Domenica 5 gennaio 1930 - Roma, stadio Rondinella - Lazio-Pro Patria 2-1


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5 gennaio 1930 - Campionato di Serie A 1929/30 - XII giornata - inizio ore 14.30.

LAZIO: Bonadeo, Tognotti, Bottacini, Pardini, Furlani, Caimmi, Ziroli, Malatesta, Pastore, Spivach, Sbrana. All. Piselli.

PRO PATRIA: Montrasio, Mara, Fizzotti, Borsani, Bocchi II, Giani, Rossi I, Colombo I, Bonivento, Reguzzoni, Vigna. All. Bekey.

Arbitro: sig. Melandri di Genova.

Marcatori: 5' Reguzzoni, 49' Malatesta, 73' Malatesta.

Note: giornata soleggiata con temperatura bassa. Terreno buono.

Spettatori: 8000.

Al finire del primo tempo i tifosi presenti al Rondinella non erano molto tranquilli sulle sorti della propria squadra. La Lazio era stata colpita a freddo da un goal fortunoso al 6.o minuto, messo a segno dall'ala bustese Carlo Reguzzoni: il portiere Tullio Bonadeo, accecato dal sole, viene sorpreso da uno spiovente di Bonivento. La palla gli sfugge di mano e arriva sui piedi di Reguzzoni che da pochi metri non fallisce. La compagine laziale, per tutto il primo tempo gioca in affanno mettendo in campo un gioco caotico e sterile contro una difesa avversaria che “ dava a vedere di saper fronteggiare l'avversario con bravura eguale al coraggio”. La linea d'attacco guidata da Mario Bonìvento manovrava In profondità con volontà e decisione, costringendo la linea di difesa laziale di Bottaccini ad un difficile lavoro. La ripresa quindi non si presentava sotto troppo lieti auspici per i romani.

Invece, al fischio dell'arbitro Melandri, la Lazio partiva con rinnovato impeto e dopo qualche minuto di schermaglie arriva il pareggio al 49.o. A centrare lo specchio della porta Mario Malatesta, l'“Ammiraglio”, il centrocampista che fa ripiegare i bustesi nella loro area e che trasforma l'attacco della Lazio in un vero e proprio assedio della porta di Carlo Montrasio. La rete di Malatesta è frutto di un pallone conquistato corpo a corpo da Aldo Spivach ad un terzino avversario sulla linea di fondo, una palla che il centrocampista mette sulla testa dell'Ammiraglio che insacca. Dagli spalti ben si comprende che il Pro Patria intende portarsi via un punto prezioso, soprattutto quando le ali laziali sciupano malamente non pochi palloni capitati loro fra i piedi. Ma l'assalto dei romani, come scrive il cronista dell'epoca “ ... traeva impulso e pericolosità dalla tenacissima volontà di vittoria: i difetti non piccoli e non localizzati dei singoli scomparivano sotto la foga e l'impegno posti in ogni azione e il martellamento sulla rete bustese non si affievoliva dando modo a Montrasio e a tutta la difesa di mostrare le sue notevoli doti”.

Tale supremazia veniva premiata al 28.o minuto del secondo tempo con il punto della vittoria sempre ad opera dell'indomabile Malatesta che segna da due passi un allungo alto di Furlani deviato al volo da Sbrana. La reazione bustese è violenta ma effimera e confusa. La Pro Patria ha giocato una buona partita, mostrando di essere squadra solida, veloce e combattiva che perde solo per la decisione di ripiegare in difesa, dopo il pareggio avversario, e per lo strano individualismo confusionario. La Lazio lamenta numerose assenze. Tiene solo il reparto difensivo, in cui Renato Bottaccini emerge veramente, mentre centrocampo ed attacco sono davvero in affanno.

Fonte: La Stampa

La cronaca de "La Gazzetta dello Sport"