Domenica 30 novembre 1975 - Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 2-1


Stagione

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1868. Campionato di Serie A 1975/76 - VII giornata - inizio ore 14:30.

ASCOLI: Grassi, Logozzo, Perico, Colautti, Castoldi, Morello, Minigutti, Vivani, Silva, Gola, Zandoli (84' Legnaro). (12 Recchi, 14° Salvori). All. Riccomini.

LAZIO: Pulici F., Ammoniaci, Petrelli, Wilson, Ghedin, Re Cecconi, Garlaschelli, Brignani (48' D'Amico), Chinaglia, Badiani (I), Giordano. (12 Moriggi, 14° Polentes). All. Corsini.

Arbitro: sig. Prati di Parma.

Marcatori: 46' Gola, 54' Morello, 89' Chinaglia (rig).

Note:

Spettatori: n.d.

Re Cecconi e Pulici sventano un'azione dell'Ascoli
Dall'Unità: Brignani si dispera in panchina
La pagina del Guerin Sportivo sulla gara
(Gent.conc. Francesco Di salvo)
Una fase della partita
Chinaglia segna su rigore
(Gent.conc. Francesco Di salvo)

L'Ascoli batte la Lazio ed inguaia irreparabilmente Corsini, contestato dai tifosi e da alcuni suoi giocatori. I marchigiani hanno vinto, grazie a un gioco più compatto e fluido, mentre la Lazio è apparsa poco incisiva con Brignani assolutamente negativo, come del resto quasi tutti i suoi compagni. Eppure appena iniziata la partita è la Lazio a dirigere le danze: al 6' minuto, Grassi è chiamato ad un difficile intervento su tiro di Brignani, che si ripete al 19', quando sbaglia un mezza rovesciata da posizione favorevole. Rapido cambio di fronte ed è Pulici, che di piede salva la porta su incursione dell'ex Silva. Al 28' è ancora Silva a impensierire il portiere laziale e un minuto dopo è Zandoli a tirare poco sopra la traversa. Due minuti dopo è la Lazio a riaffacciarsi in area con Chinaglia, che saltato Castoldi è fermato in extremis da Colautti. Gli ascolani si fanno sempre più minacciosi come al 31', quando Silva, ricevuta la palla da Viviani spara fuori. E ancora una punizione di Colautti ribattuta, una parata di Pulici di pugno su Gola, e un tiro di Perico chiudono il primo tempo a reti inviolate. La ripresa inizia con l'Ascoli in vantaggio subito. Punizione per un fallo di Giordano ai 30 metri: batte Viviani che serve Gola, gran tiro e rete. Corsini a questo punto sostituisce Brignani con D'Amico, ma l'Ascoli si rende sempre più minaccioso: Pulici salva di mestiere su gran tiro di Perico, ma al 54' capitola di nuovo. Malinteso fra il portiere e Ammoniaci del quale approfitta Morello che tira: palla sul palo ed entra in rete. Ascoli in paradiso, Lazio in ginocchio. E' ancora Ascoli al 70', quando invocano un rigore per fallo di Petrelli su Silva, ma Prati fa proseguire fra le proteste. Corsini sposta Petrelli nel ruolo di libero e fa avanzare Wilson. I biancazzurri trovano un po' di gioco, ma è troppo tardi. All' 85' Re Cecconi prova uno spiovente in area che non trova compagni, ed un minuto dopo è Wilson ad essere atterrato in area, ma l'arbitro fa proseguire. Fischia il rigore, invece all' 89' quando Badiani (I) è atterrato da Logozzo. Chinaglia realizza con un tiro laterale a sinistra. Il bomber laziale esulta verso il pubblico che l'ha fischiato, facendolo imbestialire contro di lui ancor di più. L'arrembaggio finale, per altro poco convinto, non porta a nulla. Cala la notte per la Lazio, respira invece l'Ascoli.

Nota: Negli spogliatori dello stadio di Ascoli, prima della gara, in uno dei tanti diverbi tra Chinaglia e Corsini, l'attaccante della Lazio da un ultimatum all'allenatore: "Se oggi perdiamo, tu te ne vai". Dopo la partita, nel tragitto di ritorno a Roma, il pullman della Lazio fu affiancato e sorpassato dai torpedoni dei tifosi biancazzurri che con ampi gesti chiedevano l'esonero dell'allenatore. Il giorno dopo arrivò la comunicazione ufficiale e a sorpresa fu richiamato Tommaso Maestrelli apparentemente guarito, ma ancora molto debilitato dalla sua malattia.

Scrive La Stampa del 2 dicembre:

E' stata appena superata la settima giornata del campionato e già salta la prima panchina della serie A. Si tratta dell'allenatore della Lazio Giulio Corsini, esonerato dopo una giornata densa di perplessità e di concitate consultazioni. La sorte del trainer era già legata ad un sottilissimo filo che sì è spezzato con la sconfitta di Ascoli. Stamane il presidente Lenzini ha tentato prima una strana strategia temporeggiatrice proponendo a Corsini di lavorare in collaborazione con Maestrelli oppure di mettersi momentaneamente da parte adducendo come motivo una malattia di carattere diplomatico. Il tecnico ha opposto un netto rifiuto. « Forse si aspettano la mie dimissioni — ha commentato amaramente Corsini — ma questo non accadrà mai. Significherebbe ammettere errori che sinceramente non credo di aver commesso »

Più tardi si è riunito il consiglio di amministrazione, cui è stato invitato a partecipare anche il capitano Wilson. Il dibattito è stato lungo e vivace. Al termine è stato deciso di richiamare Maestrelli alla guida tecnica della squadra. La soluzione è stata posta come condizione da Wilson a nome dei compagni per accettare l'allontanamento di Corsini. La laboriosa giornata biancoazzurra è entrata nel vivo nel pomeriggio quando Lenzini si è incontrato con Maestrelli alle 18.30. L'ex trainer avrebbe manifestato alcune perplessità di carattere tecnico e morale e avrebbe chiesto garanzie di carattere economico. Il colloquio si è svolto nella massima riservatezza. Si sa per certo, tuttavia, che Maestrelli, coerentemente con la sua natura di uomo serio e corretto, ha ritenuto opportuno non accelerare i tempi.

In sostanza, al tecnico preme non dare l'impressione di accogliere subito una proposta che rischierebbe di avvalorare le voci oi una manovra alle spalle di Corsini. Maestrelli intende chiarire che è stata la Lazio a richiamarlo e non lui a porre la sua candidatura. In seno al consiglio direttivo ci sono persone che, pur dichiarandosi d'accordo con Lenzini, non gradirebbero il ritorno dell'ex trainer. E' un punto su cui Maestrelli desidera la massima chiarezza per non correre il rischio di trovarsi a lavorare in un clima di ostilità.

Ha colto inoltre l'occasione per manifestare il suo dissenso sulla campagna acquisti e cessioni condotta dalla Lazio. Non è un alibi, ma soltanto un parere obiettivo. I tifosi e la società debbono sapere in partenza che Maestrelli pur accollandosi la responsabilità del difficile compito affidatogli, non può promettere il pronto riscatto della squadra con il materiale giocatori a disposizione.

Ci sono, infine, anche le trattative verbali avviate con la Federalcalcio per guidare la nazionale, prima che Maestrelli si ammalasse (nel frattempo, però, Franchi e i suoi collaboratori potrebbero anche essersi orientati verso altre soluzioni). Considerando che gli azzurri sono stati eliminati dal campionato europeo e che hanno in programma soltanto l'incontro amichevole con la Grecia, Maestrelli potrebbe terminare il campionato con la Lazio e riprendere semmai il discorso con la Federcalcio a fine stagione.

A guidare i biancoazzurri, in qualità di secondo , sarebbe stato indicato Bob Lovati. Si ricostituirebbe il tandem dello scudetto che, come primo risultato, potrebbe infondere una scossa psicologica positiva alla squadra attesa domenica prossima all'Olimpico da un Napoli bisognoso di punti.