Domenica 20 maggio 1973 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 1-0


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1775. Campionato di Serie A 1972/73 - XXX giornata

NAPOLI: Carmignani, Bruscolotti, Pogliana, Zurlini, Vavassori, Rimbano, Damiani, Juliano, Canè, Esposito S. (77' Umile), Ferradini. (12 Nardin). All. Chiappella.

LAZIO: Pulici F., Polentes, Martini L., Wilson, Oddi, Nanni (70' La Rosa), Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. (12 Moriggi). All. Maestrelli.

Arbitro: sig. Angonese di Mestre.

Marcatori: 89' Damiani.

Note: cielo sereno, campo in perfette condizioni. Ammonito Polentes per proteste. Angoli 6-4 per il Napoli

Spettatori: 70.000 circa.

Tifosi della Lazio a Napoli
Tifosi della Lazio a Napoli
Il tiro di La Rosa fuori di poco
La rete di Damiani
Il pianto di Wilson
Vavassori e Zurlini marcano stretto Chinaglia

La settimana che precede l'incontro è caratterizzata da notizie non proprio piacevoli che giungono da Napoli, dove i partenopei vogliono vendicarsi della partita di andata. All'arrivo allo stadio il pullman della Lazio viene fatto bersaglio di lancio di pietre, bottiglie, travi di legno. Un vero agguato che Lenzini accuserà a fine partita di essere stato organizzato da qualcuno che aveva interesse a condizionare la partita. Entrati dentro gli spogliatoi, Maestrelli e Wilson hanno un vivace battibecco con Vavassori, quello che all'andata le aveva promesse ai biancazzurri. Bene o male si comincia, con i partenopei che picchiano alle gambe da subito intimorendo i biancazzurri che sentono tutto il peso della gara. I Laziali giocano male, forse la peggior partita del campionato. Intanto da Verona arriva la notizia del vantaggio dei veneti sul Milan. Il Napoli intanto attacca, Frustalupi è l'unico a non perdere la testa e con lui Oddi che frena le incursioni di Damiani. A Verona intanto i gialloblù si portano sul 3-0 sul Milan mentre all'Olimpico la Roma passa in vantaggio sulla Juventus. Incredibile ma vero, la classifica vede Milan a 44, con la Lazio e Juventus a 43 sarebbe spareggio. Le squadre rientrano in campo per il secondo tempo, la Lazio vuole provarci e comincia ad attaccare, ma sterilmente. La Juventus intanto riesce a pareggiare mentre per il Milan non c'è nulla da fare. Si prevede uno spareggio a tre. Maestrelli mette dentro La Rosa al posto di Nanni con la speranza che giocando con tre punte qualcuno si inventi una rete. Ed è proprio il nuovo entrato a sprecare una ghiotta occasione, tra la disperazione dei compagni. Il Napoli pressa, la Lazio è stretta in difesa e costringe Wilson e compagni al superlavoro. Arrivano a questo punto sia la rete della Juventus a Roma che il gol di Damiani, che spegne ogni sogno di gloria. E' l' 89° quando la giovane ala partenopea mette la gamba su una palla vagante in area e segna, tra la disperazione di tutti i Laziali in campo e sugli spalti.

I napoletani esultano, vola qualche sberla negli spogliatoi. Wilson ha una crisi di pianto e Chinaglia rade al suolo tutto ciò che gli capita a tiro. Ci vuole il migliore Maestrelli per calmare gli animi che rischiano di degenerare. Si parla di premi a vincere dati al Napoli e alla Roma, ma nessuno potrà mai provarlo. La Lazio chiude così mestamente un Campionato che rimarrà nella sua storia. Partita per non retrocedere, lottava fino ad un minuto dalla fine per lo Scudetto. Lenzini comunque vuole premiare i ragazzi con una vacanza premio negli U.S.A. dove, a New York, incontreranno il Santos di Pelé. Un buon modo per distrarsi e tirare il fiato. Negli anni successivi si parlerà molto di un "premio a vincere" dato dalla Juventus al Napoli e al Verona. In quegli anni questo tipo di "incentivi" non erano vietati espressamente dal regolamento, ma certo non erano proprio un bel modo per far perdere agli avversari una gara. Nella trasmissione della RAI "Sfide" dedicata a Maestrelli, andata in onda il 21 giugno 2007, alcuni giocatori tra i quali Martini, Wilson e D' Amico, l'hanno per la prima volta pubblicamente tirata in ballo, supportati anche dal giornalista Franco Recanatesi. Prove evidenti non ci furono mai ma nel corso degli anni fu evidente che alcuni atteggiamenti sui tre campi non furono tanto limpidi.





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