I Nove erano Quindici


L'articolo di giornale, tratto da "La bicicletta" in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio
L'articolo di giornale, tratto da "Corriere della Sera" in edicola il 5 luglio 2018, che riporta la notizia della scoperta di LazioWiki

I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900


Nove o quindici per noi pari sono... Così avrebbero cantato di certo, parafrasando il Duca di Mantova nella scena d’apertura del "Rigoletto", i laziali della prima ora, quelli che videro sorgere la Podistica Lazio nei primi giorni del 1900. Già, perché l’ultima scoperta di noi ricercatori di LazioWiki, instancabili rievocatori degli albori biancocelesti, è che il 13 gennaio di quell’inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in via degli Osti, furono in quindici, sei in più dei nove riconosciuti "fondatori", quelli della famosa panchina di Piazza della Libertà, per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de "La bicicletta", uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il 18 gennaio 1900, ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all’elezione dell’Ufficio di Presidenza per "delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista". In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.

Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti "pionieri" che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con Guido Annibaldi, nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati Olindo Bitetti, Tito Masini, Giuseppe Valle, Tullio Mestorino e Raffaello Mazzolani. Nove o quindici, si diceva, cambia comunque poco. Quel gennaio 1900 portò una ventata di prorompente novità nello statico mondo sportivo romano. E a conferma che lo Sport con la maiuscola era l’unico vero credo di quel manipolo di giovani con la maglia biancoceleste, ecco subito una riprova, sempre riportata nel trafiletto della "Bicicletta": per festeggiare le nomine, tutti in braghe e canotta per farsi di corsa, o di marcia se preferite, su e giù da Piazza del Popolo fino a Castel Giubileo, andata per la Salaria, ritorno per la Flaminia, 22 chilometri in due ore e mezza o giù di lì pur col vento gelido sulla faccia. L’ultimo, c’è da scommetterci, avrà pagato pegno, polenta o castagnaccio per tutti. Perché la vera gerarchia nella Lazio la faceva la strada.


Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell'articolo sopra citato:


Società Podistica "Lazio"

Roma 14 gennaio (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della Società Podistica Lazio per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d'una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in via degli Osti, i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l'elezioni dell'ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori Luigi Bigiarelli direttore sportivo, Guido Annibaldi segretario-economo, tenente Arturo Balestrieri e Galileo Massa consiglieri, Giacomo Bigiarelli e Alberto Mesones ispettori sportivi. La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci Odoacre Aloisi, Guido Annibaldi, Giacomo Bigiarelli, Luigi Bigiarelli, Alceste Grifoni, Galileo Massa, Alberto Mesones e Enrico Venier. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all'ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.



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