Domenica 19 novembre 1939 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Juventus 4-0


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19 novembre 1939 - 591 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1939/40 - IX giornata

LAZIO: Blason, Faotto, Monza (II), Milano, Ramella, Baldo, Busani, Pisa (I), Piola, Flamini, Vettraino. All. Kertesz.

JUVENTUS: Amoretti, Foni, Varglien I, Depetrini, Casalini, Tomasi, Varglien II, Bo, Gabetto, Capocasale, Bellini.

Arbitro: sig. Galeati di Bologna.

Marcatori: 21' pt Pisa (I), 15' st Busani, 29' st Pisa (I) (rig), 45' st Baldo.

Note: tempo sfavorevole con pioggia per tutto l'incontro. Terreno pesante. Calci d'angolo 5 a 3 per la Lazio.

Spettatori: 9.000. Incasso 40.000 lire.

Da La Gazzetta dello Sport
Da Il Littoriale
Foto del match
La mediana laziale che ha schiantato il centrocampo juventino: Milano, Ramella, Baldo

Roma, 20 novembre. Il risultato dice tutto: dice, nella sua tacita eloquenza, che la Juventus, la vecchia e gloriosa « Juve », ha perduto nettamente e clamorosamente. Il quattro a zero di ieri poteva essere anche un sei a zero. Non dico che fra le squadre vi siano al momento attuale sei punti di differenza; è indubitato, però, che la compagine laziale nel corso della contesa ha avuto almeno una mezza dozzina di occasioni d'oro e che alcune di queste sono state banalmente sciupate da Busani e da Piola. Aggiungete ancora che un goal segnato da Vetraino al 3' della ripresa venne annullato dall'arbitro e avrete un quadro pressoché esatto della partita, anzi della brutta partita, dei « bianconeri ».

I torinesi non hanno avuto una buona giornata; la cattiva disposizione di alcuni elementi e l'assenza di Rava, con i relativi spostamenti, hanno influito negativamente sul rendimento della squadra, apparsa poco solida in difesa e incolore e disorganica all'attacco. L'assenza di Rava si è fatta sentire in maniera sensibile. Con il terzino nazionale in campo, la difesa avrebbe fronteggiato meglio, e con altro spirito, le ondate offensive dei « biancoazzurri » che hanno avuto in Piola un claudicante condottiero, non certo all'altezza della sua fama. Silvio ha fatto del suo meglio per rendersi utile; ma quando ha visto che le buone intenzioni rimanevano tali e che per metterle in pratica occorreva uno sforzo che avrebbe potuto tardare la sua guarigione ha « mollato»; e si è spostato all'ala sinistra; ma anche semi-invalido Piola è uno di quei giocatori che si sorvegliano strettamente durante tutto un incontro, polarizza su di sé l'attenzione di tre o quattro avversari e dà, così, indirettamente, un contributo prezioso ai compagni, per causa sua, meno tenuti 'occhio.

Non è stato pertanto un male che Piola, malgrado le voci contrarie della vigilia, sia sceso in campo lo stesso: la sua presenza è stata una sorpresa per tutti, per la Juventus e per gli spettatori, e anche questo fattore, non certo disprezzabile, deve aver influito sul risultato così inconsueto. I due tempi hanno avuto un diverso aspetto: azioni più equilibrate nei primi 45 minuti di giuoco e netto predominio « biancoazzurro » nella ripresa. Sul principio la Juventus si è difesa abbastanza bene e l'attacco, condotto da Gabetto, ha avuto qualche momento di vena, qualche azione ben elaborata; in una di queste l' intervento

provvidenziale di Baldo era risolutivo: ma, in fondo, a ben considerare le cose, la difesa laziale non ha vissuto momenti drammatici; le « zebre », a loro agio nel giuoco a metà campo, si sono smarrite in area avversaria; Gabetto ha avuto scarso aiuto dalle ali che sono state tagliate fuori dal vivo della lotta; Varglien II, e, soprattutto, Capocasale, hanno tentato di creare azioni in collaborazione con gli altri compagni dell'attacco.

Risultato: molti tentativi inutili per dare calore e colore alle offensive «: bianconere: l'intesa non venne che assai raramente raggiunta tanto che si può dire senza tema di esagerare che il reparto attaccante ha funzionato sì e no a settori e male nella sua interezza. Una cattiva giornata dei suoi componenti oppure deficienza organica del reparto? Le cause della sonora sconfitta non possono per altro essere addossate soltanto sulle spalle dell'attacco, monco e inconcludente: anche la mediana ha le sue colpe e così la terza linea e il portiere Amoretti.

Il primo punto segnato da Pisa su angolo sta sulla coscienza di Amoretti che, respingendo corto una deviazione di testa di Piola, mise la palla sui piedi di Pisa che a volo la scaraventò in rete. Il secondo fu marcato da Busani al 15' della ripresa a seguito di una furibonda mischia durante la quale vi fu una serie di tiri degli « azzurri » e di respinte fortunose del difensori «bianconeri»; la palla fu Infine scaraventata in rete a Busani, quasi di prepotenza, e fu giusto epilogo di una agile azione « biancoazzurra » manovrata in velocità e conclusa nella sua fase, diremo preparatoria, con un tiro secco e preciso di Busani, respinto corto da Amoretti.

Il terzo punto fu segnato da Pisa al 29', su calcio di rigore. La massima punizione fu accordata con eccessiva leggerezza da Galeati. Non oseremo affermarlo; la scorrettezza commessa da un difensore « bianco-nero » (crediamo Casalini) al danni di Vettraino mentre questi aveva già superato lo sbarramento difensivo e si accingeva a tirare in rete non avendo più davanti a sé che il portiere, fu certamente grave e meritava una punizione esemplare; infine l'ultimo punto fu segnato al 45' da Baldo, su tiro di punizione da una venticinquina di metri. A voler cercare scusanti col lanternino ci sarebbe da notare che almeno due punti erano evitabili, ma le attenuanti sono fatte per chi non vuole vedere le cose nel loro aspetto reale e non è certo la squadra juventina, con il suo bagaglio di squadra ben temprata a tutte le prove, quella che vorrà nascondersi la verità; il campionato non è finito e la squadra ha bisogno di organizzarsi meglio nella linea attaccante.

Date le premesse, l'incontro non ha avuto il merito di appassionare gran che. Il terreno piuttosto sdrucciolevole non ha permesso un giuoco di alto livello tecnico; nessuna scorrettezza grave; un incidente a Varglien II e uno a Baldo non hanno avuto conseguenze. Nella ripresa gli spostamenti di Piola e di Vettraino da una parte e di Gabetto e Bo dall'altra, non hanno migliorato né peggiorato la situazione. La Lazio, malgrado la non piena disponibilità di Piola, ha confermato in maniera solare le sue qualità di compagine di attacco. Quando Piola sarà tornato in piena efficienza, l'attacco «biancoazzurro » costituirà un'arma pericolosissima per tutti; Piola e Vettraino sono dei realizzatori di primo ordine e Pisa e Flamini dei coordinatori esemplari di azioni. Pisa, per quanto ancora un po' grosso, è veramente un giocatore di classe elevata; nella mediana è emerso Baldo; della difesa, che ha avuto poco lavoro, il migliore è stato Monza. Dei « bianconeri » soltanto Depetrini merita l'onore della citazione.

Fonte La Stampa