Domenica 21 maggio 1989 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0


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21 maggio 1989 - 2412. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1988/89 - XXIX giornata - Inizio ore

LAZIO: Fiori, Monti, Beruatto, Acerbis, Gregucci, Gutierrez, Di Canio, Dezotti (75' Di Loreto), Muro, Sclosa, Sosa (89' Rizzolo). A disp. Martina, Di Biagio, Ercoli. All. Materazzi.

FIORENTINA: Pellicanò (25' Landucci), Calisti, Carobbi, Battistini, C.Pin, Hysen, Salvatori, E.Cucchi, Pellegrini II, Baggio, Di Chiara II. A disp. Bosco, Perugi, Secci, Centrone. All. Santarini, D.T. Eriksson.

Arbitro: Frigerio (Milano).

Marcatori: 57' Sosa (rig).

Note: esordio in serie A per Cristiano Di Loreto classe 1971. Ammoniti: 37' Muro e Gregucci, 54' Pin, 66' Battistini, 72' Sosa, 90' Cucchi.

Spettatori: paganti 11.337, incasso di 368.040.000 lire; abbonati 11.337, quota partita di 363.745.000 lire.

Dal Guerin Sportivo: la Curva Nord
Dal Guerin Sportivo: il rigore di Sosa
Una fase della gara
Di Canio in azione
Il biglietto (grigio) in "Curva Nord"
Il biglietto (rosa) in "Curva Sud"

La Lazio ha centrato la sua seconda vittoria consecutiva che le consente di guardare con maggiore ottimismo alla classifica. Il successo sulla Fiorentina, ottenuto con un calcio di rigore messo a segno da Ruben Sosa al 57', è apparso pienamente meritato. Per la mole di gioco svolta e per una maggiore pressione, i biancocelesti di Materazzi avrebbero meritato qualcosa di più da questo incontro. Undici calci d'angolo, contro uno dei viola, stanno a dimostrare con quanta determinazione i giocatori romani siano riusciti ad imporre, per gran parte della gara, il loro gioco offensivo. Le due squadre sono scese in campo notevolmente rimaneggiate a causa di squalifiche e infortuni. Ma è sembrata la Fiorentina la formazione maggiormente condizionata dalle assenze. Specialmente senza Dunga, la formazione di Eriksson è sembrata spesso vagare per il campo vanamente in cerca di una guida che riuscisse ad ispirare la manovra. Ci ha provato soprattutto Battistini, ma le sue iniziative sono rimaste troppo spesso isolate. Baggio, schierato centravanti, si è esibito in qualche numero del suo repertorio, ma non ha trovato nei compagni la necessaria collaborazione.

Insomma una Fiorentina piuttosto dimessa che non è sembrata in grado di frenare gli avversari, apparsi assai più motivati. L'aggressività, dimostrata fin dalle prime battute, ha costituito l'arma vincente della Lazio. Gli interpreti più efficaci della scelta tattica biancoceleste si sono rivelati Acerbis, Monti, Di Canio, Sosa, ma soprattutto Sclosa. inesauribile nella sua assidua partecipazione al gioco sia d'attacco che di ripiegamento. Pure Gutierrez, spesso lento e impacciato, ieri ha trovato l'occasione giusta per esaltarsi. Stretta alla gola da una classifica molto pericolosa, la formazione di Materazzi è partita subito di gran carriera, provocando ripetuti sbandamenti nella difesa viola.

Di Canio riusciva finalmente a spadroneggiare sulla fascia di sua competenza e al 16', atterrato in area da Hysen, riusciva a procurarsi anche un fallo da rigore che l'arbitro Frigerio, incensurabile per il resto della gara, non concedeva. Trascorrevano appena 5 minuti e la rete viola veniva a trovarsi ancora in pericolo. Su un pallone lanciato in profondità da Muro, lottavano tenacemente Sosa ed Hysen. Si gettava nella mischia, uscendo dai pali, il portiere Pellicano che si infortunava alla mano sinistra. Il numero uno viola era costretto ad uscire per lasciare il posto al compagno Landucci. Il primo vero pericolo, la retroguardia romana lo correva al 43': Pellegrini allungava bene per Salvatori che si impegnava in uno slalom vincente nell'area avversaria. Un ottimo lavoro vanificato però nella fase conclusiva con un tiro addosso al portiere Fiori, bravo anche lui per la tempestiva uscita.

Anche all'inizio del secondo tempo è sembrato che i laziali non intendessero mollare le redini della partita. Al 57' si portavano in vantaggio per un plateale atterramento in area di Pellegrini ai danni di Acerbis. Ineccepibile il calcio di rigore che Ruben Sosa trasformava con un autentico bolide a mezz'altezza. Un paio di punizioni battute da Baggio provocavano qualche brivido. La Lazio, leggermente intimorita, commetteva l'errore di non tenere la palla, ma la Fiorentina. pur apparsa un po' più vivace, non riusciva ad approfittarne.

La Fiorentina non si dispera per la sconfitta (tra l'altro pensa già al futuro, tanto che l'acquisto dell'ascolano Dell'Oglio sembra sia cosa fatta), mentre la Lazio non ritiene di essere ancora salva. Il dopopartita nel cantiere dell'Olimpico rifugge dalle sensazioni forti. Il presidente della Lazio Calleri stempera le polemiche: «Non ho affermato di essere furibondo per il pari del Cesena, ho solo ripetuto delle osservazioni sull'opportunità di far svolgere turni prima delle partite di coppa. La gara decisiva sarà il derby: se prenderemo un punto con la Roma e poi un altro con l'Inter, allora saremo quasi a posto».

Ho visto una buona Lazio, è stata una vittoria assai importante». «In particolare voglio fare un elogio a Gregucci — ha detto Materazzi — perché ha svolto un ottimo lavoro marcando Baggio e mettendolo in difficoltà. Ma tutti sono da elogiare per l'impegno profuso. Ora abbiamo un punto in più rispetto alla media prevista ma ci sono stati risultati positivi delle altre concorrenti». Eriksson fa i complimenti alla Lazio: «Ha giocato bene, era molto determinata. A noi mancavano pedine importanti come Borgonovo e Dunga, poi non ho potuto schierare neanche Pruzzo. La Fiorentina è andata così così, non abbiamo fatto molto gioco, ancora una volta abbiamo trovato una squadra che ha avuto più temperamento e aggressività. Per la zona Uefa dobbiamo ancora incamerare altri punti, non possiamo ritenerci già a posto».

Fonte: La Stampa