Giovedì 28 gennaio 1993 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 2-2


Stagione

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28 gennaio 1993 - 2549 - Coppa Italia 1992/93 - Quarti di finale gara di andata

LAZIO: Fiori, Corino, Favalli, Sclosa, Luzardi, Cravero, Neri, Winter (76' Bacci), Riedle, Gascoigne (80' Stroppa), Signori. A disp.: Orsi, Bergodi, Fuser. All. Zoff.

TORINO: Marchegiani, Aloisi, Sottil (75' Della Morte), Fortunato, Annoni, Fusi, Mussi, Casagrande, Aguilera (52' Sordo), Scifo, Venturin. All. Mondonico.

Arbitro: Sguizzato di Verona.

Marcatori: 5' Neri, 34' Signori (rig), 45' Fusi, 88' Scifo.

Note: ammoniti: Corino, Sottil e Bacci.

Spettatori: 24.000 circa.


Il biglietto della gara
Editoriale del Corriere dello Sport su Gascoigne

Il "jingle" che era nell' aria, il Gazza che non t' aspetti. "Facci il ruttino, Gascoigne, facci il ruttino": cantano a una voce i curvaroli della Nord e Gascoigne risponde come l' avevano sempre sognato i coristi. L' avvio di Lazio Torino e' tutto made in England: cento ne pensa e cento ne fa, e' subito una girandola e i granata si trovano costretti a ripararsi alla bene in meglio. Capita cosi' dopo cinquanta secondi che nel disperato affanno il prode Annoni, in placida follia, piu' o meno dal dischetto della sua area, invii un pallone indietro a Marchegiani. Botta a due, naturalmente, ma sulla bordata di gol che si impenna sul muro della barriera Marchegiani salva la ghirba. Ma e' chiaro che prima o poi ce la lascera' . Piu' prima che poi, anche se questa e' partita che comincia in un modo e finisce in un altro. Basta aspettare il quarto minuto: Venturin non ce la fa a star dietro all' inglese che infila ghirigori sprintati sulla destra e sul cross radente l' erba il portiere granata intercetta sull' entrata di Riedle, ma deve alzare bandiera bianca sulla ribattuta di Neri. Tutta la Lazio gira bene dietro a Gascoigne e la squadra di Mondonico fatica per restare a galla, alleggerendo su Scifo e facendo leva sulla generosita' di Casagrande Ma che fare con quel Gascoigne scatenato, al quale dopo Venturin neanche Mussi riesce a star dietro, che al 21' si beve quattro avversari in un' aiuola e obbliga Marchegiani a un intevento volante super e al 34' , sprintando in area con un doppio passo alla Biavati, costringe Fusi a un intervento scivolato proibito e propizia cosi' un calcio di rigore. Sul dischetto va Signori a calciare senza rincorsa come domenica con la Juve e infila spedendo Marchegiani a cercare la palla dalla parte opposta. E poi? poi ancora Gascoigne, a costo di essere noiosi. Micidiale in un affondo vertiginoso al 38' , incredibile nel trovare lo specchio, ma anche la deviazione del portiere granata, al 40' , calciando quasi dal fondo. Ci potrebbero essere quattro gol di differenza tra le due squadre e invece al riposo si va con una sola rete di scarto, perche' al 47' 20" (recupero cervellotico) Fusi, piccolo e coraggiosissimo capitano, s' avventura in affondo, salta un paio di birilli, e' fortunato in altrettanti rimpalli e infila Fiori in uscita. Tanta fatica per nulla? Per poco almeno. La qualificazione torna in ballo. Mondonico rinuncia ad Aguilera per Sordo, ricompatta i reparti, sfrutta il calo di creativita' di Gascoigne e di tensione di un po' tutta la Lazio. Sfiorano addirittura il pari i granata, al 18' , quando Porthos Annoni bastona una punizione da 25 metri, che fa sponda sulla barriera e va ad incocciare la base del palo dove Fiori non potrebbe arrivare. Esce Gascoigne a dieci minuti dalla fine (un quarto d' ora dopo il farsi da parte dell' acciaccato Winter) e per gli uomini di Zoff e' difficile ritrovare il bandolo. Che finisce invece tra le mani di Mondonico al 43' quando Scifo acciuffa l' incredibile (ma nemmeno tanto, se si riesce a cancellare di mente il Gazza Show del primo tempo) pareggio con una punizione di Scifo che vede spanciare in maniera ridicola Fiori. E il Toro ride. Un regalo al nuovo presidente? Gia' perche' sotto la Mole cambia il padrone: Borsano sta cedendo il Torino a una cordata di imprenditori, guidata da un finanziere. Persone fin qui rimaste nell' ombra, piemontesi doc.