti e Merlo. Al 17' la supremazia territoriale dei romani sembra portare al meritato vantaggio. Fallo di Rogora su Morrone e calcio di punizione battuto dallo stesso argentino. Bagatti prende il tempo a Diomedi e Lenzi e insacca di testa. Goal limpido come acqua di montagna, ma Gussoni ravvede un fuorigioco e annulla tra le proteste dei laziali. Solo alla mezz'ora i viola riescono a tirare in porta con una punizione di Chiarugi che Cei inchioda a terra con sicurezza. Al 34' scambio tra Chiarugi e Hamrin che allarga sulla destra per l'accorrente Diomedi: Dotti interviene con foga sul pallone precedendo di un soffio il terzino che impatta violento sul corpo del libero biancoceleste. Gussoni concede un rigore molto discutibile mentre Diomedi si ritrova a terra con il naso spaccato. Bertini batte il penalty forte, ma centrale, e Cei respinge con il corpo, rialzandosi lesto per smanacciare via il pallone in maniera definitiva. Quattro minuti più tardi Merlo servito da Chiarugi fallisce il bersaglio da pochi metri. A inizio ripresa i gigliati presentano l'eroico Diomedi (frattura del naso accertata negli spogliatoi) nelle vesti di attaccante, mentre De Sisti arretra a terzino. Subito bella conclusione di Bertini dai venti metri con Cei sicuro nella risposta. Al 58' il risultato si sblocca per una gravosa indecisione di Dotti che cincischia col pallone sulla linea di fondo consentendo a Bertini d'intervenire alle sue spalle e di crossare per Hamrin il quale anticipa Castelletti e mette dentro. Quattro minuti dopo è ancora lo svedese a far centro. E' Chiarugi che fugge sulla destra e crossa a mezz'altezza: la girata del capitano viola non perdona. Al 65' un episodio che scalda ancor di più gli animi accesi dell'incontro. Bertini chiude un triangolo in attacco trovandosi però in netto fuorigioco; il mediano, malgrado il fischio di Gussoni, prosegue l'azione calciando a rete. Cei respinge di piede, ma indispettito scalcia l'avversario. Ci sarebbero tutti gli estremi per il cartellino rosso, ma l'arbitro non interviene sollevando le rabbiose proteste dei tifosi viola che addirittura tentano un'invasione. Malgrado tutto la Lazio non si dà per vinta e riesce presto ad accorciare le distanze. Morrone riesce a liberarsi sulla sinistra del suo controllore Rogora e crossa forte e teso trovando all'appuntamento la testa di Mari che non sbaglia. Al 70' il pareggio sembra cosa fatta. Morrone con un gioco di prestigio serve in semirovesciata un pallone magnifico per il solitario D'Amato che a sei metri da Albertosi calcia al volo non trovando però lo specchio della porta. La Lazio insiste in avanti, ma così facendo si scopre fatalmente al contropiede avversario. Al 76' infatti Merlo lancia sulla destra Chiarugi che entra in area e batte Cei con un diagonale preciso. Passano quattro minuti e la scena si ripete. Ancora Merlo a suggerire la corsa, stavolta di Brugnera che supera Carosi e centra in mezzo: Castelletti svirgola e Hamrin ne approfitta per insaccare da due passi. Per "Uccellino" la gioia del tris personale, ma anche un abbraccio al suo sfortunato ex compagno. A due dal termine arriva anche il quinto goal. Chiarugi stanga a rete con Cei che respinge con i pugni proprio sui piedi di Brugnera che in mezza girata mette dentro. Punteggio oltremodo severo quello che scaturisce al 90' in una partita dominata dal nervosismo e caratterizzata dall'arbitraggio pessimo di Gussoni.