Domenica 25 febbraio 1990 - Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 1-1


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25 febbraio 1990 - 2445 - Campionato di Serie A 1989/90 - XXVI giornata

BOLOGNA: Cusin, Luppi, Villa, Stringara, De Marchi (46' Iliev), Cabrini, Geovani, Bonini, Waas, Bonetti, Giordano. A disp.: Sorrentino, Galvani, N.Marangon, Giannelli. All. Maifredi.

LAZIO: Orsi, Bergodi, Sergio, Pin G., Gregucci, Soldà, Di Canio (15' Bertoni), Icardi, Amarildo, Sclosa, Sosa (80' Troglio). A disp. Sassanelli, Piscedda, Beruatto. All. Materazzi.

Arbitro: Nicchi (Arezzo).

Marcatori: 26' Giordano (rig), 40' Pin.

Note: ammoniti al 17' De Marchi, 30' Bergodi, 56' Sosa.

Spettatori: paganti 11.520, incasso 243.538.000 lire; abbonati 12.398.000, quota 339.519.421 lire.

Sergio in Azione
Giordano porta in vantaggio il Bologna
Il pareggio di Pin
Il rigore trasformato da Giordano

Obiettivo fallito dalla squadra di Maifredi sulla strada che conduce in Europa: il punto lasciato alla Lazio peserà nell'economia di fine stagione. E pensare che il Bologna ha la fortuna di andare in vantaggio, su rigore concesso per atterramento di Waas da parte di Pin e concretizzato da Giordano al 26'. Ma la festa dei tifosi rossoblu dura appena 12': in un'azione che coinvolge Cabrini, Villa e Cusin, una catena incredibile di errori assortiti consentono al piccolo Pin di alzare, a porta sguarnita, il pallonetto che riporta l'equilibrio.

Nel consuntivo finale, il pareggio sembra l'epilogo più logico e aderente allo svolgimento del match. Anche se Maifredi, logicamente, attribuisce maggiori meriti ai propri uomini, il Bologna commette un'incredibile serie di leggerezze che avrebbe potuto pagare in maniera più sostanziosa. La partita è strana ma non brutta, semmai farcita di contraddizioni, di luci e di ombre, arricchita da un'ottima disposizione in campo di collettivi aggressivi, dotati di cursori e di individualisti, ma nell'occasione poco confortati da punte che fanno tanto movimento ma che, nell'attimo decisivo della conclusione, prestano il fianco a più di un rilievo critico.

Il Bologna, nel tentativo di rendere piacevole l'impostazione di schemi veloci e di prima intenzione, sbaglia troppe volte misura e finisce con il favorire il contropiede laziale, privo già al 15' di Di Canio (stirato) ma sospinto da un puntiglioso Sosa, il quale a sua volta gode di insufficiente sostegno da parte di un abulico Amarildo. Quanti palloni, tornando al Bologna, sono concessi all'avversario da Bonini, Luppi, Stringara, Bonetti e Cabrini. A salvare i rossoblu, però, c'è la quantità del gioco, quel correre continuo che permette al Bologna di tener sempre all'erta l'avversario.

Il rapido ragionare di Geovani, in crescita, potrebbe giovare a Giordano e Waas, che si muovono bene e tanto ma che di rado puntano verso la porta di Orsi, anche per la guardia di Bergodi, Gregucci e Soldà. In difesa, le incertezze di Luppi (che al 56' fallisce una clamorosa occasione calciando addosso a Orsi) e di De Marchi (e successivamente di Iliev) non sempre possono essere ovviate da un generosissimo Villa, anch'egli fallace alla distanza. La Lazio è meno brillante, attenta e concentrata in mezzo al campo, forse perché rischia poco e si appella al contropiede. Ma in fase conclusiva sciupa anch'essa molto. Per buona sorte dei bolognesi, il colpo di tosta di Gregucci (18') va di poco a lato e un traversone di Sergio (29') è deviato male da Sosa tanto da permettere il recupero di Cusin. Al 47' ancora Sosa si fa deviare una conclusione ravvicinata dal portiere bolognese, che meriterebbe un'alta votazione se non fosse protagonista di un paio di uscite sciagurate, a cominciare da quella del pari.

Le conclusioni rossoblu, oltre a quella di Luppi, portano i nomi di Giordano, con Orsi pronto a deviare (23'), e di Iliev (80'), tiro sull'esterno della rete. Il Bologna più completo, capace d'essere brillante e meno impreciso, si vede soprattutto nella prima mezz'ora della ripresa, protagonista di una pressione costante, compensando il calo di Bonini con la crescita di Stringara, con Luppi che fallisce l'attimo fuggente al 56'. La Lazio non sfigura, ma chi la segue da anni afferma che dovrebbe sfruttar molto meglio il suo potenziale offensivo. Amarildo permettendo!

Fonte: La Stampa