Domenica 21 dicembre 1930 - Roma, stadio Rondinella - Lazio-Juventus 2-1


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21 dicembre 1930 - 296. Campionato di Serie A 1930/31 - XIII giornata - inizio ore 14,30

LAZIO: Sclavi, Tognotti, Mattei (II), Pardini, Furlani, Caimmi, Ziroli, Foni, Pastore, Malatesta, Cevenini (V). All. Molnar.

JUVENTUS: Combi, Rosetta, Caligaris, Bigatto (I), Varglien (I), Mosca, Munerati, Rier, Vecchina, Ferrari, Orsi. All. Carcano.

Arbitro: sig. Gonani di Ravenna.

Marcatori: 20' Pastore, 51' Ferrari, 74' Cevenini (V).

Note: cielo coperto. Freddo intenso. Terreno duro. Nella tribuna d'onore sedevano S.Ti. Ciurlati. S.E. Arpinati, S.E. Riccardi Bruno e Vittorio Mussolini, l'onorevole Ferretti.

Spettatori: 20.000 circa. Incasso £.150.000

La partita si è svolta in un’atmosfera satura di elettricità e in una cornice imponente di pubblico. Il campo della Rondinella ha ieri celebrato il suo record di incassi: circa 150 mila lire, e più sensibile sarebbe stato il suo incasso se le installazioni del campo laziale avessero potuto dare ospitalità ad una folla maggiore. L'attesa non è andata delusa perché più volte ci è stato concesso di assistere ad un cimento cosi mutevole e cosi appassionante per l'incertezza dello sue sorti.

La Juventus quando già sembrava battuta, ha risalito l’handicap ed ha sfiorato la vittoria: in ultimo nella fase conclusiva dell'incontro ha sfoggiato un violento serrate che non ha portato al pareggio solo per le grandi virtù di tenacia e valore dell'insormontabile difesa azzurra. Inizio equilibrato: la partita si era iniziata con un sensibile equilibrio di azioni; le due reti erano già state più volte salvate da paurosi attacchi, quando Pastore improvvisamente portava la Lazio in vantaggio. Considerate le valide possibilità laziali in fatto di difesa, sembrava che questo episodio risolutivo dovesse essere decisivo. La Juventus non sembrava del resto in grado di pareggiare le sorti; i suoi attacchi si infrangevano sistematicamente contro la difesa romana, mentre il quintetto laziale si prodigava generosamente per convalidare con un nuovo successo la vittoria che già sembrava sicura.

Il colpo di scena avveniva nel primi due minuti della ripresa; era la Lazio che attaccava in prevalenza; ma gli attacchi bianconeri si producevano di quando in quando in azioni controffensive particolarmente pericolose. La difesa laziale aveva già respinto qualche avanzata ben congegnata e perfetta, quando il goal del pareggio scaturiva da un'azione confusa del trio centrale sfruttata magistralmente da Ferrari con un poderoso tiro che andava in rete. Anche questa volta il pubblico aveva la sensazione che si potesse scrivere la parola fine sulla storia dell'incontro. La Lazio partiva alla riscossa, organizzava in perfetto stile le sue azioni con la seconda linea schierata nelle immediate retrovie di attacco : lo stile eccellente del giuoco non riusciva a nascondere lo scoraggiamento che si era insinuato nel ranghi azzurri. Si può dire che in questa fase la Juventus abbia perduto la partita: piuttosto che operare lo sforzo decisivo in questo momento di evidente défaillance degli avversari, i bianconeri si stringevano in difesa; la seconda linea romana era padrona del campo e manovrava le azioni su tutto il fronte di attacco.

La Lazio man mano acquistava fiducia, riprendeva slancio e decisione e a metà della ripresa la rete di Combi, con una classica azione, veniva nuovamente espugnata e questa volta la vittoria restava in saldo possesso della squadra romana. La Juventus ha scontato l'errore di non aver saputo apprezzare il valore morale che sul rendimento degli avversari aveva avuto il goal del pareggio. Il netto sforzo è stato tardivo e intempestivo; esso è stato effettuato quando ormai la Lazio si sentiva padrona della situazione e pochi minuti mancavano al termine della contesa. Un altro fattore tecnico decisivo per le sorti della partita è stato lo scarso rendimento della seconda linea bianconera a confronto di quella azzurra ; in questo reparto i laziali hanno nettamente dominato anche se Varglien si è generosamente battuto per colmare le deficienze del compagni.

La prima linea è apparsa quale ci era già stata descritta. Ogni uomo cercò di sfruttare per proprio conto e nel miglior modo il pallone; nessuno però si adoperava per creare la buona occasione ai compagni e la collaborazione divenne un mito quando l'attacco pervenne nei pressi dell'area di rigore. Malgrado questo i cinque attaccanti hanno dato l'impressione di essere particolarmente insidiosi: sono tutti maestri nel controllo della palla e nel dribbling, pronti nello scatto e decisi nel tiro; il più pericoloso è apparso Ferrari, che oltre ad essersi prodigato senza risparmio, è stato l'autore tiri insidiosi.

Nessun dubbio può ormai sussistere sull'attuale grado di forma di cui la Lazio aveva già dato qualche saggio nello ultime settimane. La bella partita degli azzurri ne è stata la prova. La difesa e la seconda linea possono dividersi in parti eguali gli allori della giornata, giacché il loro rendimento superiore ad ogni aspettativa ha rappresentato il principale e fondamentale elemento tecnico del successo. Anche la linea attaccante si è distinta per quanto il reparto di sinistra sia apparso meno efficace del solito. Fra i migliori vanno citati Pastore e Ziroli. Energico e preciso l'arbitraggio di Gonani. La fulminea partenza della Lazio metteva subito in difficoltà la difesa torinese che si salvava in corner al secondo minuto. La reazione dei bianconeri era per altro pronta e serrata: questa volta toccava ai romani di schierarsi in difesa dinanzi alla rete di Sclavi per due calci d'angolo quasi consecutivi. Al 19' la Lazio usufruiva di un calcio di punizione nel pressi dell'area di rigore. La palla respinta a breve distanza dai difensori juventini veniva ripresa da Foni che girava pronto a Pastore; il tiro di questi batteva irresistibilmente Combi; al 39' un nuovo calcio d'angolo veniva accordato alla Lazio; poi a chiusura del primo tempo Combi si produceva in una difficile parata su un violento tiro di punizione di Foni. Anche la ripresa era iniziata dalla Lazio a grande andatura. La Juventus ripiegava subito in corner, ma organizzava immediatamente il controattacco. Al 5' minuto un'azione confusa di tutto il trio attaccante permetteva a Ferrari di operare un forte tiro da lontano, che sorprendeva Sclavi.

Una volta ottenuto il pareggio la Juventus si chiudeva in difesa sotto il martellare continuo dell'attacco avversario validamente sostenuto dalla seconda linea. La squadra bianconera subiva in questa fase tre calci d'angolo, poi la Lazio a conclusione delle sue azioni offensive otteneva al 74' minuto il goal della vittoria. Il goal decisivo: l'azione si snodava con nitida chiarezza da mezzo campo. Malatesta in possesso del pallone si spostava sulla destra e porgeva a Ziroli, il quale malgrado fosse ostacolato da Bigatto, centrava di precisione; Cevenini sopraggiunto di corsa non aveva difficoltà a saettare violentemente in rete. Da questo momento la Juventus iniziava una violenta per quanto vana offensiva che si concludeva in un nuovo calcio d'angolo, poi un terzo goal segnato da Pastore al 37’ minuto veniva annullalo da Gonani per fuori giuoco di Malatesta. Al 42’ minuto la Juventus usufruiva di un nuovo calcio d'angolo, ma la difesa laziale non cedeva. Vecchina sul finir del tempo veniva fermato per fuori giuoco, ma egli continuava nell'azione e segnava inutilmente. Con un violento tiro di Munerati parato da Sclavi si esaurivano quindi le speranze di pareggio dei bianco-neri.

Fonte: La Stampa



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