Domenica 3 dicembre 1972 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cagliari 2-1


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1750. Campionato di Serie A 1972/73 - IX giornata

LAZIO: Pulici F., Facco, Martini L., Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, La Rosa (87' Petrelli). (12 Moriggi). All. Maestrelli.

CAGLIARI: Albertosi, Martiradonna (21' Brugnera), Mancin, Cera, Niccolai, Poletti, Domenghini, Nenè, Gori S., Roffi, Riva L.. (12 Copparoni). All. E.Fabbri.

Arbitro: sig. Branzoni di Pavia.

Marcatori: 14' Pulici F. (aut), 22' Garlaschelli, 90' Chinaglia.

Note: giornata di sole, temperatura mite, terreno leggermente allentato. Incidenti a Martiradonna (strappo muscolare), Re Cecconi (metacarpo mano sinistra). Ammoniti Gori per proteste e Martini per gioco falloso. Angoli 8-4 (6-3) per la Lazio. Il Cagliari ha giocato con il lutto al braccio in segno di rispetto per la morte dell'ex-Presidente della Repubblica Antonio Segni avvenuta il 1 dicembre.

Spettatori: 70.000 circa. Incasso £. 99.537.000

Il biglietto della gara
L'autorete di Pulici
La rete di Garlaschelli
Dal Momento Sera: Garlaschelli abbracciato dopo la rete
(Gent. conc.Giovanni Ernesti)
Una parata di Albertosi
La rete di Chinaglia
Il goal di Long John allo scadere
Chinaglia e Ziaco si abbracciano a fine gara (Gent.conc. Famiglia Ziaco)
Chinaglia consola Cacciatori a fine gara

Il pensiero era ancora alla tragedia di Largo Telese (Prenestino), dove, lo ricordiamo, nell'esplosione avvenuta negli scantinati di un'armeria, ove si preparavano fuochi pirotecnici illegali, hanno perso la vita 17 persone, tra cui 5 bambini ed oltre 100 feriti. Il tragico evento ha reso meno festosi i tifosi accorsi ad assistere alla partita.

La rete finale di Chinaglia rende giustizia alla Lazio, ma non capita sempre di trovare un gol al 91' in tempo di pieno recupero. In questi casi chi vince beve champagne, ma sarebbe ingiusto dimenticare il dramma di chi perde. Il Cagliari ha colpe, diremmo che s'è creato da solo il punto della sconfitta (l'errore di Poletti e la staticità di Mancin e Niccolai nel momento decisivo del match sono incomprensibili), ma è terribilmente triste veder sfumare speranze e sogni proprio quando si crede d'aver raggiunto la meta. Alla Lazio che fa festa rendiamo merito. Al Cagliari che piange concediamo le attenuanti. A che servono però le attenuanti? A ben poco. Rimane la classifica, ed il Cagliari ora è al penultimo posto, con un solo punto in più della derelitta Sampdoria. E' la crisi. Fabbri per questa gara ha recuperato Domenghini, Riva e Gori, ed ha provato ad impiegare anche Martiradonna, che ha dovuto però abbandonare dopo venti minuti appena. I tre attaccanti non sono bastati a dare forza di penetrazione alla manovra. Gori ha corso ma è parso titubante, Domenghini si è spremuto in un gioco oscuro di centrocampo utile a mascherare le pecche di Roffi e di Nené, ma insufficiente per appoggiare Riva, che ha confermato di essere ancora lontano dalla sua forma abituale.

E per di più tutti i sardi hanno camminato al piccolo trotto. Lo scatto è un ricordo, il tiro una speranza. Anche Riva non tira. A pochi minuti dall'inizio della ripresa ha sbagliato un gol clamoroso. Ma c'è di più: le precarie condizioni fisiche di molti cagliaritani. Non diciamo che sia colpa di Fabbri o di altri, non ripetiamo un detto secondo cui gli isolani pagano ora il cambio di metodo tecnico. Non abbiamo elementi per stabilire il perché: sta di fatto però che i giocatori appaiono lenti in rapporto a qualsiasi avversario. Tutti, senza eccezione. Ed ora parliamo della Lazio, di questa strana e bella squadra che gioca bene e non segna, per segnare quando l'affanno si sostituisce all'organizzazione tattica. E' bene dire subito che gli uomini di Maestrelli hanno confermato anche contro il Cagliari di meritare l'alta classifica. Nel primo tempo i romani hanno dominato il campo con autorità. Avendo « una marcia in più », erano sempre primi sulla palla. Re Cecconi, inesauribile per con umiltà, iniziava l'azione che Garlaschelli.

La Rosa e Chinaglia tentavano di concludere. Era bello vedere questa Lazio manovrare con rapidità e decisione. Se le «punte» avessero dimostrato precisione nel tiri avremmo assistito ad una « vendemmia . Già al 2' i padroni di casa andavano vicini al gol: fuggiva sulla sinistra La Rosa servendo al centro un pallone invitante. Garlaschelli prima e Chinaglia dopo fallivano il tocco conclusivo. Alcune belle parate di Albertosi bloccavano tiri di Garlaschelli, Re Cecconi e Chinaglia. Al primo contropiede il Cagliari andava in vantaggio: Domenghini serviva Gori, che lanciava al centro per Riva. L'ala sinistra, controllata da Facco, calciava a parabola, Pulici era superato. La palla colpiva la traversa, rimbalzava sulla gamba destra di Pulici, ribatteva sul montante ed entrava in rete nonostante un disperato tentativo del portiere laziale (14'). Autogol classico, uno dei rari autogol addebitabili ad un portiere. Passavano pochi minuti e Martiradonna accusava il riacutizzarsi del solito malanno.

Entrava Brugnera, ma proprio nel momento del cambio veniva il pareggio: Nanni calciava una punizione, Chinaglia ingannava tutti con una finta (non sappiamo se voluta o casuale) e Garlaschelli di testa segnava: 1-1 al 22'. Il gioco diventava più equilibrato, ma la Lazio era più viva. All'inizio della ripresa (48') si presentava per Riva un'occasionissima per portare il Cagliari in vantaggio, ma l'attaccante di destro buttava sul portiere un pallone respinto dal palo su tiro cross di Gori. I laziali insistevano all'attacco, si moltiplicavano gli scontri. Gori era atterrato mezzo metro entro l'area da Martini ma Branzoni retrocedeva la punizione sul limite. Si era giunti al 91', in pieno recupero. Un ennesimo attacco laziale, convulso e disordinato, era respinto. Poletti, forse per perdere tempo, giocherellava ai bordi del campo, finché Garlaschelli riusciva a rubargli il pallone, centrando rasoterra a pochi metri da Albertosi. Chinaglia, lasciato libero da Niccolai che si era sbilanciato in avanti, non aveva difficoltà a deviare in rete. Era il gol della vittoria, una vittoria in cui più nessuno credeva. La Lazio ha pienamente meritato il successo. La squadra biancoazzurra è piaciuta per dinamismo, intraprendenza, decisione, il centrocampo è apparso mobile e sicuro, la difesa grintosa quanto basta ma raramente scorretta, all'attacco si è fatto ammirare Garlaschelli, che convince ogni giorno di più. E' la spalla ideale per Chinaglia.


Fonte: La Stampa