Donati Aldo


Aldo Donati
Aldo Donati
La notizia sul Corsport
Il necrologio fatto pubblicare su Il Messaggero dal cantante Renato Zero
Un momento dei funerali
Un momento dei funerali

I testi dell'inno alla Lazio e di "Quant'è bello esse Laziali" composti da Aldo Donati


Cantautore, nato a Roma il 2 settembre 1947 e deceduto il 24 agosto 2014.

Nel 1975 arriva al successo con il gruppo "Schola Cantorum", che ha fondato, partecipando alla trasmissione "Senza rete". Tra i successi più importanti: "Lella", "Lassame perde", "Le tre campane", "Il mio Amore". Numerose sono le partecipazioni a manifestazioni canore e trasmissioni televisive tra cui "Il Festival Bar", "Il Cantagiro", "Disco per l'estate", "Il Giro Festival", "Domenica In", "Buona Domenica" ed il "Maurizio Costanzo Show".

Nel 1980 incide "Canterò Canterò Canterò" con la quale raggiunge il 4° posto a Sanremo e un buon successo nelle vendite del disco. Partecipa 5 volte al Festival di Sanremo: nel 1978, 1979, 1980, 1986 e 1993. Nel 1978 Pietro Garinei ed Armando Trovajoli lo vogliono al teatro Sistina per partecipare alla commedia musicale "Rugantino" al fianco di Aldo Fabrizi, Bice Valori, Enrico Montesano e Alida Chelli, dove recita e canta i brani: "Roma nu fa la stupida stasera", "Tirollallero", "Chiumachella de Trastevere".

Con Mina ha una lunga collaborazione artistica, come anche con le maggiori cantanti italiane. Per Gianni Morandi scrive la splendida "Canzoni stonate" che il cantante emiliano ha sempre considerato la sua canzone più bella. Appassionato di calcio e grande tifoso della Lazio, negli anni settanta compone e canta l'"Inno alla Lazio" (conosciuto come "So' già du' ore") dedicato ai biancocelesti, che diventa uno degli inni più amati a tutt'oggi. Nel 2000 partecipa alla stesura dell'inno del centenario "Cent'anni insieme" assieme ad altri artisti. E' sovente ospite di note trasmissioni sportive televisive locali nelle quali manifesta la sua profonda fede per i colori biancocelesti. Dal 2009 conduce la trasmissione "FM Lazio" su TeleRoma 56. Nel 2009 un grave malore lo costringe ad abbandonare ogni attività. Non si riprende dalla malattia e nel pomeriggio del 24 agosto 2014, dopo cinque anni di coma, scompare.

La Lazio, pochi minuti dopo la notizia della scomparsa dell'artista, dirama questo comunicato:

Se n'è andato uno dei cantori della nostra esistenza, autore di tante colonne sonore che, da laziali, ci hanno fatto emozionare. Aldo Donati scompare oggi ma nel nostro cuore, allo stadio come nella vita, i suoi inni e perciò il suo ricordo, risuoneranno ancora tantissime volte, per sempre, rimanendo immortali. Tutta la S.S. Lazio si unisce al cordoglio della moglie Velia e della sua famiglia.


Scrive all'indomani della sua scomparsa il noto critico musicale della Rai Fabrizio S. in esclusiva per LazioWiki:

Aldo Donati si affaccia alla musica agli inizi degli anni Settanta proprio quando la scena italiana ribolle di nuovi fermenti. Dopo la spontaneità e le scopiazzature del beat si cercano nuove strade, originali e professionalmente più evolute. Il vento del '68 ha spazzato via ormai le fragilità adolescenziali e gli amori impossibili si che i temi delle canzoni si allargano su fronti diversi e impegnati. Nasce così il nostro rock progressivo con i suoi voli onirici, la canzone d'autore raccoglie giovani e coraggiosi talenti, il pop strizza l'occhio alla modernità dei suoni. Roma diviene il polo più importante della produzione musicale italiana, aiutata in questo dalla televisione, dalla radio e dal cinema che permettono lavoro e redditizia promozione. La RCA con i suoi modernissimi stabilimenti sulla via Tiburtina conferma i successi dei Sessanta e apre al nuovo decennio con tante novità, sorpassando quella Milano e la Ricordi in particolare che le hanno valorosamente conteso i suoi primati. La RCA diviene un grande laboratorio di idee per la nuova musica italiana, anche tramite etichette affiliate come la Numero Uno di Lucio Battisti e Mogol o la IT di Vincenzo Micocci. Aldo è uno dei tanti giovani che gravitano negli uffici diretti da Ennio Melis, illuminato direttore artistico che inventa nel 1974 la Schola Cantorum, un gruppo vocale che raccoglie altri artisti in rampa di lancio. Per lui vi era stato sino a quel punto un tentativo da solista nel '71 con un 45 giri passato sotto silenzio, ma che gli aveva permesso d'incontrare, tra gli altri, Vittorio Ferri padre di Gabriella, stella della nuova stagione della canzone romana.

Già, con Gabriella Ferri si erano tornate a cantare le splendide canzoni della Roma di un tempo e se ne aggiungevano di nuove. Nasce così a seguire la scuola romana dei cantautori dove si utilizza il romanesco o l'ambientazione tra le vie e le piazze della Città eterna. Escono alla ribalta Antonello Venditti, Amedeo Minghi, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e quell'Edoardo De Angelis, collega di Aldo nella Schola Cantorum, che ha scritto "Lella" che con l'interpretazione di Edoardo Vianello e Wilma Goich ha riscosso un enorme successo. Aldo è attratto dal mondo cantautorale e inizia a scrivere le sue prime canzoni. A questo punto forse l'abbagliante ribalta del pop ha il soppravvento sulla scelta più solitaria e tortuosa della canzone d'autore. Con la Schola Cantorum si vende bene, si conosce la notorietà televisiva, soprattutto con il celeberrimo show "Senza Rete", si partecipa a Sanremo e alle più popolari manifestazioni estive. Nel secondo album del gruppo, "Le tre campane" appare la sua prima canzone, "Mimì" con le parole di Giorgio Conte, fratello di quel Paolo, che da qualche tempo si esibisce in pubblico sospinto proprio dalla RCA. Una prima occasione per sdoganarsi Aldo la conosce nel 1978 e che occasione! Il Sistina lo inserisce nel cast della nuova edizione del Rugantino con Enrico Montesano, Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori.Il maestro Trovajoli affida a lui diverse canzoni come "Ciumachella de Trastevere" e "Tirollalero" venendo ripagato da un'intrepretazione piena di un sentimento popolare genuino e non di maniera. Nel 1980 si chiude il primo capitolo della Schola Cantorum e Aldo inizia la sua avventura in proprio cogliendo subito un ottimo quarto posto al Festival di Sanremo con "Canterò, canterò, canterò". Scrive per sé e per gli altri, compone per il cinema e appare sovente in televisione. Nel 1981, assieme a Mogol, realizza "Canzoni stonate", una canzone che permette a Gianni Morandi di tornare alla ribalta dopo un lungo silenzio.

Negli anni successivi la sua felice vena di autore lo porta a collaborare con Mina per la quale scrive quattro canzoni ("Mio di chi", "Lo faresti", "Amornero", "Così"). Ha scritto tra gli altri anche per Donatella Rettore, Gianni Nazzaro, Iva Zanicchi collaborando spesso in studio con Shel Shapiro, leader dei formidabili Rokes degli anni Sessanta. Ma nella sua lunga carriera Aldo Donati lega in modo indissolubile il suo nome alla sua squadra del cuore: la Lazio! Per i colori biancocelesti ha scritto delle canzoni che tutti i laziali conoscono a memoria e nelle quali credo fermamente abbia colto appieno tutto il suo mondo interiore di uomo e di artista. Passione, romanità, orgoglio espressi da una voce ruvida e tenera al tempo stesso. Grazie Aldarello per le emozioni di ieri, oggi e domani!


Riportiamo di seguito alcuni articoli di stampa pubblicati all'indomani della notizia della scomparsa dell'artista:


Dalla Gazzetta dello Sport del 25 agosto 2014:

Ciao Aldo, "impasto de forza e volontà".

Se è vero che le squadre sono dell'amore di chi le vive, ieri, con la scomparsa di Aldo Donati, la Lazio ha perso una colonna portante della propria storia. Era lui che con fierezza faceva sapere al mondo "quanto è bello esse laziali", era lui che rappresentava il carattere dei tifosi biancocelesti: Aldo era "l'impasto de forza e volontà", e aveva un cuore "come nessuno c'ha". La società biancoceleste ha voluto onorarne la memoria pubblicando un comunicato sul proprio sito ufficiale e scendendo in campo con il lutto al braccio nella gara contro il Bassano. Morto ieri dopo cinque anni di coma, Donati era però molto più di un semplice tifoso: artista a tutto tondo, ha fatto della romanità non solo un vanto ma anche il suo cavallo di battaglia. Nel 1978 recitò al teatro Sistina in Rugantino, insieme ad Aldo Fabrizi ed Enrico Montesano. In carriera, oltre al quarto posto a Sanremo raggiunto con "Canterò, canterò, canterò", vanta collaborazioni con Mina e Gianni Morandi. Nel 2003 tornò a Sanremo duettando con Iva Zanicchi in "Fossi un tango". Ha composto anche "Canzoni stonate", resa celebre proprio da Mina e da Morandi e che lui stesso ha cantato in spagnolo in coppia con Stevie Wonder. In occasione del centenario della Lazio, Donati partecipò alla stesura dell'inno "Cent'anni insieme". Per i tifosi laziali (e quindi probabilmente anche per lui) la sua più bella creatura resta però "Inno alla Lazio So' già du' ore", con la quale descrive l'attesa alle partite. E allora, quando all'Olimpico ora si canterà l'inno, lassù vicino al "Maestro", a guardare le partite della Lazio ora ci sarà anche Aldo, tifoso e cantore di due colori che per lui significavano amore.


Da Il Messaggero del 25 agosto 2014:

Aldo Donati, una vita per la canzone.

Cantautore verace cresciuto in quella formidabile scuola che è stata la Rca, fra i fondatori di una formazione storica come i Schola Cantorum, tifoso sfegatato della Lazio, squadra per la quale ha scritto l'inno So' già du' ore, Aldo Donati è morto ieri a 61 anni. Quasi cinque anni fa era stato colpito da un gravissimo aneurisma che lo ha fatto sprofondare in uno stato di coma dal quale non si è mai ripreso. La sua carriera era cominciata in quella palestra di cantautori che è stata la Rca al chilometro 12 di via Tiburtina. Nel '73 è l'animatore di una formazione, la Schola Cantorum, patrocinata personalmente da Ennio Melis, il direttore della casa discografica che, vista l'abbondanza, decide di unire una decina di giovani autori della sua scuderia in un'unica formazione che ripropone i pezzi famosi di Cocciante, Venditti, De Gregori, Dalla. Aldo ne diventa la voce guida e il debutto è nell'album di Francesco De Gregori del '74 dove partecipano al brano Niente da capire. Con la Schola Cantorum, Donati partecipa al programma televisivo Senza rete e lancia canzoni come Lella. Nel '78 viene chiamato da Pietro Garinei per partecipare a Rugantino con Montesano, Aldo Fabrizi e Alida Chelli. Ha scritto diversi pezzi per la serie di film polizieschi degli anni '70 e ha partecipato a svariati festival di Sanremo, dove il maggior successo lo ha ottenuto nell'80 con Canterò canterò canterò, arrivata quarta. Ha scritto per Sylvie Vartan, Donatella Rettore, Iva Zanicchi e con Mina ha avuto una lunga collaborazione passata da Mio di chi, da Così, da Amornero e da Canzoni stonate (con testo di Mogol) che rilancia nel 1981 Gianni Morandi e nel 2006 viene riproposta da Andrea Bocelli in coppia con Stevie Wonder nell'album Amore. In quello stesso anno Maurizio Costanzo ed Alex Britti lo scelgono come interprete, insieme ai ragazzi di Amici, della commedia musicale Lungomare di Ostia. Infine nel 2009, prima dell'emorragia che lo ha colpito a novembre, Aldo vince il Festival degli autori di Sanremo con la canzone Diverso, testo di Giorgio Faletti.


Da Il Tempo del 26 agosto 2014 un articolo di Toni Malco:

Ciao Aldo, ci conoscemmo nel lontano settembre del 1977, frequentavamo tutti e due il Cenacolo, una sorta di laboratorio della multinazionale Rca. Tu già vivevi il successo con la tua splendida Schola Cantorum, io ero alle mie prime esperienze e dopo diverse porte sbattutemi in faccia, un pomeriggio di ottobre ci incontrammo al bar della RCA. Io ero lì, un po giù, demoralizzato e tu entrasti con la tua inseparabile borsa a tracolla con i tuoi riccioli lunghi e castani quasi a coprire quei poderosi occhiali Ray Ban che mai abbandonavano il tuo naso. Ciao belli de casa! Era il tuo modo di salutare, ricordo che subito intuisti la situazione e offrendomi un buon caffè mi raccomandasti di non abbattermi e di non mollare, che proprio quando tutto sembrava svanito era proprio lì che dovevo darci dentro. Ti presi in parola e grazie anche ai preziosi consigli del nostro comune caro amico Rino Gaetano riuscii a firmare il fatidico contratto discografico. Erano tempi molto diversi da quelli che viviamo oggi ma le tue parole mi furono di grande aiuto. Ci accumunava la grande passione per la musica,le donne e la Lazio. Ricordo che quando su richiesta del caro Giorgio Chinaglia scrissi "Vola Lazio Vola" la mia prima idea fu quella di farlo incidere a te ma tu eri molto impegnato con la tua Schola Cantorum e declinasti l'idea esortandomi a cantarmelo io, poi le nostre strade imboccarono percorsi diversi ma la nostra amicizia restò immutata. Ogni tanto ci si incontrava ed ogni volta sapevi regalarmi bellissime parole sempre con quella spensierata e spontanea allegria. In nome della nostra amata Lazio abbiamo condiviso infinite emozioni, ora che sei partito per una lunghissima tournée in Paradiso volevo ringraziarti a nome di tutti quelli che ti hanno conosciuto e apprezzato per la tua simpatia e per le tue canzoni che sempre ascolteremo e canteremo insieme. E soprattutto volevo dirti un immenso grazie per quel buon caffè che bevemmo insieme quell'infreddolito pomeriggio di ottobre. Buon viaggio e grazie caro Aldo.


Dal Corriere dello Sport del 28 agosto 2014:

In migliaia per l'ultimo saluto ad Aldo Donati.

Uno striscione, "Ciao Aldo!", e una Piazza del Popolo trasformata per un giorno in una Curva Nord. Così il popolo laziale ha voluto salutare Aldo Donati, cantautore, presentatore e attore, artista a 360 gradi. Le sue canzoni sono entrate nel cuore dei romani e non solo. Lunghissimo applauso sia all'ingresso che all'uscita dalla chiesa del feretro, accompagnato dal commovente coro del celebre inno biancoceleste "So' già due ore..." che ha reso grande Aldo. Tanti i personaggi del mondo Lazio che hanno voluto testimoniare l'affetto per "Aldarello". La Lazio ha partecipato con il responsabile della comunicazione, Stefano De Martino, il team manager Maurizio Manzini ed il responsabile dell'ufficio marketing, Marco Canigiani. Tra gli altri occhi lucidi di Mario Facco, Giancarlo Oddi, Felice Pulici, Vincenzo D'Amico, Cristiano Bergodi e Bruno Giordano. Tra i tifosi vip Clemente Mimun ed Enrico Montesano. Non potevano mancare Lamberto Giorgi, Tony Malco e Renato Zero, tra i primi ad arrivare. La volontà di Aldo Donati era quella di essere cremato, le sue ceneri saranno portate a Cerveteri. "Era uno di noi, amava stare tra la gente e a contatto con le persone – il ricordo di Don Walter, nella lunga e sentita omelia – un uomo pieno di vita costretto per cinque anni al silenzio dalla malattia. La sua vita non è finita, si è trasformata. Da questi dolori nascono frutti di bene nella vita delle persone più vicine. La sua anima vivrà per sempre, nella gloria e nell'eternità". Con la Lazio nel cuore.

"Questi cinque anni non sono stati facili ma sono riuscita ad andare avanti con la forza dell'amore – dichiara una commossa Velia, vedova Donati – grazie a tutti gli amici. Ho conosciuto un Aldo in età matura, una persona che amava volare con la sua vena artistica e qualche volta ero costretta a riportarlo con i piedi per terra. Ero la matura della famiglia pur essendo più giovane di lui, ma era giusto così. Grazie a tutte le persone malate che hanno fatto di tutto per essere qui e a quelle che non hanno potuto". "E' stata una fortuna averlo come padre, anche se non sono stato un figlio perfetto. Per me sarà sempre un esempio da seguire", il ricordo del figlio Alan in una Chiesa degli Artisti stracolma e con migliaia di tifosi laziali all'esterno.








Il testo dell'Inno alla Lazio composto da Aldo Donati:


So già du ore, che stamo ad aspettà

me batte er core, cominceno a giocà

mille bandiere, famo sventolà

entra la Lazio, lo stadio sta a scoppià


Lazio grande Lazio, che ce ponno fa'

undici fiati, tutti quanti a respirà

Lazio grande Lazio, nata pe dominà

tu sei la mejo, e nun ce vonno sta


Semo n'impasto, de forza e volontà

co tanto core, come nessuno c'ha

fermate monno, sotto ar cuppolone

rifatte l'occhi, stamo a gioca a pallone


Lazio grande Lazio, che ce ponno fa'

undici fiati, tutti quanti a respirà

Lazio grande Lazio, nata pe dominà

tu sei la mejo, e nun ce vonno sta


Daje aquilotti, nun se po sbajà

su c'è er Maestro, che ce sta a guardà...


Lazio grande Lazio, che ce ponno fa'

undici fiati, tutti quanti a respirà

Lazio grande Lazio, nata pe dominà

tu sei la mejo, e nun ce vonno sta

Il testo di "Quant'è bello esse Laziali":


Quant'è bello esse Laziali, me vojo 'mbriaca'

all'altri c'è rimasto, solo che da rosica'

non ce n'è più pe nessuno, co sta Lazio mia

che quando gioca è come na poesia


La Lazio mia, la Lazio mia,

in cima al mondo c'è la Lazio mia


Quant'è bello esse Laziali, Laziali come noi

cor core e con i brividi, ce stamo solo noi


Quando c'è la Lazio inchinate,

perché passamo noi

Noi semo della Lazio e tu 'ndo vai!



Torna ad inizio pagina