Domenica 22 aprile 1990 - Roma, stadio Flaminio - Lazio-Udinese 0-0


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22 aprile 1990 - 2452 - Campionato di Serie A 1989/90 - XXXIII giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin G., Gregucci (77' Beruatto), Soldà, Bertoni, F. Marchegiani, Amarildo, Sclosa (68' Troglio), Sosa. A disp. Orsi, Piscedda, Monti. All. Materazzi.

UDINESE: Garella, Vanoli, Sensini, Bruniera, Galparoli, Lucci, Mattei, Iacobelli (13' Bianchi), Branca, Gallego, Rossitto (87' Treppo). A disp.: Abate, Del Fabro, Balbo. All. Marchesi.

Arbitro: Magni (Bergamo).

Note: esordio in Serie A per Treppo.

Spettatori: n.d.

Il biglietto della gara

L'Udinese è riuscita a conquistare sul campo della Lazio il punto della speranza. Nonostante le assenze di Oddi, Orlando e Paganin, squalificati, e di Balbo, che non è riuscito a smaltire l'infortunio muscolare, i friulani hanno interpretato nel modo giusto la gara, centrando il bersaglio in programma. Oltre che dal solito Garella, forse poco elegante ma assai efficace nello sventare più di una palla-gol, gli uomini di Marchesi hanno avuto dalla loro parte un pizzico di fortuna. Dalla rosa ridotta all'osso, il tecnico bianconero ha dimostrato la sua abilità estraendo uno schieramento che si è meritato l'aiuto della buona sorte. La Lazio ha dominato a lungo, ha sfiorato ripetutamente la marcatura, non riuscendo però a cancellare l'impressione della squadra che non aveva più nulla da chiedere alla classifica.

Ai biancocelesti è mancata la sollecitazione dei due punti. Forse contavano di liquidare facilmente l'impegno, come avvenne otto giorni fa contro l'arrendevole Ascoli. Invece si sono trovati di fronte una formazione decisa a difendere con i denti le ultime speranze di salvezza. La manovra offensiva, affidata prevalentemente a Ruben Sosa, non è stata sorretta da valide fonti di gioco per la giornata negativa del centrocampo. Hanno deluso soprattutto Pin, Sóldà e Màrchegiani. I pericoli maggiori sono venuti dalle iniziative di Sergio, di gran lunga il migliore in campo. Per Amarildo e Troglio (entrato quest'ultimo verso la fine della gara) ha forse avuto un peso decisivo la giornata dell'addio al pubblico laziale. I tifosi hanno salutato senza rimpianti pure l'angusto stadio Flaminio che quest'anno ha ripetutamente sfiorato la squalifica. La partita si è mantenuta vivace per quasi tutta la sua durata. Non sono mancate le emozioni anche se il gioco delle due squadre non sempre è stato lucido e preciso. Costretta dalle circostanze negative, l'Udinese si è schierata con la sola punta Branca, un elemento assai interessante, che ha indotto il bravo Gregucci a impegnarsi a fondo.

Ma è stato bravo anche il giovane Rossitto che più di una volta si è fatto notare per i suoi spunti. Contro un avversario chiuso, sorretto da un solido centrocampo orchestrato dall'ottimo Bruniera, la Lazio si lanciava fin dalle prime battute all'assalto della munitissima cittadella friulana. Per colmo di sfortuna, gli ospiti perdevano al 13' Iacobelli per infortunio, sostituito da Bianchi il quale è riuscito a non far rimpiangere troppo il suo compagno. Al 17' Gregucci colpiva la palla che batteva sul palo esterno. Ma quattro minuti più tardi il pericoloso contropiede friulano concedeva a Sensini un pallone invitante che l'argentino mandava alto sopra la traversa. Cominciava pure lo show di Garella che si opponeva con mani e pugni ai tentativi di Sosa e Bergodi. Dopo un primo tempo giocato quasi alla pari, nella ripresa l'Udinese tirava i remi in barca. Il gioco, non sempre eccelso, scadeva ancora di più. Si ravvivava soltanto al 76' in seguito a una manovra pirotecnica condotta dalla Lazio, che conduceva i biancocelesti a un passo dal successo. Il rapido scambio fra Sosa, Pin e Bertoni, veniva interrotto da Sensini che si rifugiava in angolo. Sugli sviluppi del tiro calciato dalla bandierina, Gallego respingeva sulla linea di porta un bolide di Sergio. Riprendeva Troglio che colpiva a botta sicura nella porta

Fonte: La Stampa