Domenica 7 dicembre 1975 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 0-1


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1869. Campionato di Serie A 1975/76 - VIII giornata

LAZIO: Pulici F., Ammoniaci, Polentes (65' Lopez), Wilson, Ghedin, Martini, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, D'Amico, Badiani (I). (12 Moriggi, 14° Borgo). All. Maestrelli.

NAPOLI: Carmignani, Bruscolotti, La Palma, Burgnich, Landini (I), Orlandini, Massa, Esposito S., Savoldi (I) (11' Sperotto), Boccolini, Braglia G. (12 Fiore, 14° Vavassori). All. Vinicio.

Arbitro: sig. Casarin di Milano.

Marcatori: 11' Boccolini.

Note: giornata di sole, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Ghedin e Orlandini. Antidoping: Wilson, Ghedin e Martini per la Lazio; Orlandini, Sperotto e Braglia per il Napoli. Calci d'angolo 5 a 4 per la Lazio.

Spettatori: 75 mila circa dei quali 50.033 paganti per un incasso di £ 221.725.200 (quota abbonamenti £ 69 milioni 800.000).

Maestrelli saluta il pubblico
La punizione del goal partenopeo
Re Cecconi e D'Amico
Badiani in fase di attacco
Boccolini in rete
Wilson in difesa

Quando mercoledì 3 dicembre Maestrelli ha sciolto ogni riserva ed è tornato alla guida della Lazio 9 mesi dopo il problema fisico che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco, a molti tifosi della Lazio sono venute le lacrime di gioia, ma molti altri ancora increduli hanno aspettato che si accomodasse in panchina per crederci sul serio. L'allenatore è stato accolto da un'ovazione del suo pubblico e da un bel mazzo di fiori. Napoli senza Juliano, mentre Maestrelli s'affida a quel che resta della vecchia guardia, escludendo Brignani e portando il panchina Borgo. La gara inizia con una rete annullata al 1° minuto a D'Amico per fuorigioco di Wilson. Al 11' il Napoli perde Savoldi, ma usufruisce di una punizione che Boccolini insacca con un bellissimo tiro dai 25 metri che sorprende Pulici (non ben piazzato) alla sua destra. La Lazio risponde solo al 23', quando una mezza giravolta di Chinaglia va fuori di poco. Due minuti dopo un pallonetto di La Palma per poco non sorprende Pulici, ancora fuori posizione. Maestrelli non ha la bacchetta magica e la Lazio è quella che si è vista in questo scorcio di campionato; il Napoli ha facile gioco del centrocampo laziale e Boccolini al 34°, ancora su punizione, colpisce l'incrocio dei pali. Minuto 34': angolo di D'Amico; Bruscolotti liscia la palla che va a Chinaglia che però non riesce ad approfittarne. La gara chiude la sua prima metà con un'uscita di pugni di Carmignani al 42' su un cross insidioso di D'Amico. Il secondo tempo inizia con un errore di Braglia da pochi passi. La Lazio cala visibilmente e il Napoli è padrone del campo. Un sussulto per i tifosi laziali al 62' quando D'Amico calcia un angolo direttamente in porta, ma Bruscolotti è attento a ribattere il pericolo. Tre minuti dopo è ancora la Lazio a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Garlaschelli di pochissimo alto. La partita si spegne qui. C'è il tempo di registrare un liscio di Re Cecconi su invito di Lopez.

Scrive La Stampa:

Il Napoli balza al primo posto in classifica dopo questa vittoria, mentre la Lazio è penultima, in una situazione sempre più ingarbugliata. Piedigrotta all'Olimpico. Oltre trentamila tifosi napoletani hanno portato a Roma tutta la passione che sanno esprimere nei momenti di felicità. Quando l'arbitro Casarin ha fischiato la fine dell'incontro, voci roche hanno dato fondo alle ultime energie per un boato che ha echeggiato a lungo sugli spalti dello stadio. Ma l'esaltazione dell'inconfondibile colore partenopeo si è avuta alla notizia del gol siglato dal Torino contro la Juventus: un coro spontaneo, che sembrava diretto da una impeccabile bacchetta di un fantomatico direttore d'orchestra, ha generato attimi di commozione anche fra gli avversari laziali: « O' vita, o' vita mia » è la strofa della famosa canzone « O' sordato 'nammurato » che i tifosi azzurri hanno rivolto in segno di riconoscenza verso gli atleti di Vinicio.

E' stata la sigla ad un pomeriggio di trionfo per la lunga carovana giunta nella capitale a bordo di auto, treni, pullman. Non è mancata neppure la nota umoristica quando l'altoparlante dello stadio ha annunciato che il signor Boccolini, omonimo del giocatore azzurro che ha messo in ginocchio la Lazio, era atteso all'ingresso della tribuna Tevere. Per i biancocelesti romani è stata invece una giornata amara. L'entusiasmo per il ritorno di Maestrelli che tornava in panchina dopo otto mesi portandosi dietro il ricordo del periodo felice dello scudetto, ha ceduto ben presto alla rassegnazione dopo il gol siglato dal partenopei.

Il trainer era entrato in campo con gli occhi lucidi dalla commozione, circondato da un plotone di fotografi tenendo fra le braccia un fascio di fiori legati con un nastro biancazzurro. Negli spogliatoi, dopo la partita, si sono accentuati sul volto di Maestrelli i segni di una sofferenza non ancora completamente smaltita. - Mi dispiace di non aver portato fortuna nel giorno che per noi doveva significare il riscatto — ha dichiarato il tecnico con voce delusa — ci tenevo tanto . Il Napoli — ha proseguito l'allenatore — si è rivelato squadra di rango che secondo il mio parere ha una dimensione internazionale. Mi ha ricordato il vecchio Torino di Mazzola che non accusava squilibri neppure quando mancavano uomini importanti come è accaduto oggi al nostri avversari. Avevo suggerito ai miei di non lasciarsi rubare l'iniziativa. Purtroppo il pressing della Lazio è durato, invece, soltanto un quarto d'ora nella ripresa.

Forse con i giocatori ceduti durante la campagna acquisti che lei stesso non ha condiviso, le cose sarebbero andate diversamente. Maestrelli non vuole insistere sulla polemica: « Il nostro unico obiettivo è di tirarci fuori dalla bassa classifica con gli uomini a disposizione ». Al sereno giudizio del trainer ha fatto riscontro una dura presa di posizione di Chinaglia nei confronti degli arbitri: « Altri giocatori si erano lamentati in precedenza — ha dichiarato il centravanti — stavolta devo dare ragione a Capello e ai miei colleghi del Milan ».

Sul gol annullato a D'Amico è intervenuto Wilson con una frase dal significato volutamente poco chiaro ma che ribadiva il malcontento dei laziali per le decisioni di Casarin: « Nell'azione, l'arbitro ha visto solo che la Lazio non era quella dello scudetto. Diciamo che con il signor Casarin non siamo fortunati. A Torino, contro la Juve, ci negò un calcio di rigore ». Le critiche più o meno velate al comportamento di Casarin, hanno costituito il tema dominante dei commenti biancoazzurri i quali, però, hanno anche riconosciuto di aver incontrato un grande Napoli, serio candidato allo scudetto.

In un momento di sconforto Lenzini si è fatto sfuggire « che non si può andare avanti così. Il gol di D'Amico era regolare. A Perugia ci hanno annullato ingiustamente una rete di Garlaschelli ». Negli spogliatoi del Napoli, l'euforia è stata in parte attenuata dall'infortunio capitato a Savoldi. Una diagnosi provvisoria ha accertato una distorsione al ginocchio destro, assai gonfio, con interessamento dei legamenti collaterali. Dietro l'apparato folcloristico che ha fatto da corona alla partita, il servizio d'ordine affidato al dr. Di Giacomantoni ha dovuto impegnarsi a fondo per evitare incidenti.

Purtroppo il pomeriggio è stato funestato dalla morte di un uomo sui 55 anni, non ancora identificato, colpito da collasso cardiaco sulla curva Sud. Lo sventurato aveva in tasca soltanto una tessera della Lazio intestata a Demofonti Marcello. Polizia e carabinieri hanno proceduto a sette arresti, tutti tifosi napoletani: Scarpari Ciro di 27 anni, Todisco Mario di 22, Santillo Giuseppe di 21, Maggi Mauro di 18 e Papili Gino di 25 sono stati accusati di oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. In carcere sono finiti anche il 29enne Benedetto Giro (colpito da ordine di cattura per furto aggravato) e Minipoli Pasquale per aver favorito la fuga di un giovane che aveva sparato con una pistola lanciarazzi.

Tre i fermati. La polizia, che aveva istituito un servizio di sorveglianza intorno allo stadio fin da ieri sera, ha sequestrato un enorme quantitativo di materiale contundente. Al termine della gara i napoletani hanno organizzato numerosi cortei funebri, mentre barili e damigiane di vino, introdotti sulla curva Nord con vari stratagemmi, venivano riversati sulle gradinate.