Domenica 10 dicembre 1972 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 0-0


Stagione

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1751. Campionato di Serie A 1972/73 - X giornata

SAMPDORIA: Cacciatori, Santin, Rossinelli, Boni L., Prini, Negrisolo, Villa S., Lodetti, Spadetto, Salvi G., Badiani. (12 Pellizzaro G., 13 Sabatini). All. Heriberto Herrera.

LAZIO: Pulici F., Facco, Martini L., Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. (12 Moriggi, 13 Petrelli). All. Maestrelli.

Arbitro: sig. C. Lo Bello di Siracusa.

Note: cielo coperto, con forte vento di tramontana. Terreno allentato per la pioggia caduta nella notte. Angoli 12-5 per la Sampdoria. In tribuna l'osservatore della Nazionale Trevisan.

Spettatori: 35.000 circa. Incasso £. 40.158.000.

Garlaschelli in azione

Heriberto consegna a Rocco una capolista « precotta », tipo zampone natalizio. Che poi, fra sette giorni, il Milan riesca a fare un boccone della Lazio, non è ancora detto, ma è certo che a Marassi la squadra di Maestrelli ha penato non poco, investita per tutto il secondo tempo da una Sampdoria e da una tramontana gelida che non le hanno dato un attimo di tregua. E se nei primi quarantacinque minuti il centrocampo biancazzurro era riuscito a fare in qualche modo da filtro alle manovre liguri, con il passare dei minuti la Samp è via via salita di tono. Re Cecconi, Frustalupi e Manservisi sono stati saltati da Salvi e colleghi con sempre maggiore facilità, e davanti a Pulici si sono susseguiti i salvataggi disperati, i calci d'angolo (conto totale 12 a 5 per la Samp), i pericoli, senza che questo pallone ormai tutto blucerchiato si decidesse a rotolare dentro la porta. Ed è finita così sullo zero a zero, un pareggio che vale per entrambe le contendenti, sia pure per motivi opposti. La capolista — e Maestrelli lo ha ancora ribadito a gara finita — ci teneva ad arrivare al big-match di San Siro imbattuta; la Sampdoria aveva la necessità di restare in lizza con le altre squadre del fondo classifica, per potere iniziare la rimonta, ed i risultati della domenica le hanno dato una mano, rendendo più prezioso il punto conquistato. Il tono atletico dei blucerchiati è altissimo, specie nei giovani, segno che Heriberto come sempre lavora bene.

Che poi il mister debba fare anche i gol è da provare; Badiani e Spadetto si battono al massimo, ma cannonieri non si diventa con la sola preparazione fisica. Oggi il trainer blucerchiato ha predisposto marcature validissime, rischiando anche qualcosa con gli sganciamenti in avanti dei difensori, libero compreso, piuttosto frequenti. Così a centrocampo la Lazio si è trovata a lottare contro avversari spesso in soprannumero, ed inoltre più veloci. Badiani ha fatto ammattire Frustalupi con i suoi scatti a ripetizione, ed alla fine l'ex sampdoriano è parso letteralmente frastornato. Santin è stato il migliore in campo. Ha annullato Chinaglia sovrastandolo per scatto e controllo di palla, ha trovato modo di lasciare l'illustre rivale per sganciarsi in avanti, al punto che più volte « Long John » è stato costretto ad andare anche lui in difesa per frenare le puntate dell'avversario. Solo nel primo tempo, forse anche per il vento contrario, i liguri hanno subito a tratti la manovra della capolista. E' pure possibile che la squadra di Heriberto temesse giustamente una improvvisa esplosione dei rivali, ed abbia atteso a gettarsi in avanti. In un complesso generoso come quello ligure, hanno stonato certi atteggiamenti plateali di Lodetti, il quale spesso si è fermato palla al piede senza trovare l'idea per il lancio, allargando poi le braccia in uno sconsolato gesto di accusa verso i compagni, « colpevoli » di non sapersi smarcare. In realtà è stato proprio lui a ritardare il gioco. La Lazio, a detta di tutto l'ambiente biancazzurro, ha disputato la peggior partita del campionato, e la Samp c'entrerà pure qualcosa in questo calo di rendimento.

Inoltre il desiderio di non perdere ha un po' frenato la formazione di Maestrelli che, malgrado avesse gli uomini del centrocampo in giornata di scarsa vena e ben fronteggiati, ha tuttavia dimostrato in alcune fasi del primo tempo di non essere arrivata per caso in vetta alla classifica. La squadra si esprime al meglio quando si rovescia all'attacco, ma a Marassi sono stati gli uomini della difesa a dovere sostenere le maggiori fatiche. Alle spalle di tutti, davanti a Pulici, ha fatto ottime cose il piccolo Wilson, un « libero » coraggioso, con sufficiente personalità da poter far da pilota ai compagni, anche se autore di qualche intervento un po' arrischiato, probabilmente per eccesso di generosità. Facco, Martini, Oddi (specialmente il primo) sono dei marcatori assidui, duri, ma non scorretti; Nanni è un mediano di spinta splendido, dal suo piede sono partiti i suggerimenti migliori per le punte, quando non è stato lui stesso a tentare l'affondo. La partita si è iniziata a ritmo di tango, tanti duelli a centrocampo e nessun affondo deciso. La prima azione in profondità, al 27', ha visto Chinaglia in ritardo di un soffio su un bel lancio di Re Cecconi. La risposta ligure è stata vivace, Lodetti si è portato sul fondo ed ha effettuato un centro sul quale Villa — divincolatosi dalla stretta di Facco — è riuscito a calciare con forza ma dritto su Pulici; il portiere ha respinto alla meglio e Re Cecconi ha sbrogliato la situazione con una rovesciata. Decisa anche la replica laziale, con tocco di Chinaglia per Garlaschelli e tiro basso dell'attaccante, sul quale il bravo Cacciatori è arrivato in tuffo. La fiammata non ha avuto seguito, le altre emozioni sono arrivate nella ripresa. Già al 7' su centro di Badiani, Spadetto in spaccata non è arrivato a deviare ed Oddi nell'affanno ha messo in corner a fil di montante. Un minuto dopo lo stesso Oddi con una decisa carica di spalla ha mandato Spadetto a piantarsi di testa nella rete di protezione. Si è temuto il peggio, ma il centravanti si è ripreso dopo un attimo di stordimento. Poi tutta una serie di assalti blucerchiati rotta al 12' da un contropiede isolato concluso da Chinaglia con un tiro trasversale addosso a Cacciatori. Con il passare dei minuti le offensive sampdoriane si sono fatte tambureggianti, anche Negrisolo (tiro tagliato nell'angolo « lungo » della porta di Pulici, palla spinta fuori dalla tramontana) e Santin (colpo di testa a lato) hanno cercato vanamente quel gol che la squadra in casa non è ancora riuscita a mettere a segno. Comprensibile la soddisfazione dei laziali (per il risultato non per il gioco) al fischio conclusivo di Lo Bello. Un Lo Bello forse un po' appesantito nel fisico, ma semplicemente magistrale. Abbandonati persino certi gesti da grande attore che facevano parte del personaggio, l'onorevole arbitro si è confermato « er più » della categoria,

Fonte: La Stampa