Domenica 20 gennaio 1952 - Roma, stadio Torino - Lazio-Fiorentina 1-0


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13 gennaio 1952 - Campionato di Serie A 1951/52 - XVIII giornata

LAZIO: Sentimenti (IV), Antonazzi, Furiassi, Alzani, Sentimenti (V), Fuin, Sentimenti (III), Larsen, Antoniotti, Lofgren, Sukrü. All. Bigogno.

FIORENTINA: Costagliola, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Magli, Vitali, Pandolfini, Roosenburg, Ekner, Della Torre. All. Magli.

Arbitro: sig. Silvano di Torino.

Marcatori: 15' Sukrü.

Note: giornata fredda, cielo sereno. Terreno duro. Calci d'angolo 4 a 3 a favore della Fiorentina.

Spettatori: 25.000.

La Lazio ha messo in scarsella altri due punti, che è quello che conta. Ma non è piaciuta, nemmeno ai suoi tifosi più accesi, e, se una squadra è uscita dal campo con tutti gli onori e raccogliendo messi di commenti lusinghieri, questa è stata la sconfitta Fiorentina. Purtroppo, però, le lodi non bastano per progredire in classifica e nemmeno il buon gioco soltanto o le finezze di questo o quell’atleta. Occorrono i goals, quei goals che la Fiorentina si è mostrata assolutamente incapace di segnare.

La squadra viola, facendo perno su di una difesa in giornata di gran vena e su una mediana sgobbona ed efficacissima, ha in pratica condotto il gioco per almeno tre quarti della sua durata, ma i suoi uomini di punta, e particolarmente il trio centrale, sono affogati nelle lungaggini di una manovra troppo complicata e leziosa. Era come se l’undici fosse composto di due tronconi, tenuti insieme alla meglio ma chiaramente in contrasto l’uno con l’altro: il primo, cioè il blocco mediana-difesa, pronto ed elastico, appariva perfettamente in regola rispetto ai canoni del gioco moderno, l’altro terribilmente in arretrato. E così è accaduto che la gran mole di lavoro svolta da tutti quanti gli uomini di Magli, alla resa dei conti non ha fruttato un bel nulla, e l’attento Sentimenti IV ha lasciato il campo senza essere stato seriamente impegnato nemmeno una volta.

La bravura di Cervato e Magnini, uomini dall’eccellente posizione e colpitori precisi e decisi, la stupenda prova di Rosetta, il quale si è guadagnata una serie di ovazioni a scena aperta, le finezze e la perseveranza di Magli, il lavoro senza brillìi ma attentissimo di Chiappella, avrebbe meritato ben altro. Senonché, di goals non ha saputo segnarne nemmeno il Vitali, con tutto il daffare che le sue veloci puntate hanno saputo procurare a Furiassi, e non a Furiassi soltanto.

Contro questa squadra, la Lazio si è trovata in difficoltà per tutta la partita, anche perché non tutti i suoi uomini si trovavano nella giornata migliore. Lo spirito di iniziativa dei viola, ad esempio, ha certamente influito su Alzani e Fuin, ma che l’uno e l’altro avessero assunto una posizione troppo arretrata, quasi preoccupati della capacità di tenuta da parte di una difesa che invece altro non chiede se non d’essere invidiata, si è visto subito, prima ancora che la Fiorentina scoprisse le sue batterie.

Non è la prima volta che i due laterali laziali mettono allo scoperto una simile tendenza, diciamo così rinunciataria. Comunque, nella giornata, questa si è accoppiata alla non buona disposizione verso il gioco presto denunciata da Lofgren e pertanto Larsen da solo – per quanto volenteroso, abile e tiratore deciso e preciso – non poteva assicurare il funzionamento del quadrilatero. Così la Lazio si è trovata per lunghi periodi a non riuscire nemmeno a superare la linea di metà campo e ha tirato avanti alla meglio, confidando nella solidità del proprio sbarramento estremo, ove ancora una volta Sentimenti V si è imposto all’attenzione generale, e nelle rare (ma talvolta veramente pericolose) scorribande di qualcuno dei suoi uomini di punta, primo fra tutti il sempre grezzo ma estremamente deciso ed utile Sukru e buon ultimo Sentimenti III, anacronistica ala destra. È stato appunto durante una di queste scorribande che la Lazio – la quale all’8’ aveva pareggiato il “corner” subìto dopo tre minuti dall’inizio – ha segnato al 16’ il punto della vittoria. Sentimenti III, spostatosi al centro, era venuto in possesso del pallone ben dentro l’area di rigore, allorché veniva caricato irregolarmente da Cervato. Silvano, arbitro così e così all’inizio, ottimo alla fine, era pronto a fischiare, ma, solita discutibile decisione, portava il pallone sul limite. Calciava Sukru con magnifico tiro, mandando il pallone ad effetto nell’angolo destro, dopo avergli fatto sorvolare la barriera dei difensori viola. Costagliola rimaneva sorpresissimo, ma per la verità il suo piazzamento non era stato dei più ortodossi.

Il rimanente del tempo vedeva la prevalenza quantitativa e anche qualitativa dei viola, ma nessun tiro per lo meno dignitoso degli stessi. Tutto sommato, oltre che un calcio d’angolo per parte, devono essere registrati un tiro a volo di Larsen, parato (20’), una pericolosissima azione condotta ad Antoniotti (22’), due altri prontissimi tiri di Larsen, pure parati (24’ e 38’), ma il secondo con molte difficoltà, e due tiri di Sukru (40’ e 44’), su azioni impostate da Antoniotti, finiti fuori di poco. Insomma, la positività non era una peculiarità dei fiorentini.

Ciò vale anche per la ripresa, durante la quale si sono registrati un “corner” all’attivo della Lazio e due per la Fiorentina, la quale ha sciupato con Pandolfini l’unica occasione veramente favorevole che le è capitata. Il mezzo destro, colpendo la palla mentre cadeva insieme a Fuin e mentre Sentimenti IV, usciva di porta, la mandava a lato del montante sinistro. I cronometri segnavano il minuto 17, numero che appartiene alla scalogna.

Fonte: "Il Calcio Illustrato" - Filippo D'Errico.